L'Esercito siriano libero, che riunisce i militari disertori, prima rivendica e poi smentisce
(Xinhua)
Siria, attentati ad Aleppo: almeno 11 morti
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ultimo aggiornamento: 10 febbraio, ore 22:01
Beirut - (Adnkronos/Aki/Ign) - Dietro gli attacchi ci sarebbero due attentatori suicidi (VIDEO). Mentre la crisi si inasprisce preoccupa l'ipotesi che i controlli sugli armamenti del Paese si allentino. A Roma attivisti tentano blitz ad ambasciata
Beirut, 10 feb. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Ci sarebbero due attentatori suicidi dietro gli attacchi, registrati questa mattina nella città siriana di Aleppo, che hanno fatto 11 morti. E' quanto sostiene la tv di Stato di Damasco, secondo cui tra le vittime si contano anche bambini.
L'attacco in un primo momento è stato rivendicato dall'Esercito siriano libero, che riunisce i militari disertori, attraverso il colonnello disertore Arif Amood, che ha parlato all'emittente francese France24. Poco dopo però è arrivata la smentita in un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook dell'Esercito siriano libero. Nel comunicato si chiede ai media di usare "cautela con le notizie diffuse dal regime attraverso suoi agenti che affermano di essere affiliati con l'Esercito siriano libero".
Anche il capo dell'Esercito siriano libero, colonnello Riad al-Asaad, ha negato ogni responsabilita' dei soldati disertori nell'attacco ad Aleppo. "Questa mattina abbiamo effettivamente attaccato Aleppo e le due basi militari che si trovano al suo interno, ma gli attentati sono avvenuti dopo il ritiro dei nostri uomini", ha affermato al-Assad in un collegamento con la tv araba 'al-Jazeera'.
Il leader ribelle ha quindi confermato di aver ordinato l'attacco contro i militari del regime di Bashar al-Assad presenti in citta'. "Confermiamo che abbiamo condotto un attacco - aggiunge - ma le due esplosioni sono avvenute quando i nostri uomini si sono ritirati. Noi non facciamo attentati di quel tipo e siamo certi che i responsabili sono gli uomini del regime siriano che erano presenti in zona".
Gli attivisti intanto denunciano una nuova giornata di violenze da parte del regime di Assad. Almeno 53 persone sarebbero state uccise secondo quanto affermano gli insorti del Comitato generale della rivoluzione siriana, citati dalla tv al-Jazeera. Stando alle fonti, 39 persone sono state uccise a Homs, la citta' della Siria centrale da giorni sotto il fuoco delle forze governative.
Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy è intervenuto oggi per condannare con forza la "terribile situazione" in Siria esprimendo la sua "profonda delusione" per l'esito del voto di domenica all'Onu, dove Russia e Cina hanno posto il veto ad una risoluzione sulla transizione a Damasco. "Al regime siriano non dovrebbe essere permesso di continuare a commettere atrocita' scandalose ed inaccettabili contro il suo stesso popolo".
"La comunita' internazionale - ha detto Van Rompuy in una dichiarazione a Nuova Delhi diffusa a Bruxelles dopo il vertice Ue-India - deve continuare a fare pressione sul regime siriano ed a sostenere il piano di pace della Lega Araba".
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