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Il testo del Senato differisce in molte da quello della Camera, a cominciare dall'assenza della public option, l'ente assicurativo pubblico

Usa, dal Senato sì alla riforma della sanità. Obama: "E' una legge sociale storica"

Barack Obama Barack Obama
ultimo aggiornamento: 24 dicembre, ore 15:17
Washington (Adnkronos) - Sempre più vicina l'assicurazione per tutti: la legge permetterà di garantire l'assistenza a 30 milioni di cittadini che ora ne sono privi. Ora devono iniziare i negoziati tra Camera e Senato per arrivare a un testo unico della riforma. Obama: "Non ho ceduto a compromessi al ribasso"
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Washington, 24 dic. (Adnkronos Salute) - Il Senato americano ha approvato la riforma sanitaria. Ancora una volta nessun repubblicano si è unito alla maggioranza democratica, 60 voti, votando compatti tutti e 39 contro la misura che garantirà, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, una copertura sanitaria quasi universale, fornendo l'assistenza sanitaria a 30 milioni di americani ora non assicurati.

"Con il voto di oggi, siamo ora incredibilmente vicino a trasformare in realtà la riforma sanitaria in questo paese", ha detto Barack Obama(nella foto) nella dichiarazione in cui ha espresso tutta la sua soddisfazione per l'approvazione al Senato della riforma sanitaria. "Con il passaggio sia alla Camera che al Senato, ora siamo finalmente proiettativi verso la trasformazione in realtà di una significativa riforma sanitaria che porterà più sicurezza e stabilità agli americani". "Queste non sono piccole riforme, sono grandi riforme - ha aggiunto il presidente in partenza per le Hawaii per le vacanze ritardate appunto per aspettare il voto al Senato - se passerà questa sara la più importante legge sociale dai tempi del passaggio del Social Security negli anni '30 e la più importante dai tempi i materia sanitaria dai tempi dell'approvazione del Medicare negli anni sessanta".

Ora il testo approvato al Senato dovrà essere armonizzato con quello passato il mese scorso alla Camera, prima di poter essere approvato definitivamente al Congresso e andare alla firma del presidente Obama, i democratici sperano entro la fine di gennaio.

Come era stato annunciato, il vice presidente Joe Biden ha presieduto la seduta del Senato, la prima nel giorno della vigilia di Natale da oltre 50 anni, iniziata alle 7 del mattino per permettere poi ai senatori di trascorerre la sera di Natale con le proprie famiglie.

L'approvazione di oggi è un passo importante verso il raggiungimento dell'obiettivo finale, che i democratici stanno cercando di ottenere da oltre 70 anni, cioè la copertura sanitaria universale, ma non è la fine del processo. Ora, subito dopo le vacanze di Natale, dovranno iniziare i negoziati con la Camera per arrivare a un testo unico, impresa non facile visto che i deputati democratici hanno approvato un testo molto più liberal, che prevede la public option, cioè un ente pubblico di assicurazione che in grado di fare concorrenza ai privati. Ma i democratici sono sempre più fiduciosi nel fatto che Obama potrà firmare la legge all'inizio del prossimo anno. "La riforma non è più una questione di 'sé, ma una questione di 'quando'" ha detto il portavoce della Casa Bianca, David Gibbs.

Se il Senato ha rifiutato in modo definitivo la famigerata public option, i deputati insistono nel chiedere altre concessioni per assicurare che si offrano agli americani delle polizze a buon mercato quando ci sarà una legge che li obbliga a farlo. "Dobbiamo essere assolutamente convinti che centreremo l'obiettivo di mantenere bassi i costi delle assicurazioni, non possiamo lasciare gli americani in ostaggio delle assicurazioni prvate - ha detto Van Hollen, uno dei deputati della leadership democratica - chiediamo a tutti gli americani di assumersi la responsabilità di assicurarsi, dobbiamo garantire loro di poterselo permettere".

La Speaker della Camera, Nancy Pelosi, fino a qualche settimana fa strenua sostenitrice della pubblic option ed ora in cerca di un compromesso, ha sottolineato come il testo approvato al Senato indichi la via della soluzione nella creazione di almeno due polizze a livello nazionale gestite dai privati ma controllate dall'Office of personnel manegement, la stessa agenzia che gestisce le assicurazioni sanitarie dei membri del Congresso. I deputati poi ritengono che il Senato dovrà accettare di aumentare i sussidi agli americani di basso e medio reddito che non hanno un'assicurazione, e spostare dal 2014 al 2013 della loro entrata in vigore.

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