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Nel 67esimo anniversario della difesa di Roma
Giorgio Napolitano depone una corona d'alloro davanti alla lapide commemorativa dei Caduti di Porta San Paolo (foto dal sito del Quirinale)
8 settembre, Napolitano a Porta San Paolo: messaggio della Resistenza sempre attuale
Giorgio Napolitano depone una corona d'alloro davanti alla lapide commemorativa dei Caduti di Porta San Paolo (foto dal sito del Quirinale)
ultimo aggiornamento: 08 settembre, ore 13:32
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Repubblica lo ha sottolineato intervenendo a Porta San Paolo alla cerimonia che ricorda l'8 settembre 1943, data dell'annuncio dell'armistizio. Il capo dello Stato ha ricordato "i momenti eroici'' ed ha lodato il Comune di Roma per l'iniziativa della ''bellissima lapide in ricordo delle donne che hanno perso la loro vita per la libertà". La Russa: ''Seppellire ogni divisione ma non il ricordo''
Roma, 8 set. (Adnkronos/Ign) - Il messaggio storico e politico della Resistenza è "sempre attuale". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha tenuto a sottolinearlo intervenendo a Porta San Paolo alla cerimonia che ricorda l'8 settembre 1943, data dell'annuncio dell'armistizio che segna anche l'inizio della Resistenza a Roma in difesa della Capitale occupata dai nazisti.
Napolitano ha ricordato "i momenti della Resistenza: momenti eroici che hanno segnato la conclusione tragica della vita dei nostri soldati e ufficiali" lodando il Comune di Roma per aver "posto una bellissima lapide in ricordo delle donne che hanno perso la loro vita per la libertà". Quindi, ha concluso: "Mi pare che il significato di questa cerimonia sia del tutto evidente e sempre attuale".
Il capo dello Stato, che ha deposto una corona e ha osservato un minuto di raccoglimento sulle note del 'Silenzio', è stato accolto dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Presenti alla cerimonia anche il presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il governatore del Lazio, Renata Polverini, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e il generale Giuseppe Valotto, capo di stato maggiore dell'Esercito.
A Porta San Paolo il presidente della Repubblica ha visitato la mostra fotografica dedicata alla difesa della Capitale. Al termine il capo dello Stato - come da recente tradizione - ha preso un caffè nel chiosco-bar del Parco della Resistenza con il ministro della Difesa. Sempre nel Parco della Resistenza, Napolitano - prima dei discorsi ufficiali di commemorazione - ha deposto una seconda corona 'Agli 87.000 militari italiani caduti nella guerra di Liberazione'.
Nel corso del suo intervento Ignazio La Russa ha voluto rimarcare, ringraziando Ciampi, Napolitano e Berlusconi, che ''l'opera di pacificazione, da almeno tre anni, sta facendo passi avanti, affinché sia sepolta ogni divisione ma non sia eliminato il ricordo di quel che avvenne''.
''Quei giorni drammatici - ricorda a tal proposito La Russa - segnarono anche l'inizio della dolorosa stagione che vide il territorio nazionale diviso in due, con italiani schierati su fronti opposti, in una lotta che, da un lato diede inizio al riscatto nazionale confermando la volontà di edificare un'Italia libera e democratica e, dall'altro, significò la tragedia di una guerra fratricida''.
La Russa ricorda che in quell'8 settembre del 1943 ''si compiva, anche per le modalità con cui la decisione della resa senza condizioni dell'Italia e dell'armistizio con gli Alleati fu presa e proclamata, la tragedia dello Stato nazionale e con essa anche quella delle sue Forze armate, lasciate dopo oltre tre anni di impari lotta praticamente all'oscuro del passo che si stava compiendo. Il proclama di Badoglio fu erroneamente interpretato dai più come la fine della guerra, generando confusione presso le Forze armate italiane schierate su tutti i fronti sui quali ancora si combatteva e che, lasciate senza precisi ordini, si sbandarono''.
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