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Caso De Magistris, le tappe della 'guerra delle procure'

ultimo aggiornamento: 11 ottobre, ore 10:17
Roma - (Adnkronos) – La gestione delle inchieste 'Why not' e 'Poseidone' svolte dall’ex pm al centro dello scontro tra gli uffici giudiziari calabresi e campani
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Roma, 10 ott. (Adnkronos) – Lo scontro tra gli uffici giudiziari calabresi e campani si accese sulla gestione delle inchieste 'Why not' e 'Poseidone' svolte dall’ex pm Luigi De Magistris, attuale europarlamentare dell'Idv, e successivamente avocate. I magistrati salernitani decisero di indagare alcuni giudici di Catanzaro e disposero il sequestro dell'intero fascicolo 'Why not'. Rispose a stretto giro di posta (poche ore dopo) la Procura generale di Catanzaro che, a sua volta, indagò i magistrati campani e contro-sequestrò il fascicolo giudiziario.

Il 19 gennaio scorso, con un'ordinanza disciplinare, l'intervento del Csm che dispose la sospensione da funzioni e stipendio e il collocamento fuori dal ruolo organico della magistratura di Apicella. Inoltre, decise di trasferire ad altra sede e ad altre funzioni il procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli, il sostituto procuratore generale nella stessa città, Alfredo Garbati, e i sostituti procuratori di Salerno Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi.

L'8 luglio scorso arriva il responso delle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione che dà torto sia ai magistrati sia al Pg della Suprema Corte che aveva chiesto di 'alleggerire' alcune delle sanzioni inflitte dal Csm. La Corte, con la sentenza 15976 del 16 giugno 2009, depositata in cancelleria l'8 luglio, nelle 62 pagine di motivazione confermò infatti, le sanzioni disciplinari, respingendo il ricorso dei giudici della procura di Salerno Apicella, Nuzzi e Verasani e dell'ex Pg di Catanzaro Iannelli e del suo sostituto Garbati. Il 21 settembre il gip del tribunale di Perugia, Massimo Ricciarelli, su richiesta del pm Sergio Sottani, ha archiviato le accuse di abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizio nei confronti di De Magistris e di sette pm della procura di Salerno, tra cui Apicella.

Il 5 ottobre, al palazzo dei Marescialli, si è aperto, ma è stato subito rinviato al 19 prossimo, il processo davanti alla sezione disciplinare del Csm a carico dei pm di Salerno, protagonisti dello scontro con la procura di Catanzaro, giocato sulle inchieste revocate a De Magistris. Due giorni dopo (mercoledì 7) il plenum del Csm ha accolto all'unanimità la richiesta di Apicella di essere collocato a riposo per raggiunti limiti di età. L'ex procuratore capo di Salerno, quindi, è andato in pensione e la disciplinare del 'tribunale delle toghe' (slittata al 19) dovrà dichiarare estinto il procedimento a carico dell'ex procuratore capo di Salerno, perché ormai non fa più parte della magistratura.

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