News > Politica > Berlusconi: ''Governo va avanti sulla sua strada, no a ammucchiate fuori del tempo''
''I 5 punti del Pdl sono il programma, il resto è chiacchere''
Silvio Berlusconi (Adnkronos)
Berlusconi: ''Governo va avanti sulla sua strada, no a ammucchiate fuori del tempo''
Silvio Berlusconi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 26 agosto, ore 12:52
Roma - (Adnkronos) - Il premier in un audiomessaggio inviato ai Promotori della Libertà: ''Non si può pensare di resuscitare alleanze dal collante incerto''. E aggiunge: ''Questa estate passerà alla storia per il ritorno alla vecchia politica del teatrino'' (ASCOLTA). Bossi: ''Per adesso niente elezioni. Si va avanti così ma senza Casini''. Cicchitto: avanti con i finiani ma convergenza con Udc. Fini convoca i suoi
Roma, 26 ago. (Adnkronos) - ''Andiamo avanti sulla strada della novità e della semplificazione, su quella realizzazione concreta delle promesse elettorali che resta l'unico punto di aggancio vero nei confronti dei nostri elettori''. Lo assicura Silvio Berlusconi in un audiomessaggio inviato ai Promotori della Libertà. ''Abbiamo già detto quel che il governo ha realizzato, e ha realizzato molto e molto bene, in questi due anni, a partire dalle grandi emergenze, come i rifiuti in Campania, il terremoto dell'Abruzzo, la questione Alitalia. Ha lavorato bene''.
"I cinque punti che il Popolo della Libertà e il governo intendono portare con priorità in settembre dinnanzi alle due Camere, confermando tutto il programma approvato dagli elettori, sono la continuazione concreta di una politica tutta tesa ai fatti", sottolinea ancora Berlusconi.
"Su quei punti e per quei punti - dice il premier - sono stati eletti tutti i rappresentanti del Popolo della libertà che su quei punti e per quei punti saranno chiamati a impegnarsi per portare a termine una legislatura fruttuosa e feconda di risultati positivi. Sono sicuro che questo debba avvenire ed avverrà. Tutto il resto sono soltanto chiacchiere, chiacchiere e basta".
''Anche oggi si può cogliere la fotografia di due situazioni contrapposte - continua -: da un lato, il governo del fare; dall'altro, i politici di professione e i loro giornalisti di riferimento che discutono tra loro di ammucchiate fuori del tempo. Come si può pensare, nell'anno di grazia 2010 - insiste -, a resuscitare alleanze dal collante incerto, dai programmi ancora più incerti, dalle prospettive addirittura incertissime?''.
''L'estate è stagione ingannevole, con il suo caldo e con le sue lunghe giornate dedicate per convenzione alle vacanze e al riposo forzato'', sottolinea Berlusconi. ''Le aule parlamentari sono vuote - dice - i colloqui telefonici si infittiscono tra una spiaggia e una montagna, le chiacchiere prevalgono sui fatti: tutto questo spiega come questa estate, l'estate del 2010 passerà alla storia per il ritorno alla vecchia politica del teatrino e appunto delle chiacchere. Intendiamoci, questo virus ha contagiato soltanto chi dalla politica politicante veniva, non ha contagiato certamente me e il mio governo''.
''Grazie al nostro ingresso in campo - assicura Berlusconi - gli elettori oramai e definitivamente si sono abituati ad una chiarezza semplificativa che non potrà mai più essere abbandonata: vanno a votare sapendo in anticipo quale sarà il premier per cui indicano la loro preferenza, quale sarà l'alleanza delle forze che costituiranno il governo e sanno soprattutto quale sarà il programma dall'inizio alla fine della legislatura''.
''Tornare indietro da questa conquista - avverte il Cavaliere - non è possibile, non si può rivoluzionare la politica facendo marcia indietro dal computer, dagli iPhone e dai blackberry all'abbecedario di vecchia scuola. E' vero che siamo in estate, ma agli italiani alcune idee chiare e precise non vengono certo offuscate dai calori estivi''.
''Il ritorno della vecchia politica perciò - spiega - è il tentativo di riaprire un teatrino che ormai non trova più spettatori. E' come se cercassimo di tornare alle arene estive di massa dimenticando che nel frattempo è intervenuta la tv digitale e satellitare. Al di là dei dibattiti politici estivi perciò, dobbiamo tenere un punto fermo: le innovazioni che abbiamo introdotto nella politica restano, non perché lo diciamo noi, ma perché questa è una conquista della gente e la gente giustamente non accetterebbe mai di tornare indietro'', conclude il premier.
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