''Dietro il sequestro potrebbero esserci i servizi segreti marocchini''
''Urru è in Mali, non in mano ad al-Qaeda''
ultimo aggiornamento: 17 dicembre, ore 13:14
Tifariti - (Adnkronos/Aki) - Lo rivela il ministro della Difesa del Fronte Polisario, secondo il quale la cooperante italiana e i suoi due colleghi spagnoli si troverebbero vicino al confine con il Niger. ''I rapitori - riferisce - hanno cercato di venderla ma è fallita la trattativa avviata con i terroristi''. In un video la prova che è ancora viva
Tifariti, 17 dic. (Adnkronos/Aki) - La cooperante italiana Rossella Urru e i suoi due colleghi spagnoli, rapiti il 23 ottobre nel sud dell'Algeria, si trovano nel nord del Mali, vicino al confine con il Niger". Lo rivela il ministro della Difesa del Fronte Polisario, Mohammed Lamin Bouhali, al giornale'el-Khabar'.
"I loro sequestratori hanno tentato più volte di venderli ad altri gruppi, senza riuscirci - aggiunge - in particolare è fallita la trattativa avviata con al-Qaeda nel Maghreb islamico".
"Hanno chiamato direttamente Mokhtar Belmokhtar, leader della cellula jihadista nel Sahara, noto come Belaur, per trovare un accordo - spiega - ma quest'ultimo si è rifiutato di prendere i tre europei perché erano stati presi da un campo saharawi del Polisario e gli ha risposto che il suo gruppo non aveva problemi con noi".
Il generale saharawi azzarda l'ipotesi che "dietro questo sequestro ci possano essere i servizi segreti marocchini" perché "nei giorni scorsi le autorità marocchine hanno contattato quelle del Burkina Faso proponendo di avviare una mediazione, ma i rapitori non hanno accettato. Anche i capi delle tribù del nord del Mali hanno cercato di avviare una mediazione senza riuscirci".
Il militare contraddice però quanto affermato nei giorni scorsi dal presidente del parlamento saharawi, Kathri Addouh, secondo il quale dietro il sequestro ci sarebbero finalità politiche, sostenendo che invece "i rapitori cercano solo denaro". Intanto è salito a 11 il numero di persone arrestate finora dagli uomini del Polisario con l'accusa di essere complici nel sequestro della Urru.
"Alcuni di questi sono stati catturati a Majik, nel Sahara occidentale - spiega ancora l'esponente saharawi - le persone catturate si erano divise in due gruppi, il primo composto da sette uomini si trovava nel nord del Mali, mentre il secondo gruppo composto da sei persone si muoveva in continuazione nel Sahara, in particolare tra Mali e Algeria".
"Il primo gruppo è stato preso 90 chilometri a sud da Tinduf, mentre con il secondo c'è stato uno scontro a fuoco e due dei loro, tra cui il capo, sono morti - dice - Erano maliani della tribù di Lamhar ed avevano rapporti con i trafficanti di droga che avevano dato loro informazioni, armi e aiuto logistico".
Sostiene inoltre che "la vera mente del gruppo è stata uccisa 10 giorni fa. Si tratta di un uomo che era stato già in carcere in Mauritania e che in passato era stato anche per otto mesi nelle mani di al-Qaeda, che alla fine lo aveva rilasciato". L'esponente Polisario non fa il suo nome, ma è chiaro il riferimento al maliano ucciso in un blitz dei suoi uomini nel nord della Mauritania la scorsa settimana.
"E' stato ucciso con lui un secondo maliano della tribù degli Awazad, che parlava bene l'arabo, mentre gli altri che erano con lui sono stati catturati. Tra loro ci sono maliani, saharawi e due mauritani".
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