Ha poi chiesto il rito abbreviato; procedimento rinviato al 28 luglio
Brancher lascia: stop speculazioni. Berlusconi: decisione condivisa
ultimo aggiornamento: 05 luglio, ore 16:55
Milano - (Adnkronos/Ign) - Il ministro si è presentato in Tribunale a Milano nell'ambito del processo sul caso Antonveneta. In una dichiarazione spontanea ha anticipato la decisione di rinunciare all'incarico. Franceschini: ''Vittoria di Pd e opposizione''. Di Pietro (Idv): ''Ora crisi di governo ed elezioni''. Cesa (Udc): ''Vicenda kafkiana''. Diciassette giorni da ministro nel segno delle polemiche. Manovra, il premier incontra Tremonti. Verso modifiche su taglio tredicesime
Milano, 5 lug. (Adnkronos/Ign) - Aldo Brancher rinuncia all'incarico ministeriale. La decisione l'ha comunicata lui stesso nell'aula della V Sezione penale del Tribunale di Milano dove è imputato per appropriazione indebita, in relazione ad uno stralcio del caso Antonveneta.
"La mia presenza qui oggi è in segno di rispetto per il Tribunale. Sono qui a difendere la mia innocenza - ha detto Brancher - Pensavo di dover privilegiare i miei obblighi verso il Paese" ma la situazione, ha aggiunto "è stata indebitamente strumentalizzata. Nel rispetto della mia famiglia e perché finiscano strumentalizzazioni e speculazioni confermo quindi di rinunciare al legittimo impedimento e anticipo in questa sede la mia rinuncia all'incarico ministeriale".
Brancher ha quindi chiesto formalmente di poter accedere al rito abbreviato incondizionato. Subito dopo, il giudice monocratico Annamaria Gatto ha fatto allontanare pubblico e giornalisti dall'aula dove, a questo punto, ha preso il via il procedimento non più con rito ordinario ma con il rito alternativo sollecitato. Le contestazioni mosse a Brancher dal pm Eugenio Fusco saranno quindi discusse a porte chiuse, allo stato degli atti, senza l'intervento di testi.
Il procedimento è stato poi rinviato al 28 luglio, quando le parti discuteranno la causa e trarranno le loro conclusioni. Non si esclude che in quella data il giudice Gatto possa ritirarsi in camera di consiglio per emettere sentenza. Stralciata, invece, la posizione della moglie di Brancher, Luana Maniezzo. Il procedimento, che per lei proseguirà con rito ordinario, è stato rinviato anche in questo caso al 28 luglio quando i difensori potranno sollevare le loro eccezioni, prima di tutto sulla competenza territoriale.
Aldo Brancher ha lasciato il Tribunale di Milano passando da una scala d'accesso secondaria senza rilasciare più dichiarazioni alla stampa. La sua presenza in aula, a Milano, si è prolungata dunque per poco più di mezz'ora.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha subito fatto sapere che quella delle dimissioni è una ''decisione condivisa''. ''La volontà di evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali - ha aggiunto il premier a proposito di Brancher - dimostra ancora una volta la sua volontà di operare esclusivamente per il bene del Paese e non già per interessi personali. Sono certo che superato questo momento l'onorevole Brancher potrà, come sempre, offrire il suo fattivo contributo all'operato del governo e alla coalizione''.
Esponenti della maggioranza di governo accolgono la decisione di Brancher come un ''atto di responsabilità'' stigmatizzando le ''strumentalizzazioni'' dell'opposizione. Ignazio La Russa, ccordinatore Pdl, gli rende "onore e merito'' per ''aver fatto la scelta giusta e aver sciolto questo nodo''. Il titolare delle Infrastrutture Altero Matteoli ne sottolinea il ''grande senso di responsabilità''. ''Un gesto di coraggio e trasparenza da parte di una persona perbene'' per il ministro della Gioventù Giorgia Meloni.
La Lega prende ''atto delle dimissioni''. ''L'onorevole Brancher - ha sottolineato il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni - ha pagato le troppe strumentalizzazione che si sono volute fare sulla vicenda''.
Per il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini, ''le dimissioni del ministro Brancher sono una vittoria del Pd e dell'opposizione''. ''Penso - ha aggiunto - per come sono messe le cose, che questa volta Berlusconi non possa ripetere la sceneggiata delle dimissioni respinte: il voto di giovedì (quando si sarebbe votata la mozione di sfiducia, ndr) fa troppa paura''.
''E' l'indegna fine di una pericolosa pagliacciata'', ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato.
''Per Berlusconi ed il suo governo è l'inizio della fine'', ha affermato il presidente dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro sulla sua pagina Facebook dove appare la foto del giuramento al Quirinale del Berlusconi quater con tutti i volti 'sbianchettati' ad eccezione di quello del capo dello Stato. ''Berlusconi e il suo governo hanno fallito - ha aggiunto - ormai c'è una sola strada obbligata, quella della crisi di governo e delle elezioni, senza inciuci o ciambelle di salvataggio''.
Secondo il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, ''Brancher ha preso l'unica decisione possibile di fronte a una situazione che era diventata francamente insostenibile. Con le sue dimissioni da ministro si chiude una vicenda kafkiana, nata male e proseguita peggio, in cui è emersa tutta la confusione presente all'interno del governo e della maggioranza''.
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| willy59 ha scritto (05/07/2010 - ore 17:15) | segnala un abuso |
| Già che ci siamo facciamolo anche santo. Ma perpiacere.. cari ministri minestrrate bene la politica che ormai con tutti sti intoppi non ci crede più nessuno alla buona fede. | |
| AndreaM.84 ha scritto (06/07/2010 - ore 11:55) | segnala un abuso |
| Capisco che per i politici del PDL e affini siamo solo vacche da spremere, ma fortunatamente un cervello ce lo abbiamo e solo un deficiente non capirebbe che Brancher è stato messo lì con la previsione di avvalersi del legittimo impedimento per evitare il processo che lo vede imputato nel caso Antonveneta. | |
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