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''Cambiamo l'art. 1 della Costituzione'', bufera sulla proposta del pidiellino Ceroni

ultimo aggiornamento: 20 aprile, ore 21:19
Roma - (Adnkronos) - Il nuovo articolo reciterebbe: "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento'', titolare ''della volontà popolare". Si stabilirebbe di fatto una gerarchia tra i poteri. Il deputato Pdl: Camere tenute sotto scacco da Csm e Consulta. Bersani: ogni giorno ce n'è una. Napoli: opposizione nel truman show. "Laurea falsa", querela Di Pietro-premier: da Consulta sì conflitto attribuzione


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Roma, 20 apr. (Adnkronos) - Pierluigi Bersani la liquida dicendo che è il solito sistema usato della maggioranza per non parlare dei problemi veri, Osvaldo Napoli ribatte che l'opposizione e l'informazione alimentano un vuoto "Truman show". Invece Remigio Ceroni, deputato marchigiano del Pdl, 56 anni, laurea in sociologia, insegnante di liceo prestato (da tempo) alla politica, alla sua idea di riscrivere il primo articolo della Costituzione ci crede davvero e lo considera un "atto di coraggio" per restituire al Parlamento la centralità che magistratura e Consulta (nonché il Quirinale), gli hanno sottrato.

"E' necessario stabilire chi ha un peso maggiore", puntualizza Ceroni che non nasconde di puntare il dito vero il Colle. "Lo dico con estrema sincerità di non aver gradito, nella fase di discussione di certe leggi in Parlamento, che siano stati fatti filtrare certi pensieri che hanno finito per influenzare il dibattito parlamentare".

Il Pdl minimizza: "E' un'iniziativa personale" taglia corto il capogruppo Fabrizio Cicchitto, mentre l'opposizione grida al golpe costituzionale. Stupito dal clamore della vicenda, c'è chi racconta che oggi, al vertice a Palazzo Grazioli, un ignaro Berlusconi avrebbe addirittura chiesto chi fosse Remigio Ceroni. L'articolo che dovrebbe andare a sostituire quello attuale in vigore dal 1948, messo nero su bianco, recita: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volonta' popolare espressa mediante procedimento elettorale".

"Nella mia riflessione - torna a dire Ceroni - non c'è un attacco al Quirinale. Ho parlato dei poteri del Parlamento ma anche del governo, che sono deboli e tenuti sotto scacco da Csm e Corte costituzionale. Non ho tirato in ballo il Colle. Sono convinto del fatto che il potere della magistratura stia sottomettendo quello del Parlamento e dell'esecutivo, e questo non fa bene agli equilibri che devono esserci in una democrazia parlamentare come la nostra". "Soprattutto in questo momento - insiste Ceroni - credo sia utile esplicitare in maniera chiara e inequivocabile, scrivendolo nella Costituzione, il ruolo centrale del Parlamento".

Un'idea, quella di Ceroni, che "scaturisce da una riflessione profonda su quanto sta accadendo". Ma soprattutto, un'idea espressa "a titolo personale". Che però è lì, sotto forma di proprosta di legge, e che prima o poi sarà calendarizzata. Neppure Pier Luigi Bersani sembra dare troppo peso alla riscrittura dell'articolo 1 e offre una lettura alternativa: ''Ce ne è una al giorno per non parlare dei problemi reali. Solo diversivi per non guardare in faccia i problemi mentre dovremmo parlare di lavoro, che è il problema numero uno''. Definirlo indignato è poco. Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, la radicale correzione dell'articolo 1 è "agghiacciante. Siamo all'anticamera del colpo di Stato".

"Si susseguono, oramai da settimane -prosegue Diliberto- ossessivi attacchi ai magistrati, al presidente della Repubblica, alla Corte Costituzionale e proprio in queste ore arriva la proposta di riforma dell'articolo 1 della Costituzione. Non c'è proprio nulla da commentare. Il clima si è fatto così pesante e irrespirabile da temere di essere ad un passo dalla rottura della legittimità costituzionale".

''La metamorfosi dell'informazione divenuta ormai in Italia un grande Truman show - commenta il vice capogruppo del Pdl, Osvaldo Napoli - conosce una nuova escalation con le notizie 'clamorose' relative alla pdl dell'ottimo collega Ceroni. Il 99% dei parlamentari propone pdl a titolo personale. Dov'è lo scandalo? C'è da rimanere basiti... Un profluvio di commenti e di sospetti su una pdl che chissà se e quando sarà mai discussa, vuol dire che c'è una patologia grave nel sistema politico e dell'informazione. Lo dico agli antiberlusconiani per esortarli a trovare un terreno più solido per le loro ragioni invece di affidarsi a un aquilone con la scritta Ceroni ...''.

Quella proposta è una "vergogna", sentenzia Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, che si dice "indignato" davanti all'articolo 1 secondo Ceroni. "non abbiamo bisogno di politici di tal fatta. Se tornassero i barbari - aggiunge Baldassarre- avrebbero di che meravigliarsi". Più contenuto il giudizio di Francesco Saverio Marini per il quale si tratta di una "boutade politica" dal sapore "ottocentesco. Credo che si tratti di una proposta che resterà sulla carta", conclude.


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