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Avvio negativo a Wall Street

Borse, tonfo di Madrid e Lisbona, chiusura in profondo rosso per le europee

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 04 febbraio, ore 21:11
Milano - (Adnkronos) - L'Ibex 35 archivia la seduta a -5,94%, l'indice guida Psi 20 cede il 4,98% e Atene il 3,89%. A Milano l'Ftse Mib a -3,45%
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Milano, 4 feb. (Adnkronos) - Il rischio sovrano di alcuni Paesi della fascia meridionale dell'Eurozona torna a spaventare i mercati azionari europei, che chiudono la seduta con i principali indici in forte ribasso. Dopo la decisione del ministero del Tesoro portoghese di ridurre l'importo di un'emissione di titoli di Stato a 12 mesi per ridurre l'impennata dei rendimenti lordi annui, gli spread sui Cds (Credit default swaps, un contratto swap che viene utilizzato come polizza assicurativa per il sottoscrittore di un'obbligazione) relativi al Portogallo, riporta l'Ft, hanno raggiunto livelli record, riflettendosi anche sui Cds su alcune compagnie private. Non migliora il clima il dato sulle richieste dei sussidi di disoccupazione negli Usa nella settimana chiusa il 30 gennaio, peggiori delle attese, cui è seguito l'avvio negativo di Wall Street. Così le Borse d'Europa chiudono tutte in forte calo, a partire da Lisbona, dove l'indice guida Psi 20 precipita a quota 7.442,99 (-4,98%).

Particolarmente negative le altre Borse della fascia sud dell'Eurozona: in Spagna, riporta il sito della Bolsa de Madrid, l'Ibex 35 archivia la seduta a quota 10.241,70 (-5,94%); ad Atene, secondo il sito dell'Ase, il Ftse Athex 20 chiude a -3,89% (977,48 punti). A Milano, dopo la seduta negativa di ieri, il Ftse Mib è a 21.404,82 (-3,45%) e l'All Share a -3,34% a 21.938,10, con volumi in forte crescita a 3,58 mld di euro di controvalore, contro i 2,79 mld di ieri. Il Ftse Mib è tornato ai livelli di settembre, ma resta molto sopra quota 12.400, toccata nel marzo 2009. Cedono tutte le altre principali Borse europee: ad Amsterdam Aex -2,94% a 323,23; a Bruxelles Bel 20 2.454,90 (-2,96%); a Parigi Cac 40 3.689,25 (-2,75%); a Francoforte Dax 55.533,24 (-2,45%); a Londra Ftse 100 5.139,31 (-2,17%); a Zurigo Smi 6.396,51 (-2,40%).

A Milano vendite a piene mani sui bancari, malgrado Deutsche Bank e Banco Santander in giornata abbiano entrambe diffuso risultati sopra le attese. Tutte e due hanno accusato forti cali in Borsa (-4,22% Deutsche Bank, addirittura -9,40% il Banco): la banca spagnola, in particolare, paga i timori per il 2010, che vedrà un contesto ancora difficile, come ha detto il presidente della banca spagnola Emilio Botin. La paura penalizza tutto il comparto anche in Italia: Intesa SanPaolo -5,46% a 2,665 euro, con volumi superiori alla media; Mediobanca -5,24% a 7,685 euro; Unicredit, che ha chiuso l'aumento di capitale con sottoscrizioni superiori al 98%, segna -5,01% a 1,99 euro, Bpm -4,83% a 4,5325 euro, Banco Popolare -3,80% a 4,7425 euro, Mps -3,27% a 1,153 euro. Maglia nera del Ftse Mib è però Cir, che lascia sul parterre il 5,46% a 1,628 euro, con scambi leggermente superiori alla media mensile.

Perde meno dell'indice, tra i bancari, Ubi Banca (-2,42% a 9,49 euro), venduta nelle passate sedute. Il più vicino alla parità nel paniere è Snam Rete Gas (-0,37% a 3,395 euro). Enel -2,36% a 3,8225 euro, sostenuta anche da un upgrade del rating a 'overweight' da 'neutral' da parte di Jp Morgan. In calo Italcementi (-3,18% a 8,68 euro), che ha confermato la sua previsione di risultati operativi 2009 inferiori a quelli del 2008, proseguendo nella tendenza registrata nei primi nove mesi d'esercizio.

Pesante Fiat (-4,54% a 8,62 euro). Oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che il Governo stava esaminando la possibilità di erogare incentivi al settore automobilistico, ma ''pare che il principale produttore di auto italiano, la Fiat, non sia interessato ad averli. Comunque - ha aggiunto - è ancora un capitolo aperto''. Cala anche Generali, a 16,58 euro (-4,66%). Giù Prysmian, a 13,07 euro (-4,39%), dopo che l'azionista sudcoreano Taihan Electric Wire ha ceduto il 9,9% del capitale.

Perde meno dell'indice Telecom Italia, a 1,082 euro (-1,81%), mentre le ipotesi di aggregazione con Telefonica restano all'orizzonte: oggi Berlusconi ha detto che ''per quanto riguarda la sostanza di qualche proposta, ricordiamo che siamo un governo liberale e che viviamo e crediamo, ed è giusto che sia così, in una economia di libero mercato''. Ieri l'ad di Mediobanca Alberto Nagel e il dg Renato Pagliaro hanno preferito non commentare l'ipotesi di un'aggregazione con Telefonica. Sull'All Share ritraccia Cape Live, dopo il rally di ieri (-8,57% a 0,384 euro). Crolla Snai (-8,24% a 2,45 euro), che ha posticipato a data da destinarsi l'emissione di un bond da 350 mln. Maglia rosa del listino Ratti (+4,14% a 0,365 euro).

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