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Fermenti e strategie interessano entrambi gli schieramenti

Cercasi leader, è caccia alle 'guide'

ultimo aggiornamento: 23 giugno, ore 09:02
Roma - (Adnkronos) - Dopo amministrative e referendum, si fa più forte la richiesta di una leadership. Informativa del premier alla Camera: ''Con il voto di fiducia sul dl sviluppo, la coalizione di centrodestra ha raggiunto quota 317, superando i 316 voti che rappresentano la maggioranza assoluta''. Bossi: ''Belle parole ma ora i fatti''. Inedito colloquio Di Pietro-Berlusconi. Attacco dell'ex pm al Pd. Caos davanti a Montecitorio


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Roma, 22 giu. (Adnkronos) - Cercasi leader. Dopo il voto per amministrative e referendum, si fa più stringente la richiesta di una possibile leadership, non solo tra le parti politiche ma anche tra cittadini ed esponenti della società civile. La domanda attraversa gli schieramenti e rimbalza sia ai partiti sia ai nuovi gruppi. Fermenti e strategie interessano tanto il campo del centrosinistra che quello del centrodestra, con un occhio rivolto a ciò che sta nascendo tra i Movimenti.

''Nella società italiana c'è una voglia di leader forti e autorevoli ma non isolati'', dice all'ADNKRONOS Vannino Chiti, vice presidente del Senato e commissario del Pd Lazio, spiegando che ''per non essere ragazzi della via Pal serve un 'Primo'. Ma questo 'Primo' deve praticare una collegialità diffusa''. ''Nella politica ma anche nelle organizzazioni della società - aggiunge l'esponente del Pd - c'è una richiesta di direzione autorevole. Non si vuole però un solo uomo o una sola donna al comando, ma leadership autorevoli e plurali che dimostrino serietà e competenza. La lezione delle ultime consultazioni - rimarca Chiti - dice che il Paese vuole uscire fuori dal modello del 'ghe pensi mi''.

''Una settimana fa ero a Madrid - ricorda Chiti - all'assemblea dei presidenti dei Senati europei e ho seguito da vicino la questione del movimento degli 'indignados', che rivendica partecipazione e impegno per uscire dalla crisi ma anche nuovi rapporti con la politica e una legge elettorale diversa, in modo da avere quattro-cinque partiti, e non due, a giocare un ruolo fondamentale. Si chiede una leadership forte ma non singola. Bisogna rifletterci anche in Italia''.

''In questo momento - sottolinea Chiti - il Pd ha un leader, Pier Luigi Bersani, che concepisce una guida collegiale. Ci siamo posti per tempo su una strada giusta, di rispetto e non di egemonia sulla società e sui movimenti''. ''La figura del leader è sempre più importante nelle democrazie - spiega all'ADNKRONOS Augusto Barbera, ordinario di diritto costituzionale all'università di Bologna - sia per l'aspetto mediatico sia perché la figura del leader è essenziale per tenere insieme domande politiche che talvolta non sono fra loro facilmente componibili''.

Per Barbera, parlamentare del Pci e del Pds dal 1976 al 1994 e uno dei promotori del referendum Segni nel '91 e '93, ''il centrosinistra non deve mettersi a caccia di un leader: essendo legato ai canoni maggioritari della democrazia, per me il leader del maggior partito, cioè Pier Luigi Bersani, è il candidato naturale del centrosinistra. Non lo dico sulla base di un affetto personale per il leader del Pd - ragiona il costituzionalista - ma perché fa parte delle regole delle democrazie maggioritarie europee. Sono contrario alle ventilate primarie per la scelta del leader della coalizione''.

''A destra - spiega ancora Barbera - non c'è dubbio che la figura di Berlusconi sia logorata. Fino a quando non ci saranno nuove elezioni, non si porranno il problema. Normalmente i partiti esprimono un leader, con il Pdl è invece avvenuto il contrario: un leader ha espresso un partito. Un'anomalia che deve quindi necessariamente essere risolta con il contributo dello stesso Berlusconi, al quale spetta individuare forme e modi della successione''. Quanto ai movimenti, secondo il costituzionalista ''una parte si riconosce in Vendola, un'altra in Di Pietro, che non è indebolito da de Magistris. Non credo a un partito dei movimenti, sono due termini in contraddizione tra loro''.

