La maggior parte delle vittime a Homs
(Xinhua)
Repressione in Siria, altre 80 vittime. Italia: ''Ferma condanna e sdegno''
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ultimo aggiornamento: 06 febbraio, ore 21:56
Damasco - (Adnkronos/Ign) - Il bilancio fornito dagli attivisti siriani, ma il regime smentisce la notizia di un nuovo attacco (VIDEO). Gli Usa chiudono l'ambasciata a Damasco, Londra richiama l'ambasciatore. Ban Ki moon: ''Violenze cessino immediatamente". Padre Lombardi: preoccupati per violenze. Opposizione siriana a Mosca e Pechino: ''Veto è licenza d'uccidere per Assad''
Damasco, 6 feb. (Adnkronos/Ign) - E' di 80 morti il bilancio odierno delle vittime della repressione messa in atto dal regime del presidente siriano Bashar al-Assad. Lo riferiscono alcuni attivisti del Comitato generale della rivoluzione citati dalla tv satellitare 'Al-Arabiya'. La maggior parte delle vittime si conterebbero nella città di Homs dove stamani l'esercito siriano, avvalendosi di elicotteri militari, ha sferrato un attacco che ha portato all'uccisione di oltre 50 civili.
"Interi quartieri di Homs sono completamente isolati e non riusciamo a metterci in contatto in alcun modo con le persone che si trovano al loro interno", hanno denunciato alla tv araba 'al-Jazeera' gli attivisti siriani. Nel mirino dei militari, hanno riferito all'agenzia di stampa Dpa, sono finiti anche “tre ospedali da campo” di Bab Amro.
“L'esercito siriano ha chiuso completamente Homs e si prepara a una grande offensiva finale sulla città", hanno affermato gli attivisti dell'opposizione siriana alla tv satellitare 'al-Arabiya'. "I militari stanno cercando di isolare completamente la città dal resto del Paese - hanno aggiunto - per poi iniziare un pesante attacco sulla città".
La notizia viene però smentita dal regime di Damasco che, tramite la tv di stato, nega che vi siano stati bombardamenti a Homs. In un flash apparso sugli schermi della tv di stato siriana, fedele al regime di Bashar al-Assad, si legge: "I terroristi attivi a Homs hanno incendiato i tetti di diversi palazzi di Homs per mostrare alle tv satellitari che la città è sotto bombardamento da parte dell'esercito".
L'emittente ha annunciato inoltre che la moschea di Rastan, città della provincia siriana di Homs, è stata data alle fiamme. Secondo la tv l'incendio ha provocato la morte e il ferimento di un numero imprecisato di persone. L'emittente riferisce infine che l'oleodotto, il gasdotto e il centro di telecomunicazioni nei dintorni di Homs sono stati attaccati da "miliziani armati" dell'opposizione. Mentre 'al-Arabiya' annuncia che un gruppo di soldati dell'esercito siriano di al-Zabadan, nella provincia di Damasco, è passato con gli oppositori portando con sé otto carri armati.
Si muove intanto la comunità internazionale. Ban Ki moon è ''sconvolto'' dall'escalation di violenze in Siria e chiede che ''tutte le violenze cessino immediatamente''. E' quanto si legge in una dichiarazione diffusa dal segretario generale dell'Onu in cui le violenze in corso nella città di Homs, con l'uso dell'artiglieria pesante contro le aree abitate da civili, vengono definite ''totalmente inaccettabili di fronte all'umanità''.
Gli Stati Uniti hanno chiuso l'ambasciata a Damasco e richiamato i loro diplomatici in Siria. Lo ha annunciato il dipartimento di Stato. Gli Stati Uniti consigliano inoltre ''ai propri cittadini di non recarsi in Siria ed invitano quelli che si trovano nel paese a lasciarlo immediatamente". "Non tutte le situazioni permettono il tipo di soluzione militare che abbiamo avuto in Libia" ha detto Barack Obama, ribadendo di escludere un intervento militare per risolvere la crisi in Siria e sottolineando la necessità di aumentare le pressioni sul regime di Damasco. "Noi dobbiamo essere inflessibili nel mandare il messaggio che è arrivato il momento che Assad se ne vada - ha aggiunto Obama - non è più una questione di se, ma una questione di quando".
La Gran Bretagna dal canto suo ha richiamato "per consultazioni" il proprio ambasciatore in Siria. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri, William Hague. Hague, intervenendo alla Camera dei Comuni di Londra, ha detto che il veto di Cina e Russia alla risoluzione dell'Onu ha aumentato le possibilità di guerra civile in Siria sostenendo il "regime assassino e spacciato" del presidente Bashar al Assad.
Dall'Italia su indicazioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi, il segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo ha questo pomeriggio espresso all'ambasciatore siriano a Roma, Khaddour Hasan, la più ferma condanna e lo sdegno del Governo italiano per le inaccettabili violenze perpetrate dal regime di Damasco nei confronti della popolazione civile. Lo rende noto la Farnesina.
Al diplomatico siriano è stato ribadito che tale comportamento suscita viva riprovazione presso l'opinione pubblica e parlamentare italiana, che chiede la cessazione immediata delle gravissime violenze, continua la nota. Il segretario generale della Farnesina ha anche lamentato al suo interlocutore l'atteggiamento ostruzionistico del governo siriano verso il piano della Lega Araba, la cui mancata realizzazione impedisce ogni soluzione regionale della crisi, richiesta con forza dalla comunità internazionale, conclude il comunicato.
Il ministro Terzi in precedenza aveva sottolineato che l'invito a espellere gli ambasciatori siriani e a richiamare i rappresentanti diplomatici a Damasco è "in questo momento oggetto di concertazione" tra Paesi europei. Intervenendo al termine dell'incontro alla Farnesina con la Premio Nobel per la Pace yemenita, Tawakul Karman, Terzi ha definito il veto di Russia e Cina alla risoluzione sulla Siria al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come "estremamente sgradevole, per usare un eufemismo".
E l'Arabia Saudita chiede ''misure drastiche'' per porre fine alla crisi siriana, mettendo in guardia da un possibile ''disastro umanitario''. Dopo la decisione di Pechino e Mosca di porre il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla Siria, Riad denuncia il ''fallimento del Consiglio di Sicurezza nel passare una risoluzione di sostegno all'iniziativa araba''. E' stato intanto rinviato a domenica prossima il vertice dei ministri degli Esteri della Lega Araba sulla Siria inizialmente previsto sabato.
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