Perplessità per il video su Mesiano, nulla di organizzato
Berlusconi: ''Di giorno lavoro per il Paese e la notte parlo con i miei legali''
ultimo aggiornamento: 17 ottobre, ore 18:51
Roma - (Adnkronos) - Il premier a una riunione dei vertici Pdl a Palazzo Grazioli: ''Andiamo avanti con le riforme, niente voto anticipato''. La lettera di minacce? ''Continuerò a fare il mio lavoro come sempre''. Fini: ''Lettera Br delirio di un folle. Non si apra un dibattito sul nulla''
Roma, 17 ott. (Adnkronos) - Dalle sette del mattino comincio a lavorare per il Paese e la notte parlo con i miei avvocati per queste ridicole e assurde vicende giudiziarie che mi riguardano.
Silvio Berlusconi è a Palazzo Grazioli dove si sta svolgendo una riunione dei vertici del Pdl per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Campania.
Il Cavaliere, secondo quanto riferito da alcuni presenti, si sarebbe soffermato anche sui processi a Milano che lo riguardano, quello legato ai diritti tv e quello relativo al caso Mills.
Il presidente del Consiglio, secondo quanto riferito dalle stesse fonti, avrebbe ribadito di non voler cedere alla tentazione del voto anticipato, perché ci sono le riforme da fare, compresa quella della giustizia. Il governo va avanti con il processo di riforme avviato, come previsto dal programma elettorale, sarebbe stato il ragionamento del Cavaliere.
Berlusconi avrebbe dedicato gran parte del suo intervento, riferiscono alcuni presenti, alle vicende processuali che lo riguardano, a cominciare dal caso Mills. Non ho fatto assolutamente nulla e non capisco perché continuo ad essere vittima di calunnie ed accuse, sarebbe stato il ragionamento del Cavaliere. Basta leggere le carte processuali per rendersene conto, avrebbe aggiunto, spiegando che da imprenditore sarebbe stato un folle a sostenere certe strategie.
In particolare il premier si sarebbe fermato anche sulla vicenda del Lodo Mondadori e avrebbe espresso perplessità sul servizio giornalistico mandato in onda giovedì scorso da 'Mattino 5' su Raimondo Mesiano, il magistrato milanese della sentenza Cir-Fininvest.
Berlusconi, riferiscono le stesse fonti, avrebbe assicurato che non c'era niente di organizzato dietro il servizio televisivo e che non era stata mandata alcuna troupe sul posto per seguire appositamente il giudice. Secondo il racconto del presidente del Consiglio si e' trattato di una ripresa amatoriale fatta con un telefono cellulare.
Continuerò a fare il mio lavoro come sempre, avrebbe poi commentato il premier la notizia di una lettera giunta al 'Riformista' contenente minacce nei confronti del capo del governo, del presidente della Camera Fini e del leader della Lega Bossi. La missiva è firmata dalle brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente.
E sulle lettera di minacce arriva anche il commento, categorico, del presidente della Camera. "Io l'ho letta, è palesemente il delirio di un folle. Auspico che non si apra un dibattito sul nulla", taglia corto Gianfranco Fini.
Intervistato poi dal direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, il presidente della Camera dal convegno di Asolo ribadisce come "c'è troppo nervosismo e toni talvolta accesi su fatti che non esistono. E' indubbia la follia di quella lettera minatoria, frutto di un ubriaco". Secondo Fini ''l'Italia non è certo alla vigilia di nuovi anni di piombo. I matti sono matti e per loro è necessario il 'trattamento sanitario obbligatorio'".
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| swissmax ha scritto (17/10/2009 - ore 23:36) | segnala un abuso |
| La rinascita delle Brigate Rosse e simili è semplicemente la logica conseguenza del martellante odio della sinistra italiana nei confronti del governo di centro destra. Svegliatevi, che non è così che si fa politica! | |
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