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A fare il punto è stato Francesco Rutelli al termine dell'audizione di Letta e De Gennaro

Aggressione a Berlusconi, Copasir: ''Gesto isolato ma esiste rischio di emulazione''

Francesco Rutelli (Adnkronos)  Francesco Rutelli (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 15 dicembre, ore 16:17
Roma - (Adnkronos/Ign) - Per i Servizi si è trattato di un'azione scollegata ''da qualunque altro soggetto e volontà politica'' ma c'è ''crescente preoccupazione per la tensione nel Paese''. Quindi l'invito al premier ad essere prudente nei suoi contatti con il pubblico perché ''la sua sicurezza è bene nazionale''
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Roma, 15 dic. (Adnkronos/Ign) - Un gesto "isolato, scollegato da qualunque altro soggetto e volontà politica". E' l'analisi dei Servizi di sicurezza in merito all'aggressione subita da Silvio Berlusconi ad opera di Massimo Tartaglia. A fare il punto è stato il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), Francesco Rutelli, al termine dell'audizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi di sicurezza, Gianni Letta, e del direttore del Dis, Gianni De Gennaro.

"Da tutte le analisi fatte dai Servizi nell'ultimo periodo - rileva Rutelli - è emersa una crescente preoccupazione sul fatto che sono ormai molti i punti di tensione nel nostro Paese". Per questo motivo "prevenzione e vigilanza devono essere molto alte perché il rischio che da un episodio così grave possa derivare una crescita del pericolo e l'emulazione è un rischio che esiste".

Nel corso dell'audizione di oggi la "preoccupazione" emersa "da molti componenti del Copasir" è che serve "il massimo della cautela" da parte di Berlusconi nei suoi contatti con il pubblico perché la sua sicurezza, "essendo il capo del governo, è un patrimonio e un bene per l'intera comunità nazionale''.

Durante la riunione dell'organismo parlamentare, rileva Rutelli, è stato sottolineato che "è necessario e opportuno che il premier, essendo la sua sicurezza un fatto di interesse nazionale, agisca d'ora in avanti con il massimo di cautela per evitare che episodi come questo si ripetano".

Il presidente del Consiglio, infatti, "ha una volontà e una modalità di stare in mezzo alla gente che rende praticamente impossibile impedirgli dei contatti fisici con la folla e con il pubblico e dunque lascia aperte sempre delle falle nella sua sicurezza personale tali da non poterne far carico né ai Servizi né alle forze dell'ordine competenti nel territorio". Di qui, da parte del Copasir, "questo invito ad essere più attento in queste circostanze, sottoscritto dall'intero Comitato".

Al momento dell'aggressione in piazza Duomo "attorno a Berlusconi c'era un tale numero di guardie del corpo, assistenti e addetti alla sicurezza che si considera quasi un evento accidentale che possa essere filtrato e passato l'oggetto che l'ha colpito. C'è un primo cerchio che circonda il premier e un secondo - spiega Rutelli - relativo alla folla che sta intorno, che è più difficile da controllare".

"Tanto più - osserva il presidente del Copasir - quando le manifestazioni sono imprevedibili e imprevedibile è il comportamento del premier, perché lui si dispone verso le persone senza che questo sia preannunciato". E' quindi "evidente che una maggiore prudenza sarà necessaria in futuro e al carattere impulsivo, al desiderio di questo contatto si dovrà mettere maggiore attenzione da parte di chi garantisce la sicurezza del presidente del Consiglio, perché qualche volta gli si sappia dire di no, che certe cose non le può fare. Il pericolo, ora, è più alto di prima e in qualche modo va posto uno sbarramento".

Sul tema della protezione del presidente del Consiglio, Rutelli precisa poi che "la sicurezza è assegnata interamente all'Aisi, che risponde di questo sia in termini di predisposizione dell'analisi delle minacce sia in termini di tutela diretta del premier e della sua cerchia più stretta. Quando lui va in luoghi pubblici, la competenza si incrocia con quella delle forze dell'ordine sul territorio. Ma non c'è una sorveglianza privata del premier, c'è l'Aisi e c'è la responsabilità delle forze dell'ordine a livello territoriale città per città".

Non è la prima volta che il Copasir si occupa del tema della sicurezza del presidente del Consiglio. Era già accaduto in passato "per le foto scattate a Villa Certosa e successivamente in riferimento alle persone entrate dentro Palazzo Grazioli, che hanno potuto svolgere delle riprese". Il Comitato parlamentare aveva svolto degli approfondimenti in merito "per accertare se questo non potesse rappresentare un pericolo potenziale per la sicurezza del presidente del Consiglio. Oggi - continua Rutelli - ce ne siamo occupati alla luce del gravissimo episodio dell'aggressione di piazza Duomo a Milano. C'è stata una relazione molto puntuale da parte del dottor Letta assistito dal dottor De Gennaro".

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ugc
danis486 ha scritto (15/12/2009 - ore 14:49) segnala un abuso
ugc
Gli italiani sono civili...e difficilmente tali azioni saranno ripetute a mio avviso,ma non ci dimentichiamo che il malessere generale muove le masse,provoca rivolte e rivoluzioni...le quali non sempre portano risvolti negativi,anzi! Abbiamo fatto l'Italia ora facciamo gli italiani,che ancora non esistono ma esiste una massa che non si fa schiacciare sotto una "dittatura-nascosta"...meno male che l'europa ha gli occhi su di noi..e sa guardare mooolto attentamente!
ugc
ugc
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