Tibet, il Dalai Lama rinuncia al ruolo politico: "Il leader venga eletto"
Il Dalai Lama
ultimo aggiornamento: 10 marzo, ore 09:15
Nuova Delhi - (Adnkronos) - Il leader spirituale tibetano lo ha detto durante un discorso nella città indiana di Dharamasala, dove risiede il suo governo in esilio: "Gli trasferirò il potere". Ma ribadisce: "Non mi sento disamorato"
Nuova Delhi, 10 mar. (Adnkronos) - Il Dalai Lama ha annunciato oggi di voler rinunciare al suo ruolo politico alla testa del movimento tibetano, spiegando che è giunto il momento di un leader eletto. Le parole del leader spirituale tibetano sono giunte durante un discorso nella citta' indiana di Dharamasala, dove risiede il suo governo in esilio, in occasione dell'anniversario della rivolta del 1959 contro l'annessione cinese.
Il 75enne Dalai Lama ha spiegato che chiederà l'approvazione di un apposito emendamento alla Carta dei Tibetani in Esilio all'apertura della nuova sessione del Parlamento tibetano, il 14 marzo. "Fin dai primi anni Sessanta -ha detto- ho ripetutamente sottolineato che i tibetani hanno bisogno di un leader eletto liberamente dal popolo, al quale trasferirò il potere. Ora abbiamo chiaramente raggiunto quel momento". Il leader buddista ha voluto rimarcare che non si tratta di sottrarsi alle responsabilita'. "Non è perché mi senta disamorato- ha detto- i tibetani hanno riposto così tanta fede e fiducia in me e io sono impegnato a svolgere la mia parte per la causa del Tibet".
Fu in seguito alla fallita rivolta del 1959 che il Dalai Lama fu costretto a fuggire in India con i suoi seguaci. Da allora il monaco buddista, poi insignito del Premio Nobel, è stato il simbolo della causa tibetana. Negli ultimi anni aveva ceduto parte dei suoi poteri politici al primo ministro del governo tibetano in esilio.
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