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"Stiamo ancora aspettando il ministro dello Sviluppo economico, è una vergogna"

Bersani: ''Governo di transizione meglio che al voto con questa legge''

ultimo aggiornamento: 03 agosto, ore 17:38
Roma - (Adnkronos) - Nelle parole del segretario democratico l'ipotesi 'Tremonti premier': Poi su Berlusconi: "Certamente non potrebbe traghettare e guidare un governo di transizione chi ci ha portato fin qui. E qui io mi fermo"
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Roma, 3 ago. (Adnkronos) - Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, l'ipotesi di un governo di transizione guidato da Giulio Tremonti sarebbe "più sensata" rispetto a quella di andare al voto anticipato con l'attuale legge elettorale. Ai cronisti che gli facevano notare che ieri Rosy Bindi aveva stoppato qualsiasi ipotesi di un governo di transizione guidato dal ministro dell'Economia ("Tremonti premier? Mai"), Bersani risponde: "Non possiamo metterci a fare un mestiere che non è il nostro. C'è il capo dello Stato", ma l'ipotesi Tremonti "sarebbe certo un'evenienza più sensata che andare al voto con questo meccanismo elettorale".

Un'eventuale fase di transizione, aggiunge Bersani, non potrebbe essere ovviamente guidata da Silvio Berlusconi: "Certamente non potrebbe traghettare e guidare un governo di transizione chi ci ha portato fin qui. E qui io mi fermo". Del resto, "stiamo ancora aspettando il ministro dello Sviluppo economico. E' una vergogna senza parole".

Bersani è poi convinto che l'eventuale nascita di un terzo polo non metta la parola fine al bipolarismo e non sarebbe pensabile che non si dica, prima del voto, "se sta di qua o di là. Nessuno potrà presentarsi agli elettori dicendo: 'non vi dico dove vado'". E "al di là delle ricette politiche e dei meccanismi elettorali, anche dal punto di vista storico, il bipolarismo - aggiunge - è un sistema ormai a cui i cittadini italiani sono intimamente legati. Quindi, qui non è in gioco il bipolarismo, semmai quale bipolarismo". Per il segretario del Pd può essere "migliorato", riportato dentro "una logica di democrazia parlamentare e non plebiscitaria".

Ma "non ci credo", dice Bersani, sul fatto che un eventuale terzo polo possa attrarre pezzi moderati del Partito democratico. "Al di là di tutti i tatticismi, un partito che discute - dice il segretario del Pd - è un partito unito. Abbiamo visto che sono i partiti che non discutono, dove ci sono padroni, quelli che si separano".

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