News > Politica > Berlusconi insiste con Marcegaglia: ''Vieni a fare il ministro''. Ma gli industriali dicono no
''La maggioranza sarà coesa, ho la garanzia di Fini''
Silvio Berlusconi (Adnkronos)
Berlusconi insiste con Marcegaglia: ''Vieni a fare il ministro''. Ma gli industriali dicono no
Silvio Berlusconi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 27 maggio, ore 16:28
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il premier alla platea di Confindustria: ''Volete voi che affianchi il presidente del Consiglio al ministero dello Sviluppo economico? Alzi la mano chi dice sì''. Ma la platea è rimasta immobile. ''Allora non lamentatevi di quei poveracci che sono al governo''. Nel libro di Vespa: ''Riforme istituzionali condivise, fisco e giustizia anche da soli. Sul lodo Alfano non accetteremo veti''
Roma, 27 mag. (Adnkronos/Ign) - Silvio Berlusconi ricandida pubblicamente la leader di Confindustria Emma Marcegaglia alla poltrona di ministro dello Sviluppo economico, ma la platea degli imprenditori dice no. ''Volete voi che il nostro presidente di Confindustria affianchi il presidente del Consiglio al ministero dello Sviluppo economico? Alzi la mano chi dice sì. Nessuno?'', ha detto il premier all'indirizzo della gremita platea di industriali che è rimasta immobile senza nessun braccio alzato. ''Allora non potete lamentarvi di quei poveracci che sono al governo e che hanno ereditato, da governi precedenti, una situazione con cui si è moltiplicato per otto il deficit'', ha replicato il Cavaliere. Il no della Marcegaglia al ministero dello Sviluppo economico è stato commentato positivamente dall'ex presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo: ha fatto "molto bene" perché "quando uno ha un impegno e un mandato con tanti imprenditori lo deve portare a termine".
All'assemblea di Confindustria parlando della manovra il premier ha voluto sottolineare che ''per la prima volta è fatta tutta con Confcommercio, Cisl, Uil, Regioni, Province" e che "non è una comune finanziaria ma ci è stata imposta dall'Europa e da un attacco all'euro".
"Avanti tutta, ce la faremo" ha detto Berlusconi con un'esortazione agli imprenditori, spiegando che la manovra sui conti pubblici segnerà una "inversione di tendenza" rispetto alla gestione dei vecchi governi che, secondo il premier, ha fatto crescere in maniera spropositata il debito pubblico. Ci sono misure, ha rimarcato, che vanno verso una riduzione dei costi, una riduzione degli enti, la lotta all'evasione e alle false invalidità.
Il Cavaliere ha poi espresso piena condivisione alla relazione della leader di Confindustria, salvo "due o tre punti, su cui ho segnato qualcosa di diverso", ha puntualizzato, facendo poi riferimento all'impegno che il governo continua ad assicurare sul fronte delle liberalizzazioni. Non ci sarà "nessun passo indietro'' ha detto replicando a uno dei passaggi in cui Marcegaglia aveva evidenziato lacune nell'azione di governo prospettando il rischio di un dietrofront.
Quanto ai rapporti nella coalizione, Berlusconi ha assicurato che ''la maggioranza sarà coesa e unita, c'è qui Fini e può garantire che nei voti alla Camera la maggioranza sarà coesa. Rispetteremo il mandato che ci è stato dato dagli elettori".
Infine anche lo spazio per una battuta: ''Faccio i complimenti a tutti, faccio i complimenti per il centenario di Confindustria... però Emma non mi sembri così vecchia...".
Continua intanto la diffusione di stralci del libro di Bruno Vespa 'Nel segno del Cavaliere', nel quale Berlusconi torna a parlare di riforme e giustizia. ''Le riforme che spero di condividere con l'opposizione sono quelle sull'architettura istituzionale dello Stato'' ma, mette in chiaro, ''realizzeremo invece con la nostra maggioranza sia la riforma fiscale che quella sulla giustizia, se l'opposizione dovesse sprecare l'opportunità di un approccio costruttivo e responsabile''. Quanto al lodo Alfano costituzionale ''cercheremo di arrivare a una soluzione il più possibile condivisa, ma - avverte - senza sottostare a veti di alcun tipo''.
"E' una delle cose che mi addolorano di più", spiega tra l'altro il Cavaliere, il fatto che "si facciano passare per leggi 'ad personam' provvedimenti approvati democraticamente dalla maggioranza parlamentare e che sono oggettivamente a favore della collettività".
Poi, riguardo ai magistrati, ''nessuno - dichiara Berlusconi - ha mai pensato di sottoporre i pm al potere politico ed è solo l'ultima delle accuse che ci vengono lanciate per metterci i bastoni nelle ruote''.
''Sui miei processi con giudici super partes io non ho alcuna preoccupazione" dice il premier, mentre ''ci sono processi costruiti sul nulla per inchiodare il presidente del Consiglio sulla graticola mediatica. Questo è il vero scandalo. Una magistratura politicizzata che usa i processi come strumento di lotta politica contro chi è stato eletto democraticamente dalla maggioranza degli italiani''.
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| ace ha scritto (27/05/2010 - ore 13:24) | segnala un abuso |
| Certo è molto meglio stare dall'altra parte e criticare che impegnarsi in prima persona: quando si vuole qualcosa non ci si può chiamare fuori e dare poi la colpa agli altri se le cose non funzionano. Politica vuol dire anche "partecipazione attiva" perchè il resto è solo bla, bla, bla ..... | |
| Hugo_mi ha scritto (01/06/2010 - ore 11:42) | segnala un abuso |
| Silvio, ti hanno mollato anche gli industriali. E' solo questione di tempo. | |
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