''Il problema dell'università è anche come le risorse vengono spese''

Scuola, Gelmini: ''Nessuna guerra con i precari. Piaga ereditata e strumentalizzata da sinistra''

Proteste contro i tagli alla scuola (Adnkronos)  Proteste contro i tagli alla scuola (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 06 settembre, ore 13:16
Cernobbio - (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Istruzione dopo le proteste dei lavoratori: ''La precarietà è una piaga sociale che il governo eredita. L'esecutivo sta facendo tutto ciò che è possibile per aiutare concretamente, con i fatti, i precari. La scuola non è né di destra né di sinistra, non appartiene al sindacato, appartiene al paese''. Sullo studio degli idiomi locali: 'Giusto studiare la storia locale e le tradizioni e in questo può rientrare il dialetto". Lanciata la fase 2: carriera per i prof, premi agli studenti e più soldi agli istituti
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Cernobbio, 6 set. (Adnkronos/Ign) - "Non c'è nessuna guerra con i precari, rispettiamo anzi le posizioni di coloro che si trovano a non avere certezze''. Così il ministro della Istruzione Maria Stella Gelmini commenta da Cernobbio le proteste dei precari della scuola di questi ultimi giorni.

''E' una piaga sociale che il governo eredita, poi la sinistra pensa di avvantaggiarsi con la protesta facendo credere ai precari che l'inizio della precarietà sia colpa di questo governo. Sono le solite strumentalizzazioni che denotano una disonestà intellettuale che non aiuta". Per il ministro, "il governo sta facendo tutto ciò che è possibile per aiutare concretamente, con i fatti, i precari. Abbiamo adottato soluzioni importanti, a cominciare dall'indennità di disoccupazione, e stiamo cercando anche una via preferenziale per aiutare le supplenze brevi e i progetti speciali. Stiamo cercando soluzioni per risolvere questi problemi e può essere anche utile una collaborazione con le Regioni ed infatti abbiamo firmato alcuni accordi in questo senso".

Quanto alla polemica sul dialetto a scuola, osserva, è "sovradimensionata, è una polemica estiva. Credo che sia giusto studiare la storia locale e le tradizioni e in questo può rientrare il dialetto. Non credo però si debba polemizzare, i problemi della scuola sono ben altri. Saremo attenti a questo quando ci sarà la modifica dei programmi ministeriali".

Parlando poi degli atenei, il ministro, sottolinea che "il problema dell'università italiana non sono solo le risorse ma è anche come queste risorse vengono spese. Spesso i soldi vengono spesi male. Rispetto all'anno scorso abbiamo fatto passi in avanti introducendo la rivoluzione culturale del merito, abbiamo rifatto le regole per i concorsi rendendoli più trasparenti e ridotto del 20% i corsi di laurea inutili".

"La scuola - conclude - non è né di destra né di sinistra, non appartiene al sindacato, appartiene al paese".

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