I mercati del Vecchio Continente cedono oltre tre punti
Borsa (Xinhua)
Effetto Dubai sui listini, Borse europee a picco. Piazza Affari perde il 3,6%
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ultimo aggiornamento: 26 novembre, ore 22:05
Milano - (Adnkronos) - Dubai World, la holding che controlla molte società nell'Emirato, ha chiesto ai creditori il congelamento dei suoi debiti e innesca vendite a catena in tutta Europa. A Milano l'All Share perde il 3,51%. (VIDEO)
Milano, 26 nov. - (Adnkronos) - Lo spettro di un default di Dubai, perla degli Emirati Arabi Uniti, scuote i listini europei che, orfani di Wall Street oggi chiusa per il Thanksgiving day, chiudono la seduta con una robusta correzione. A Milano l'Ftse Mib perde 3,6% a 21.922,45 punti, l'All Share il 3,51% a 22.361,31. Partite male fin dalla mattina, dopo i ribassi di Tokyo e di Shanghai, anche le altre principali piazze europee cedono oltre tre punti: Dax -3,25% a 5.614,17, Cac 3.679,23 (-3,41%), a Londa Ftse 100 -3,18% a 5.194,13, dopo uno stop di qualche ora dovuto a problemi di connettività; Smi -2,16% a 6.283,38, Aex a 306,72 (-3,62%).
La notizia che Dubai World, la holding pubblica che controlla molte società nell'Emirato, ha chiesto ai creditori il congelamento dei suoi debiti e di quelli della controllata Nakheel, attiva nel real estate, ha innescato le vendite anche in piazza Affari, con ribassi amplificati anche dagli scambi non abbondanti, oggi a un controvalore di 3,29 mld contro i 4,08 mld di ieri. Sull'Ftse Mib solo Terna è rimasta a galla, chiudendo a 2,785 euro (+0,09%). Pesanti tutti i bancari, a partire da Banco Popolare, (-5,02% a 5,49 euro).
Calano anche Unicredit (-4,85% a 2,255 euro), Intesa SanPaolo (-4,10% a 2,865 euro), Ubi Banca (-4,05% a 9,47 euro), Mps (-3,97% a 1,281 euro), Bpm (-2,38% a 5,12 euro), Mediobanca (-2,14% a 8,005 euro). Tra i peggiori del paniere Exor (-5,46% a 12,11 euro), nel giorno in cui il presidente d'onore Gianluigi Gabetti ha reso una dichiarazione spontanea nel processo sull'equity swap che nel 2005 consentì a Ifil di rimanere azionista di riferimento di Fiat, nonostante la scadenza del prestito convertendo da 3 miliardi che il Lingotto aveva con le banche. Fiat cede il 3,07% a 9,635 euro, un po' meno dell'indice, mentre l'ad Sergio Marchionne, che ieri a Londra ha incontrato gli analisti confermando gli obiettivi del 2009, ha risposto al ministro Claudio Scajola sullo stabilimento di Termini Imerese.
In fondo all'Ftse Mib Pirelli (-5,73% a 0,403 euro), titolo che aveva guadagnato molto terreno nelle ultime settimane (la performance mensile resta positiva, +4,78%; +61,63% in un anno). Male anche Mediolanum (-5,41% a 4,33 euro) e Mondadori (-5,41% a 2,8 euro). Tutto il paniere, a parte Terna, è in negativo: la seconda miglior classificata è Ansaldo Sts a -1,25% (13,44 euro).
Sul resto del listino pesanti Snia (-10,11% a 0,1245 euro), Trevi (-6,97% a 11,74 euro) e Snai (-6,73% a 2,8775 euro), il cui cda si è riunito oggi per esaminare un'offerta vincolante ricevuta da Bridgepoint Capital Limited e da Axa Investment Managers Private Equity Europe, relativa a un'operazione di riorganizzazione delle attività di gioco e scommesse svolte dalla società. Snai ha dato mandato ai propri consulenti di studiarla.
Bene Safilo (+11,11%), Mondo He (+11,5%), che ieri ha annunciato un accordo di licenza con Sky, Olidata (+10,64%), Montefibre (+9,01% a 0,1537 euro), Eutelia (+9,97%). Male Rcs Mediagroup (-8,26% a 1,31 euro), Cia (-10,97%), Acque Potabili (-12,93%), sulle montagne russe dalla settimana scorsa per l'approvazione del decreto Ronchi sulla privatizzazione dei servizi idrici, e Banca Profilo (-8,39% a 0,639 euro).
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