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Lo ha diretto dal 1964 al 1993
Ratisbona, il fratello del Papa chiede scusa Vaticano: su abusi la Chiesa è trasparente
ultimo aggiornamento: 09 marzo, ore 16:29
Città del Vaticano - (Adnkronos/Ign) - Georg Ratzinger, ex direttore del coro, al quotidiano tedesco 'Passauer Neue Presse': ''Chiedo perdono ma non ero a conoscenza di fatti del genere''. Padre Lombardi: ''Prenderemo tutte le iniziative volte ad affrontare il problema dei preti pedofili''. 'L'Osservatore Romano': la Chiesa vuole rendere giustizia alle vittime
Città del Vaticano, 9 mar. (Adnkronos/Ign) - L'ex direttore del coro della cattedrale di Ratisbona, il fratello del Papa Georg Ratzinger, ha chiesto scusa alle vittime di abusi sessuali e di violenze avvenute anche negli ambienti del coro di voci bianche di Ratisbona celebre in tutto il mondo.
Don Georg ha parlato della questione al quotidiano tedesco 'Passauer Neue Presse' riaffermando di non essere stato a conoscenza di fatti del genere nel periodo in cui ha diretto il coro, cioè dal 1964 al 1993.
''Il problema degli abusi sessuali che ora e' venuto alla luce non e' mai stato affrontato in precedenza'' nel coro di Ratiasbona, ha spiegato al giornale tedesco Georg Ratzinger. Il fratello del Pontefice ha nuovamente assicurato di non essere mai stato a conoscenza di episodi del genere; allo steso tempo don Georg ha parlato delle punizioni corporali inflitte agli alunni dell'istituzione, con il precedente direttore del coro. ''Se avessi saputo con quale violenza egli agiva - ha detto il sacerdote - avrei detto qualcosa. Chiedo dunque perdono alle vittime''.
''Io sapevo - ha detto al 'Passauer Neue Presse' - che il precedente direttore dell'internato dava degli schiaffi assai forti spesso per ragioni irrisorie''. Si trattava, ha spiegato ancora, di una pratica ''normale'' negli istituti scolastici dell'epoca. Naturalmente col tempo, ha detto don Georg, ''la gente è diventata più sensibile su questi problemi e lo stesso è accaduto per me''. Nel 1980 le punizioni corporali sono state vietate e ''io ne sono stato felice''. ha aggiunto.
Da parte sua il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, fa sapere che ''le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte'' nella vicenda degli abusi sessuali da parte del clero - fra queste la Provincia dei gesuiti tedeschi (prima ad essere coinvolta per il caso del Collegio Canisius di Berlino) - ovvero, la Conferenza episcopale tedesca, la Conferenza episcopale austriaca e la Conferenza episcopale olandese ''hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione. Hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa'' si legge in una lunga nota.
''Così facendo - ha aggiunto padre Lombardi - hanno affrontato le questioni con il piede giusto, perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro''.
Ma ''è sbagliato accusare solamente il clero degli abusi sessuali'', il problema ''va inserito in un contesto più ampio che non è solo quello della Chiesa'' ha rilevato padre Lombardi. ''Questi fatti - afferma - mobilitano la Chiesa ad elaborare le risposte appropriate e vanno inseriti in un contesto e in una problematica più ampia che riguarda la tutela dei bambini e dei giovani dagli abusi sessuali nella società''.
A ogni modo, la Chiesa in Germania prenderà parte a tutte le iniziative volte ad affrontare il problema dei preti pedofili: ''Giustamente in Germania - scrive padre Lombardi - vengono ora ipotizzate iniziative, promosse dal Ministero della famiglia, per convocare una 'tavola rotonda' delle diverse realtà educative e sociali per affrontare la questione in una prospettiva complessiva e adeguata''.
''E' bene ricordare ancora - spiega il gesuita - che la Chiesa vive inserita nella società civile e in essa assume le sue responsabilità, ma ha anche un suo ordinamento specifico distinto, quello 'canonico', che risponde alla sua natura spirituale e sacramentale, in cui quindi anche le procedure giudiziali e penali sono di natura diversa''.
Intanto, l'Osservatore romano' rileva come la Cancelliera Angel Merkel abbia riconosciuto l'impegno della Chiesa sul tema degli abusi e abbia preso la questione ''molto seriamente''. ''Il riconoscimento dell'impegno della Chiesa per fare massima chiarezza sulla dolorosa questione - scrive il giornale della Santa Sede - è giunto in una conferenza stampa svoltasi a Berlino, durante la quale Merkel ha anche accolto positivamente l'apertura e il senso di responsabilità mostrati dalla gerarchia cattolica''.
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| Aldo Cannavò ha scritto (09/03/2010 - ore 17:41) | segnala un abuso |
| Il fratello del Papa fà bene a chiedere scusa,benchè in quel periodo non dirigesse il coro.Penso però che sia necessario solo per calmare le inquisizioni degli avversari,che vedono solo le ombre e non i colori. | |
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