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Siria, ancora sangue: strage bebč a Homs Usa non escludono intervento, frena l'Ue

Un ferito nerll'ospedale della cittŕ di Homs (Xinhua)  Un ferito nerll'ospedale della cittŕ di Homs (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 08 febbraio, ore 20:53
Damasco - (Adnkronos/Aki/Ign) - Bombardata la cittŕ, in particolare il quartiere di Bab Amru: almeno 73 morti. Una ventina di neonati morti nelle incubatrici di un ospedale colpito dal fuoco delle forze governative. Casa Bianca: non escludiamo intervento umanitario unilaterale. Terzi: "Preoccupati e irritati per il massacro di civili". Putin: "I siriani devono decidere da soli del loro futuro". Siria, richiamato l'ambasciatore italiano. Unicef: 400 bambini uccisi da inizio rivolta


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Damasco, 8 feb. - (Adnkronos/Aki/Ign) - E' di almeno 73 morti il bilancio delle violenze che anche oggi si sono registrate in Siria. Secondo gli attivisti del Comitato generale della rivoluzione siriana citati dalla tv 'al-Arabiya', la maggior parte delle vittime si registra nella provincia centrale di Homs. Tra le vittime vi sarebbero una ventina di neonati morti nelle incubatrici di un ospedale di Homs colpito, secondo gli attivisti, dal fuoco delle forze governative che ha provocato un blackout elettrico nella struttura. Damasco, da parte sua, continua a puntare il dito contro ''bande di terroristi''.

''Questa operazione su vasta scala arriva dopo la luce verde della Russia al regime siriano'', ha commentato da Beirut Omar Idlibi, portavoce dei Comitati di coordinamento locale, in una dichiarazione all'agenzia di stampa Dpa all'indomani del colloquio a Damasco tra il presidente siriano Bashar al-Assad e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

"In questo momento a Homs ci sono molti feriti gravi a causa del lancio dei colpi di mortaio da parte dell'esercito" rivelava giŕ in mattinata il medico siriano Ali al-Hazuri collegato via Internet con la tv satellitare 'al-Arabiya'. "Il quartiere di Bab Amru č semi distrutto e anche il nostro ospedale č stato colpito - ha aggiunto - chiediamo aiuto perché ci sono feriti gravi da soccorrere, ma la Mezzaluna rossa non puň entrare perché fermata dai militari. Chiediamo agli arabi di muoversi e di aiutarci". Mentre il medico parlava collegato tramite Skype, era possibile sentire in sottofondo la voce dei muezzin che gridavano "Allah č grande" per chiedere aiuto.

Le vittime provocate dalle forze della sicurezza di Damasco, dal fine settimana a oggi sarebbero secondo le denunce degli attivisti oltre 300. Gli abitanti di Homs temono ora un assalto di terra, a quanto riferisce l'inviato della Bbc Paul Wood, uno dei pochi giornalisti in citta'. Oggi il reporter britannico si trova alla periferia di Homs con i combattenti ribelli e spiega che i suoi contatti all'interno della citta' riferiscono di un attacco che continua, ma anche che e' troppo pericoloso inoltarsi all'interno per verificare il numero di morti e feriti. Un residente della zona di Baba Amr a Homs, Omar, ha spiegato alla Bbc che gli attacchi condotti con razzi e mortai sono indiscriminati. ''Ogni casa qui a Baba Amr č un obiettivo - ha detto - Devi essere veloce per sopravvivere. Devi essere fortunato se sei ancora vivo".

La Casa Bianca "non esclude" un intervento umanitario unilaterale in Siria, fa sapere il portavoce, Jay Carney, aggiungendo che l'obiettivo dell'Amministrazione Usa per risolvere la crisi č "continuare a lavorare con gli alleati e i partner". E sulla visita a Damasco del ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, dice: "Non č chiaro quale sia stato lo scopo. Quello che č chiaro č che stando al fianco del regime di Assad la Russia non otterra' nulla".

A frenare con piů decisione riguardo a un possibile intervento in Siria, č l'Unione europea, che esclude un'opzione militare per fermare le violenze del regime. Fonti europee ribadiscono inoltre che "sul tavolo non c'č alcuna ipotesi di creare una no-fly zone". "Tutti i ministri degli Esteri che si sono espressi finora hanno sempre detto che l'opzione militare e' esclusa e che la Siria non e' la Libia", hanno sottolineato le fonti, ricordando come "il precedente libico sia alla base delle riserve di Cina e Russia e del loro veto all'Onu". "Nessuno vuole un intervento militare e nessuno l'ha chiesto", hanno scandito ancora, ricordando quali furono le condizioni alla base dell'operazione in Libia del marzo dello scorso anno: la richiesta della Lega Araba, la risoluzione dell'Onu ed un intervento modellato sulle necessita' sul terreno.

L'Unione europea sta invece studiando nuove sanzioni contro Damasco nella speranza che il regime "cambi atteggiamento e fermi le violenze contro la popolazione". Le nuove misure restrittive - la 12ma tornata - dovrebbero essere approvate dai ministri degli Esteri dell'Ue alla prossima riunione fissata per il 27 febbraio. Sul tavolo dei diplomatici a Bruxelles c'e' l'ipotesi di congelare i beni della Banca centrale siriana, sul modello di quanto fatto nelle settimane scorse con la Banca centrale iraniana, di vietare l'importazione di fosfati ed altri metalli preziosi, tra cui l'oro, e di sospendere i voli commerciali da e per la Siria. L'Italia per il momento ha seguito alcuni Paesi occidentali decidendo di ritirare il proprio ambasciatore. Una decisione, presa per "marcare la nostra grande preoccupazione e irritazione nei confronti del massacro del popolo siriano" ha detto il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, nell'audizione davanti alla Commissione Diritti umani del Senato. Terzi ha inoltre riferito che e' stato fatto anche un "passo molto energico" nei confronti dell'ambasciatore siriano a Roma e di essere in "contatto continuo" con i vertici della Lega Araba e con i colleghi dei principali Paesi europei. La crisi siriana, ha aggiunto il ministro, sara' tema dei colloqui che avra' nelle prossime ore con il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

Sulla vicenda pesa poi la posizione di Cina e Russia, che non sembrano intenzionate ad abbandonare il regime di Assad. ''I siriani devono decidere da soli del loro futuro'' ha detto oggi il premier russo Vladimir Putin in piena campagna elettorale per le elezioni presidenziali del quattro marzo. ''E' sbagliato comportarsi come elefanti in un negozio di porcellane''. Anche il campo arabo č profondamente diviso. Da un lato, c'č la Turchia che continua a lavorare a una nuova iniziativa per mettere fine alle violenze in Siria dopo il "fiasco" della risoluzione Onu della scorsa settimana, bloccata dal veto di Russia e Cina. Sul fronte opposto invece il segretario generale del movimento sciita libanese di Hezbollah Hassan Nasrallah che smentisce le notizie provenienti da Homs dove, dal fine settimana, diverse fonti parlano di un vero e proprio massacro. ''Abbiamo letto queste informazioni - ha detto Nasrallah partecipando a una cerimonia in occassione del compleanno di Maometto - Ma lě non e' successo nulla". La tempistica di queste notizie, appena prima del dibattido al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dimostra che non si basano sui fatti. E' un tentativo di sfruttare i media''.


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