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D'Alema: ''Solidarietà alle forze armate impegnate contro il terrorismo''

Bossi: a Natale tutti a casa. Il premier: ''Problema di tutti ma meglio andare via presto''

Il premier Berlusconi (Foto Livio Anticoli)Il premier Berlusconi (Foto Livio Anticoli)
ultimo aggiornamento: 17 settembre, ore 20:18
Roma, 17 set. (Adnkronos/Ign) - Da Napolitano a Berlusconi, il dolore delle istituzioni dopo l'attentato ai nostri militari a Kabul. La Russa: ''Infami, non ci fermeranno. Il Parlamento ripaghi con la coesione il coraggio dei nostri soldati''. Il Cavaliere: il rientro ''non è un problema che un Paese presente può assumere da solo''. Schifani: ''L'Italia si inchina davanti ai nostri eroi''
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Roma, 17 set. (Adnkronos/Ign) - Restare o andarsene. E' l'interrogativo che comincia a trasparire in alcune reazioni politiche che hanno accompagnato il cordoglio unanime dei partiti e delle istituzioni per il tragico attentato di questa mattina a Kabul, costato la vita a sei parà della Folgore, il ferimento di altri quattro militari italiani e la morte di almeno una decina di civili.

Per ora sono il dolore e la solidarietà alle famiglie e ai parenti delle vittime a prevalere nelle dichiarazioni politiche e la convinzione che l'intervento militare debba andare avanti (espressa in primo luogo dai ministri della Difesa e degli Esteri) resta un punto fermo.

"Sincero e accorato cordoglio" per la morte dei sei militari italiani a Kabul è stato espresso dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita ufficiale in Giappone. Il capo dello Stato ha quindi voluto “indirizzare in questo momento ai familiari dei caduti l'espressione del mio più sincero e accorato cordoglio, inviare un augurio ai feriti e indirizzare ai nostri valorosi, che rappresentano l'Italia in questa difficile missione internazionale per la pace e la stabilità, l'espressione della nostra riconoscenza e della nostra vicinanza”. Quanto alle ripercussioni politiche dell'attentato odierno, Napolitano è stato netto: “Se ne discute in Italia, innanzitutto nel Parlamento, e non a Tokyo”.

Anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha espresso “il suo profondo cordoglio personale e quello dell'intero governo” al Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Camporini e al generale Castellano che comanda il nostro contingente a Kabul. “Il governo italiano - si legge in una nota di Palazzo Chigi - è vicino alle famiglie delle vittime, condivide il loro dolore in questo tragico momento”.

Durissime le parole pronunciate dal ministro della Difesa Ignazio La Russa che nell'Aula del Senato si è rivolto direttamente ai talebani: “Agli infami, vigliacchi aggressori che hanno colpito ancora una volta nella maniera più subdola, va sicuramente la nostra ferma convinzione che non ci fermeremo nelle valutazioni che con tutto il consesso internazionale abbiamo fatto e continueremo a fare, mai isolatamente ma insieme agli organi internazionali che hanno deciso questa missione e che vogliono continuare a farla”.

"Non possiamo parlare di una strategia contro le forze italiane - ha detto nel pomeriggio La Russa, durante l'informativa in aula alla Camera - ma di tentativi per impedire alle forze afghane e a quelle internazionali di Isaf, che lavorano e operano a stretto contatto in crescente sinergia, di estendere ulteriomente il controllo del territorio da parte del legittimo governo afghano".

"Come ha detto il presidente della Repubblica - ha rimarcato La Russa - questo è il momento del cordoglio e dell'unità. Poi avremo tempo e spazio per verificare, discutere e approfondire il significato di questa missione e il modo per essere sempre più vicini ai nostri soldati".

"Voglio fin d'ora confermare che l'intento del governo - ha detto ancora il ministro riferendosi alla missione Isaf - è di continuare a essere solidali con gli organismi internazionali che l'hanno determinata e che non intendono farsi intimidire e condizionare dalla violenza. Credo che la risposta che i nostri ragazzi danno giorno per giorno con il loro coraggio e la loro determinazione - ha concluso La Russa - debba trovare in Parlamento un riflesso di dignità e di orgoglio ma, sopratutto, di cordoglio unitario e di condivisione".

"Spero che a Natale possano venire tutti a casa", ha detto il leader della Lega Umberto Bossi, commentando l'attentato di oggi in Afghanistan.

Pronta la replica di La Russa: "Se la dichiarazione di Bossi si riferisce alla Folgore probabilmente sarà così. Altrimenti è incomprensibile". Per il ministro della Difesa, insomma, se il Senatur ''si riferisce al normale avvicendamento di reparti, ha ragione. Altrimenti è incomprensibile" ha ribadito.