''Il tema della leadership c'è'', sottolinea all'ADNKRONOS Massimo Cacciari. ''Si sa che senza leadership forti è difficile oggi fare politica, perché la personalizzazione è ormai un fatto irreversibile. Berlusconi e Bossi non sono più leader nazionali. La questione del leader sarà centrale sia per il centrodestra sia per il centrosinistra''. Sui possibili nomi, l'ex sindaco di Venezia non si sbilancia: ''Non ho la più pallida idea di chi possano essere i leader. Nel centrodestra servirà una persona che in prospettiva riesca a coalizzare quell'area in modo più ampio di quanto faccia l'attuale Pdl, e dall'altra parte dipenderà dalla scelta che farà il Pd con le alleanze''.

E a chi gli chiede come dovrebbe essere un leader oggi, il filosofo veneziano replica: ''Dipende da che politica vuoi fare. Per il Pdl trovare una leadership postberlusconiana, attrattiva nei confronti dei ceti industriali e produttivi, potrebbe essere più semplice. Il Pd deve fare una scelta tra Vendola e di Pietro, e guardare al Centro''. Quanto ai comitati, Cacciari taglia corto: ''Vanno e vengono con i referendum. Non sarà da lì che emergeranno le nuove leadership''.

''C'è una ricerca del leader perché sono finite le grandi narrazioni politiche collettive'', spiega all'ADNKRONOS Michele Sorice, direttore del Centro Studi su Media e Comunicazione dell'Università Luiss di Roma. ''Prima - spiega - ci si riconosceva nei partiti che in qualche modo erano luogo di incontro e raggiungevano una sintesi dei legittimi interessi dei cittadini. Poi il politico ha cercato di arrivare direttamente ai cittadini, scavalcando la mediazione della struttura partito. Attraverso la tv e la Rete, la mediazione è diretta o almeno sembra tale. In questo scenario vince chi riesce a parlare ai cittadini''.

''Perciò ora - rimarca Sorice - i partiti, orfani delle ideologie, cercano un 'luogo' che possa rappresentarli e il leader è proprio il luogo simbolico. Il rischio è che però il leader, consacrato dalla volontà popolare, diventi più importante del partito che lo esprime. C'è dunque uno strano cortocircuito: da una parte i partiti hanno bisogno di un leader, ma la presenza di un leader che parla ai cittadini esclude i partiti''.

Per il massmediologo, il fenomeno della 'caccia al leader' non si fermerà. ''E' una tendenza sempre presente nella politica. Molti studiosi parlano di 'Principi democratici', in grado di rappresentare il potere dell'esecutivo. Oggi alla tv si affiancano i social network. Il web 'democratizza' l'esistenza del 'Principe' democratico. Il 'principe' ha bisogno di un popolo e il popolo di un leader. Almeno simbolicamente''.

''Non siamo alla ricerca di un leader'', assicura Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente e portavoce del Comitato 'Vota sì per fermare il nucleare', spiegando che ''la vittoria al referendum ha dimostrato che esiste uno spazio sociale di tante persone disponibili a impegnarsi e mettersi in movimento su questioni concrete che riguardano la vita di tutti i giorni. Abbiamo costruito una squadra a livello nazionale e locale - ricorda - ora il problema è come trasformare la carica dei 'no' al nucleare in un movimento che coinvolga i cittadini, le imprese e gli enti locali per la scommessa delle energie rinnovabili. Non c'è bisogno di leader ma di proposte da declinare per il territorio, dialogando con la politica tutta''.

Lavori in corso, invece, nel centrodestra. Dopo le amministrative ci sarebbero stati una serie di colloqui per discutere la possibilità di mettere in piedi un soggetto politico di destra che rievochi in qualche modo la vecchia Alleanza nazionale. ''Bisogna rifare la destra politica italiana'', spiega all'ADNKRONOS Francesco Storace, leader della Destra, ''senza bisogno di egemonie, si può trovare una faccia nuova. Dobbiamo cercare il Vendola della destra''.

Non hanno invece dubbi i movimenti di area centrodestra. ''Vogliamo essere avanguardia dei movimenti di destra sociale - spiega Giuliano Castellino, leader del Popolo di Roma - e perciò lavoriamo a un grande soggetto politico di destra sociale all'interno del centrodestra. Il nostro obiettivo è avere un centrodestra allargato, recuperando il terzo polo e Fli. Il leader del centrodestra per noi è, e deve essere, Gianni Alemanno''.

''Con il Popolo di Roma - spiega Castellino - si sono già uniti altri 20 movimenti di centrodestra che si ritroveranno il 9 e 10 luglio a Tuscania, in provincia di Viterbo per il primo 'Destra Social Forum'. Si discuterà di tutto - conclude - tranne che del leader, che c'è già: il sindaco di Roma''.


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