Yemen: protesta infiamma paese, 165 arresti in scontri
ultimo aggiornamento: 14 febbraio, ore 18:38
Sana'a, 14 feb. - (Adnkronos/Aki) - Dilaga la protesta in Yemen contro il presidente Abdullah Saleh, in carica da oltre 33 anni. Scontri violenti tra manifestanti e forze di sicurezza si sono registrati a Sana'a e Taiz, nel sud del paese. Il bilancio finale delle violenze, stando a quanto hanno riferito testimoni oculari all'agenzia d'informazione 'Xinhua', e' di 165 dimostranti arrestati e 17 feriti.
Nella capitale migliaia di persone, tra cui anche avvocati e studenti, hanno provato ad entrare in piazza Tahrir, scontrandosi con circa duemila paramilitari filogovernativi che hanno impedito loro l'accesso. Le forze di sicurezza hanno fatto ricorso a cariche per disperdere i manifestanti. Anche a Taiz si sono registrati scontri, in particolare nella piazza principale della citta'.
Il presidente Saleh intanto oggi ha annunciato che rinviera' la visita in programma negli Stati Uniti per fine mese per poter far fronte alle proteste in corso nel suo Paese. Secondo l'agenzia di stampa Saba, il rinvio del viaggio e' ''dovuto agli ultimi sviluppi nella regione''. Ieri la polizia yemenita ha disperso migliaia di manifestanti che marciavano nella capitale per chiedere le dimissioni di Saleh e riforme politiche.
Nella capitale migliaia di persone, tra cui anche avvocati e studenti, hanno provato ad entrare in piazza Tahrir, scontrandosi con circa duemila paramilitari filogovernativi che hanno impedito loro l'accesso. Le forze di sicurezza hanno fatto ricorso a cariche per disperdere i manifestanti. Anche a Taiz si sono registrati scontri, in particolare nella piazza principale della citta'.
Il presidente Saleh intanto oggi ha annunciato che rinviera' la visita in programma negli Stati Uniti per fine mese per poter far fronte alle proteste in corso nel suo Paese. Secondo l'agenzia di stampa Saba, il rinvio del viaggio e' ''dovuto agli ultimi sviluppi nella regione''. Ieri la polizia yemenita ha disperso migliaia di manifestanti che marciavano nella capitale per chiedere le dimissioni di Saleh e riforme politiche.
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