E più tardi il premier, giungendo al vertice Ue a Bruxelles, spiega: "Siamo tutti convinti che sia meglio uscire presto dall'Afghanistan". Ma quello del ritiro delle truppe dall'Afghanistan "è un problema internazionale. Non è un problema che un Paese presente può assumere da solo, univocamente, perché con questo tradirerebbe l'accordo e la fiducia degli altri Paesi presenti".

"E' una giornata dolorosa - ha rimarcato il presidente del Consiglio - che ci riporta alla situazione in questo paese che è veramente difficile. Abbiamo dato tanto e diamo tanto in termini di sacrifici umani per far crescere una democrazia che riteniamo sia essenziale". Lo sviluppo della democrazia in Afghanistan, ha detto ancora Berlusconi a Bruxelles, è "essenziale non soltanto per la pace in quella regione ma anche per evitare le infiltrazioni terroristiche nel resto del mondo".

A chi chiedeva se sia possibile ritirare le truppe entro Natale, come auspicato dal leader della Lega Umberto Bossi, il premier si e' limitato a rispondere: "Avevamo gia' previsto una forte riduzione, e quindi proseguiremo in questa direzione".

Dal canto suo, il presidente del Senato Renato Schifani ha sottolineato come “il sacrificio di questi eroi costituisce un ulteriore doloroso contributo che i nostri militari, con grande coraggio e professionalità, continuano a dare per difendere la democrazia, la pace e la sicurezza internazionale. L'Italia si inchina davanti a questi nostri ragazzi e si stringe commossa intorno alle loro famiglie”.

Tutte le forze politiche hanno fatto quadrato attorno ai militari italiani, esprimendo vicinanza e solidarietà. Tra i primi a esprimere “profondo cordoglio” per le vittime italiane a Kabul è stato l'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema: “Voglio manifestare tutta la mia vicinanza alle famiglie dei militari uccisi e solidarietà alle nostre Forze Armate impegnate contro il terrorismo e per la pacificazione dell'Afghanistan”, sottolinea D'Alema.

Per il governo, il ministro della Gioventù Giorgia Meloni chiede che “l'Italia intera si stringa intorno alle vittime, ai loro parenti e al 186° reggimento paracadutisti della Folgore e affronti questa tragedia senza distinguo e senza divisioni, come fanno tutti i grandi popoli del mondo”.

''E' il momento del dolore e del cordoglio'', sottolinea il capogruppo Pdl a Palazzo Madama rMaurizio Gasparri. Quanto alle polemiche che scoppieranno sulle missioni internazionali ''oggi lasciateci piangere, dopo ci sarà il tempo della politica''.

"In questo momento le parole devono essere quelle del cordoglio per le vittime, della solidarietà per le famiglie, dell'affetto e del sostegno a tutti i nostri giovani che sono là'', dice Pierluigi Bersani. "L'idea è quella che questo nostro Paese possa stringersi intorno a questa vicenda, di tutto il resto discuteremo in Parlamento, oggi è il momento del cordoglio", ha aggiunto il candidato alla segreteria del Pd.

"No alle furbizie, no ai ripensamenti, no alle divisioni tra maggioranza e opposizione", dice il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che porge ''la solidarietà dell'Udc al governo perché in questo momento siamo tutti con l'esecutivo che sta affrontando l'emergenza in Afghanistan".

Mentre il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro fa sapere: "Una volta tanto sono d'accordo con Bossi: la missione in Afghanistan è esaurita e, per fortuna, non lo affermiamo solo noi dell'Italia dei Valori oppure la Lega, ma anche il presidente Obama quando, nei giorni scorsi, ha esplicitato la volonta' degli Usa di organizzare una exit strategy".

"Proviamoci allora anche noi - aggiunge il leader dell'Idv - con una convocazione urgente del Parlamento, in modo da discutere sul da farsi prima che sia troppo tardi, prima che giunga notizia di un'altra bomba".

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ugc
francochi ha scritto (17/09/2009 - ore 17:52) segnala un abuso
ugc
E questo il problema, che non ci fermeranno, .... mandate altri soldati a morire per conto dell'America, della bella figura per i nostri politici. La Russa manda i tuoi parenti in guerra, lasca i nostri ragazzi fuori, che hanno una vita da vivere , e non debbono morire per la testa di c... di altri popoli. Un pensiero: Si stava meglio quando si stava peggio.
ugc
attila200038 ha scritto (18/09/2009 - ore 12:45) segnala un abuso
ugc
Sono perfettamente d'accordo con l'on Bossi per il rientro in patria dei nostri militari in quanto che non si vede nulla di migliore ma possibile mi chiedo che non abbiano ancora capito, che detti assassini non vogliono la civiltà sono abituati a vivere nelle caverne e lasciamoli vivere come l'oro hanno scelto. La scelta di una persona non l'ha può cambiare nessuno Gianluigi
ugc
ugc
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