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"Il Tg1 non può più andare avanti così"
Bocchino: "Fini resta alla Camera, non ha vinto casting. Dirigenti Fli via da incarichi"
ultimo aggiornamento: 09 settembre, ore 14:41
Roma - (Adnkronos) - Il capogruppo di Fli alla Camera: "Il nostro obiettivo non è il logoramento". Poi annuncia: "Siamo al 7,2%, la prossima settimana dal Pdl arriva 36/esimo deputato". Berlusconi frena Bossi: "No al voto, devo governare". Il premier sarà in Aula a fine mese
Roma, 9 set. (Adnkronos) - "Credo che il problema delle incompatibilità si risolverà, è nostra intenzione favorire le dimissioni di tutti i componenti di Futuro e libertà che ricoprono incarichi direttivi a livello nazionale e locale". Lo ha annunciato, a 'Repubblica Tv', il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino che, a proposito della questione delle dimissioni di Fini da presidente della Camera, chiarisce: "Fini resta al suo posto. Non ha vinto un concorso, non si è presentato ad Arcore, non si è seduto davanti a una telecamera, non era al casting". "Fini - sottolinea - ha una storia politica, non è lì per caso, è stato votato da 14 milioni di persone, nessuno può chiedergli le dimissioni".
Il capogruppo di Fli, ci tiene a precisare che "il nostro obiettivo non è il logoramento ma la realizzazione del programma elettorale". "Noi chiediamo a Berlusconi di venire in Parlamento per realizzare il programma di governo e noi lo sosterremo senza problemi per tutta la legislatura", ha detto il capogruppo alla Camera di Futuro e libertà. "Berlusconi rischia il logoramento da parte della Lega, non nostro - ha aggiunto Bocchino - I fatti hanno dimostrato che la contrapposizione tra falchi e colombe non è in casa nostra, ma a palazzo Grazioli. Fini in sostanza ha chiesto di dibattere nel partito, dando la disponibilità a portare avanti il programma di governo. Noi facciamo parte del centrodestra, sosteniamo la maggioranza e il governo, abbiamo un vincolo con gli elettori, siamo disponibili su quello che sta fuori del programma, magari ci saranno dei vertici di maggioranza". Bocchino ha sottolineato il fatto che "i cinque punti di Berlusconi sono spariti perché la politica non è prendere o lasciare, ma l'arte di mediare".
Bocchino ha inoltre annunciato che "un sondaggio di Crespi dice che oggi siamo al 7,2%. Sui numeri siamo tranquilli". E la prossima settimana "si iscriverà il 36/esimo deputato, dal Pdl. Avevano detto che eravamo in 12, abbiamo triplicato". A proposito di una 'campagna acquisti' di Berlusconi tra deputati, il capogruppo di Fli alla Camera ha spiegato: "Queste operazioni non sono il mestiere dove Berlusconi riesce a esprimere il meglio di sé. Ci ha provato nel '94 con Bossi, poi ci ha provato con Casini. Abbiamo visto come è andata". E ha aggiunto: "La guerra dei numeri l'abbiamo già fatta, e temo che Berlusconi sia stato imbrogliato. Lui è troppo intelligente e prudente, se avesse saputo che eravamo in 35 non avrebbe procurato uno strappo del genere. Leggo che ora vuole creare un gruppo parlamentare cuscinetto, se pensa di prendere da noi sbaglia di grosso".
Tornando su Umberto Bossi, per Bocchino pensa "all'interesse della Lega" e punta alle elezioni anche perché, tra l'altro, "offrirebbe la via d'uscita con un governo Tremonti sostenuto da tutti". "Più che pensare all'interesse della coalizione, Bossi pensa all'interesse della Lega. Se si vota, recupera voti togliendoli al Pdl al Nord"."Ci sono due scenari - ha proseguito il capogruppo di Fli alla Camera - Berlusconi vince alla Camera e al Senato, ho perplessità, e Bossi si trova ad essere l'unico interlocutore di Berlusconi, che sarebbe prigioniero di Bossi. Ma se Berlusconi, come dicono tutti i sondaggi e come sa anche il presidente del Consiglio, non ha a palazzo Madama la maggioranza non si può tornare al voto, né Berlusconi può fare più il presidente del Consiglio". Per Bocchino, allora, "si aprirebbe la strada a un governo che deve trovare una maggioranza su un programma, e Bossi offrirebbe la via d'uscita con un governo Tremonti sostenuta da tutti". Secondo l'esponente di Fli, il premier ha quindi frenato sul voto perché "la parte più ragionevole del Pdl gli ha spiegato gli altissimi rischi per la sua persona, e c'è stata una ragionevole frenata".
Bocchino chiarisce anche che, "se si vota domani, non ci sarà nessuna alleanza spuria. E' impensabile dare vita ad alleanze con la sinistra, non sarebbe compreso dagli elettori, non è corretto". "Anche un terzo polo non ha senso, è come voler giocare a tennis stando seduti sulla rete - ha aggiunto il capogruppo di Fli alla Camera - Non fa parte della nostra storia e della nostra cultura. Noi possiamo costruire un altro centrodestra, Fini e Casini in questo sono credibili, in modo che l'elettore possa scegliere tra due centrodestra, quello più simile a quelli europei e quello più sudamericano".
Legge elettorale e processo breve sono altri due argomenti presenti nell'intervista a 'Repubblica tv'. Futuro e libertà, se si parla di riforma elettorale, è per "l'indicazione di chi deve governare, la scelta della coalizione prima del voto, quindi il bipolarismo". Mentre "noi siamo favorevolissimi al processo breve. Va bene la legge, ma c'è una norma transitoria per risolvere il problema di Berlusconi. Se è così, noi non siamo disponibili".
Non manca un commento sul Tg1: "Per noi la situazione non è più tollerabile, va affrontata. Non è eslcuso che la solleveremo nelle sedi competenti, in Vigilanza". Per Bocchino, "il Tg1 non può più andare avanti così".
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