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Sanità Usa, è il giorno decisivo per Obama. Alla Camera il voto cruciale sulla riforma

Barack Obama (foto dal sito della Casa Bianca)  Barack Obama (foto dal sito della Casa Bianca)
ultimo aggiornamento: 21 marzo, ore 14:03
Washington - (Adnkronos/Ign) - Il presidente americano è stato impegnato in un'offensiva dell'ultimo minuto per arrivare oggi all'approvazione. La Camera dei Rappresentanti inizierà il dibattito nel primo pomeriggio, in serata la votazione. Obama: "E' una legge sociale storica"
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Washington, 21 mar. (Adnkronos/Ign) - Il presidente americano Barack Obama è stato impegnato in un'offensiva dell'ultimo minuto per arrivare oggi all'approvazione alla Camera della riforma sanitaria, sulla quale si gioca gran parte dell'impatto del suo mandato.

Nel giorno della verità per la riforma sanitaria, i leader democratici continuano senza sosta a cercare di assicurarsi alla Camera di poter raggiungere, anche se sul filo del rasoio, l'obiettivo dei 216 voti. Obama ha condotto direttamente le trattative con i democratici ancora restii a votare sì. E moltiplicando gli appelli pubblici per chiedere al Congresso di 'fare la cosa giusta'.

''Non sono tenuto a vincere ma ad essere autentico'' ha detto, citando Abraham Lincoln, presidente che ha sempre presentato come suo modello, parlando al caucus dei deputati democratici, in quello che l'editorialista del Washington Post Howard Kurtz definisce ''il discorso più commovente'' mai pronunciato dal presidente.

''Se siete d'accordo sul fatto che il sistema attuale non funzioni per le famiglie, se avete ascoltato le stesse storie che io ho ascoltato ovunque, in tutto il Paese allora aiutateci ad aggiustare questo sistema - ha detto ancora - finiamo questo lavoro, non fatelo per me, o per Nancy Pelosi o Harry Reid: fatelo per tutte quelle persone che stanno soffrendo''.

L'appassionato intervento di Obama è arrivato durante una giornata frenetica a Capitol Hill, di incessanti trattative dietro le quinte e di piccoli colpi di scena.

Come la marcia indietro della Speaker Pelosi sulla sua precedente decisione - contestatissima dalla minoranza repubblicana che l'ha bollata la "Slaughter Solution'', la soluzione del massacro - di non mettere effettivamente al voto il testo del Senato, che fa storcere il naso a molti deputati, ma solo il pacchetto degli emendamenti, ricorrendo a una procedura poco usata che avrebbe automaticamente fatto passare anche il testo emendato.

Ora invece alla Camera, dopo due ore di dibattito che inizierà nel primo pomeriggio, ci saranno, si prevede in tarda serata, due voti separati, uno sul testo del Senato e uno sul pacchetto di reconciliation. Se la riforma verrà approvata potrà così andare direttamente alla firma di Obama, diventando così legge. La prossima settimana poi il Senato potrà approvare il pacchetto di emendamenti, utilizzando appunto la discussa misura di reconciliation - ''una parola che solo a Capitol Hill può dividere'' ha scherzato amaramente un senatore - per aggirare il rischio di ostruzionismo ad oltranza della minoranza repubblicana.

Ma la realtà è che oggi Obama e i leader democratici dovranno tenere il fiato sospeso fino all'ultimo minuto: dopo che le trattative si sono prolungate fino a notte inoltrata ieri, ancora 18 democratici - secondo i conteggi del New York Times - rimanevano indecisi.

Se la maggior parte dei liberal hanno ormai accettato di ingoiare il rospo, accettando di votare un testo di riforma molto lontano dalle promesse iniziali di un ente pubblico in grado di fare veramente concorrenza ai giganti assicurativi, la maggiore resistenza viene dal gruppo di democratici conservatori, i blue dogs, che sostengono che nel testo del Senato non viene garantito che i fondi federali non siano usati per l'aborto.

Nel tentativo di arrivare a un compromesso la Pelosi, che aveva rifiutato la proposta di un voto separato sulla questione dell'aborto, ha promesso un successivo executive order, un decreto di Obama, per ribadire l'impegno dell'amministrazione al divieto da tempo vigente dell'utilizzo di fondi federali per l'aborto. Ma Marcy Kaptur, deputata dell'Ohio che è una delle leader del drappello degli antiabortisti, ha espresso scetticismo sul fatto che questo documento potrà bastare.

Di seguito tutti i numeri della riforma:

- 940 miliardi: questi sono i dollari che il governo americano dovrà stanziare nei prossimi 10 anni per applicare la riforma. La cifra è il frutto di un compromesso tra quella contenuta nel testo approvato al Senato, di 79 miliardi inferiore, e quella alla Camera, che era superiore di 112 miliardi, in prima lettura.

- 138 miliardi: è questa la riduzione del deficit federale che la riforma potrà portare sempre nei prossimi 10 anni, mentre, secondo le stime del Congressional Budget Office, organismo indipendente che valuta i provvedimenti legislativi, nel decennio successivo il risparmio dovrebbe arrivare a 1200 miliardi di dollari.

- 32 milioni: saranno gli americani attualmente senza assicurazione sanitaria che potranno averla grazie alla nuova legge. Secondo il censimento del 2009 sono oltre 46 milioni gli americani attualmente senza assistenza sanitaria, oltre il 15% del totale della popolazione.

- 695: saranno i dollari di multa annuale che ogni individuo dovrà pagare se violerà la misura che per la prima volta impone l'obbligo di avere un'assicurazione sanitaria. Sarà di 2mila dollari, sempre all'anno, la multa per i datori di lavoro che non la forniranno ai dipendenti.

- 216: sono i voti necessari ad approvare la legge alla Camera. I democratici hanno un'ampia maggioranza, 255 voti, ma alla prima lettura a novembre la riforma è passata con 220 sì e 215 no, con 37 deputati democratici che hanno votato contro.

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