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Il sottosegretario: ''Io continuo a lavorare''

Caliendo, domani il voto sulla sfiducia. Oggi incontro finiani-Udc

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ultimo aggiornamento: 03 agosto, ore 08:04
Roma - (Adnkronos/Ign) - La Camera deciderà se respingere o accogliere la richiesta di sfiducia per il sottosegretario alla Giustizia. Fini: ''Ho le idee chiarissime''. Berlusconi: "Né crisi, né elezioni''. Bersani: ''Anche se finiani si astengono la maggioranza è nei guai''. Caliendo: "Mai commesso illeciti''. 'Futuro e Libertà' anche al Senato. Casa a Montecarlo, Fini querela il 'Giornale'
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Roma, 3 ago. (Adnkronos/Ign) - Il caso Caliendo sbarca mercoledì in aula alla Camera. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo a Montecitorio che ha deciso di calendarizzare l'esame e il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia coinvolto nel caso P3.Il voto, previsto per le ore 17 di domani, sarà trasmesso in diretta tv.

Dunque il Pdl ha scelto di non rimandare a dopo l'estate il confronto aperto con i finiani di Futuro e Libertà. Sul voto della mozione di sfiducia per la maggioranza si gioca infatti la prima vera partita dopo la fuoriuscita di alcuni deputati e senatori dal Popolo della Libertà.

Del resto Fini ha lasciato sulla graticola governo e opposizioni già da domenica facendo sapere, con una frase sibillina, di avere “le idee chiarissime” sul come comportarsi in caso di un voto di sfiducia.

‘Idee’ che nelle ultime ore sembrano aver preso la forma dell’astensione. Ma nulla è ancora deciso. Sul tavolo, oltre all'astensione, restano altre opzioni: un documento politico per spiegare la posizione di Fli o l'uscita dall'aula al momento del voto. ''Ogni decisione -spiega Carmelo Briguglio- sarà presa domani sera (oggi, ndr) alla cena di 'Farefuturo' con Gianfranco Fini''. Il presidente della Camera ha convocato i suoi alle 20,30 nella sede della fondazione a via del Seminario, anche per sancire la nascita dei gruppi parlamentari a Camera e Senato.

Sempre oggi potrebbe delinearsi una convergenza tra Fli e Udc. Il gruppo che fa capo alla componente finiana e quello guidato da Pier Ferdinando Casini hanno infatti stabilito di vedersi per cercare di presentarsi in aula con una posizione comune “se ce ne saranno le condizioni”, ha precisato il capogruppo provvisorio di Fli, Giorgio Conte. Tuttavia il rappresentante di Futuro e Libertà respinge la prospettiva di un 'asse' con l'Udc: "Non è un asse - puntualizza Conte - ma solo un'apertura di dialogo”.

Intanto il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto si mostra prudente sull’eventualità di un'astensione dei finiani: “Prima vediamo come voteranno e poi esprimeremo un giudizio. Ogni giorno ha il suo affanno”.

Ottimista invece il segretario del Pd Pier Luigi Bersani secondo cui “ogni voto in dissonanza, comunque calibrato, è una prima certificazione che la maggioranza è a dir poco nei guai”.

Di diverso avviso Antonio Di Pietro secondo il quale "se ci saranno astensioni vuol dire che era solo una manfrina. Noi vogliamo smascherare Berlusconi e chi ha fatto una finta battaglia per la legalità. Ognuno deve avere il coraggio delle proprie azioni. Idv voterà per la sfiducia senza se e senza ma”.

Quanto alle ipotesi su un governo tecnico o di transizione la maggioranza fa quadrato e con Cicchitto avverte: ''Guai a sottovalutare l'avversario'' perché il governo Berlusconi ''è in campo'' e ''non abbandonerà la partita''. "Non è a rischio la tenuta di questo governo'', assicura Ignazio La Russa. E anche Franco Frattini si dice convinto che Futuro e libertà ''rimarrà all'interno del perimetro del centrodestra''.

Non ci sono alternative, spiega il ministro degli Esteri: ''Un governo tecnico, per sua stessa natura sarebbe la fine della carriera di Fini. E non credo che a 57 anni Fini voglia rinunciare ad avere un ruolo''. ''E poi -insiste- come immaginare un governo con Fli, Casini e Rutelli? Gli elettori di destra non lo accetterebbero mai. Già adesso, con le sue prese di posizione Fini non può più essere leader del centrodestra''. E anche se ''evito di tirare per la giacca il capo dello Stato, sono convinto che Napolitano non si presterebbe a un simile pateracchio, non è mica Scalfaro''. E sulla possibilità che un eventuale governo tecnico possa essere guidato da Tremonti, Frattini replica netto: ''Tremonti è l'ultimo che si presterebbe a un governo di transizione. Se c'è un uomo legato a filo doppio a Berlusconi e Bossi, i due che meno di tutti vogliono un esecutivo tecnico, quello è proprio Tremonti''.

Intanto il sottosegretario alla Giustizia Caliendo si mostra tranquillo. “Come vedete, io continuo a lavorare”, dice a chi gli chiede se è preoccupato per la mozione di sfiducia.

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