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Berlusconi: ''La situazione è diventata intollerabile''

Carceri, via libera dal Cdm al piano Alfano: stato d'emergenza fino al 31 dicembre

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ultimo aggiornamento: 13 gennaio, ore 18:52
Roma - (Adnkronos/Ign) - Gli altri "pilastri", ha spiegato il Guardasigilli, sono "il piano edilizio", "due importanti norme di accompagnamento" e l'introduzione di "duemila nuovi agenti della Polizia Penitenziaria". Pd e Idv: ''Governo chiarisca su istituti non utilizzati''
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Roma, 13 gen. (Adnkronos/Ign) - Il Consiglio dei ministri ha approvato il piano di emergenza per le carceri annunciato ieri dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

''Primo pilastro'' del piano presentato e illustrato in conferenza stampa dal Guardasigilli è lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2010. Gli altri "pilastri", ha spiegato Alfano, sono "il piano edilizio", "due importanti norme di accompagnamento" e l'introduzione di "duemila nuovi agenti della Polizia Penitenziaria".

Proclamando lo stato di emergenza fino alla fine dell'anno, ha detto il ministro, "nel corso di quest'anno intendiamo realizzare 47 nuovi padiglioni, cioè strutture che si affiancano a istituti di pena già esistenti, che non ci danno l'incombenza di dover individuare l'area, espropriarla e procedere a tutto l'iter amministrativo".

In tal modo, ha proseguito il Guardasigilli, "mentre apriamo questi 47 cantieri sul modello dell'Aquila, noi evadiamo tutta la procedura burocratica per realizzare nel 2011 e nel 2012 le strutture tradizionali e flessibili a cui daremo vita con tempi tipo l'Aquila e con modelli organizzativi di quel tipo". Il responsabile di "questa missione", ha aggiunto Alfano, sarà il capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, anch'egli presente alla conferenza stampa. Alfano si è detto "fiducioso" di poter raggiungere l'obiettivo che, ha precisato, è ritenuto "prioritario" dal premier Berlusconi.

"La situazione nelle carceri è diventata intollerabile - ha detto Silvio Berlusconi - Uno Stato civile non può togliere la dignità delle persone. In passato il problema del sovraffollamento veniva risolto con amnistie e condoni, noi invece vogliamo dare una soluzione duratura nel tempo. Per la prima volta abbiamo deciso di dar vita a un piano per affrontare questa emergenza nelle carceri italiane. Ieri notte hanno dormito nei nostri istituti di detenzione più di 60mila persone: la situazione è intollerabile".

Quanto ai fondi necessari, Alfano ha ricordato di "aver reperito 500 milioni" nella legge Finanziaria e "altri 100 milioni" sono stati presi dal bilancio del ministero della Giustizia. "Con 600 milioni costruiremo i 47 nuovi padiglioni e nel frattempo individueremo le modalità sia dal bilancio statale che dai finanziatori privati per realizzare gli altri istituti nel 2011 e nel 2012. Il totale dovrà fare 21.749 posti, che si aggiungeranno ai posti attualmente disponibili".

Riguardo alle "norme di accompagnamento" che fanno parte del piano, Alfano ha parlato dell'approvazione nel Cdm di un disegno di legge contenente due articoli. Il primo, "che concede la possibilità a chi deve scontare un anno solo di reclusione, di scontarlo ai domiciliari" e l'altra norma, "che prevede la cosiddetta 'messa alla prova' per coloro i quali hanno la possibilità di essere imputati per reati fino a tre anni, di svolgere lavori di pubblica utilità sospendendo il processo".

Le norme, ha spiegato, serviranno a "deflazionare" il sistema giustizia sia sul piano carcerario che su quello processuale. Quanto alla Polizia Penitenziaria, il ministro ha detto di ritenere che con duemila agenti in più verrà dato "un grande sollievo ai 40mila e oltre che già lavorano nel Corpo".

A conclusione del suo intervento, il Guardasigilli ha parlato di "una missione che non ha precedenti nella storia della Repubblica: risolvere il problema del sovraffollamento, dare dignità alla presenza negli istituti di pena, senza fare amnistie e indulti, non preparati da un recupero dell'attività lavorativa, che hanno prodotto un ritorno nelle carceri di coloro i quali erano usciti".

L'opposizione però manifesta dubbi e obiezioni. "In Italia esistono carceri terminate, o quasi, che non vengono utilizzate e sui quali abbiamo interrogato il governo nel mese di dicembre. Ma ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta" afferma il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo, segretario della Commissione Affari Europei. "Servono risorse umane e finanziarie perché - aggiunge il senatore Pd - le carceri italiane sono pensate per 56.000 detenuti e non per gli attuali 66.000 di cui la maggior parte è in attesa di giudizio e costretta a vivere in condizioni a volte disumane.

"L'emergenza carceri esiste, ma il piano del governo è una bufala" attacca il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, per il quale "il piano è un indulto mascherato perché sono 20.000 i detenuti che devono scontare ancora un anno di pena. Torneranno in libertà e sarà difficile controllarli, con evidenti conseguenze per la sicurezza dei cittadini". "Il governo, inoltre, deve spiegarci perché annuncia la costruzione di nuove carceri quando sono decine quelle già esistenti e inutilizzate. Anche l'assunzione di 2.000 nuove unità è poco credibile perché questo governo - conclude - ha tagliato molto i fondi destinati al comparto sicurezza''.

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