Steve Jobs, in una lettera dell'agosto scorso la rinuncia al comando di Apple
ultimo aggiornamento: 06 ottobre, ore 10:19
Roma, 6 ott. - (Adnkronos) - In una sera dell'agosto scorso, mercoledì 24, Steve Jobs indirizzò una lettera di poche righe ai suoi dipendenti, una lettera che tutti alla Apple temevano da quando, nel 2004, il fondatore, assieme a Steve Wozniak, aveva scoperto di essere affetto da una rara forma di tumore al pancreas. "Ho sempre detto che sarei stato il primo a dirvi quando non sarei più stato in grado di assolvere ai miei doveri di ceo. Quel giorno - scriveva - purtroppo, è arrivato".
"Mi dimetto da ceo di Apple. Vorrei continuare, se il cda sarà d'accordo, a presiedere il consiglio e a lavorare come direttore e dipendente di Apple", concludeva Jobs.
Un addio, nei fatti, definitavamente concretizzatosi con la sua morte. Un addio che chiudeva un'illusione: già nel 2009, infatti, Jobs aveva lasciato il timone della Apple, ma solo per cinque mesi, mettendolo nelle mani del suo direttore operativo, Tim Cook, poi era tornato, alimentando la speranza che potesse restare ancora a lungo in sella.
"Mi dimetto da ceo di Apple. Vorrei continuare, se il cda sarà d'accordo, a presiedere il consiglio e a lavorare come direttore e dipendente di Apple", concludeva Jobs.
Un addio, nei fatti, definitavamente concretizzatosi con la sua morte. Un addio che chiudeva un'illusione: già nel 2009, infatti, Jobs aveva lasciato il timone della Apple, ma solo per cinque mesi, mettendolo nelle mani del suo direttore operativo, Tim Cook, poi era tornato, alimentando la speranza che potesse restare ancora a lungo in sella.
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