Ha lasciato il gruppo Intesa Sanpaolo, i poteri passano a Marco Morelli
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Passera: ''Posti di lavoro e sviluppo sostenibile, l'Italia ce la farà''
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ultimo aggiornamento: 16 novembre, ore 19:02
Roma - (Adnkronos/Ign) - A lui la guida di due ministeri chiave, quello dello Sviluppo Economico e quello delle Infrastrutture: ''Convinceremo i mercati con piani concreti''
Roma, 16 nov. (Adnkronos/Ign) - Entrato da ministro nel 'totonomine', Corrado Passera ne esce addirittura 'superministro'. E', infatti, questa la sorpresa che il premier, Mario Monti, ha voluto riservare accorpando due ministeri chiave, quello dello Sviluppo Economico e quello delle Infrastrutture e Trasporti, e affidandone la guida al più politico dei banchieri, il ceo di Ca' de Sass, il cui nome è spuntato nella lista dei papabili ministri soltanto ieri sera.
"Sono fiducioso che si possono convincere i mercati con azioni chiare e piani concreti" sono state le sue prime parole da ministro. "Tutti i ministri si dovranno occupare di spesa sostenibile e dimostrare che l'Italia è più di quello che i mercati hanno pensato", ha spiegato Passera, secondo il quale ''le parole d'ordine" del nuovo governo sono ''sviluppo sostenibile e posti di lavoro''. E ai giornalisti che gli chiedevano se l'Italia ce l'avrebbe fatta a superare la crisi ha risposto: "Assolutamente sì''. "Tutto è difficile, e tutto è semplice - ha aggiunto - L'Italia è molto più in salute di quanto non sembri". Superministro? "No, lavoriamo tutti insieme" ha puntualizzato poi in merito all'accorpamento di due dicasteri di peso.
Il profilo di Passera sembra collimare e rispondere perfettamente alla 'mission' che il neopremier Monti ha indicato per questo nuovo dicastero, chiamato a giocare un ruolo decisivo nella partita dello sviluppo e della crescita, pilastri dell'azione del neonato governo. Si è voluto, spiega Monti, "mettere al centro iniziative coordinate per la crescita economica per lo sviluppo". E la figura di Passera, sottolinea, ''include esperienze nel mondo industriale, dei servizi e da ultimo bancario" e "la sua storia è un'importante premessa e promessa di attività proficua senza che ci siano nelle nuove funzioni possibili intralci legati alla passata attività''.
Da sempre attento ai problemi del Paese, ha lavorato da subito per fare di Intesa Sanpaolo una banca di sistema. Non si è mai tirato indietro rispetto alle valutazioni sulla situazione economica del Paese, mettendo spesso il gap di infrastrutture e la necessità di investire per la crescita al centro delle sue analisi. Una visione che Passera non ha perso occasione di illustrare, indicando quelli che sono i quattro motori della crescita e annoverando tra questi l'efficienza del 'Sistema Paese', insieme alla forza delle imprese, la coesione sociale e il dinamismo complessivo della società.
Per rendere efficiente il 'Sistema Paese', è la convinzione di Passera, centrale, tra gli altri fattori, è un'appropriata dotazione in termini di infrastrutture fisiche, come i trasporti e la logistica, le telecomunicazioni e l'energia. Insomma, quelli che sono i 'core business' dei ministeri che è stato chiamato a guidare.
Passera approda in banca dopo un lungo e articolato percorso. Laurea alla Bocconi e master in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia (USA), nel 1980 entra in McKinsey dove rimane per cinque anni. Diventa così uno dei 'McKinsey boys', come, peraltro, l'ex ad di Unicredit Alessandro Profumo. Successivamente intraprende una lunga collaborazione con il gruppo di Carlo De Benedetti che lo vede inizialmente impegnato in CIR, la holding del Gruppo, dove ricopre la carica di Direttore Generale fino al 1990. Nel 1991 diventa direttore generale di Arnoldo Mondadori Editore e, a seguire, del Gruppo Editoriale L'Espresso.
Sempre nel corso della collaborazione con il Gruppo CIR, Passera è co-amministratore delegato del Gruppo Olivetti (da settembre 1992 a luglio 1996), periodo durante il quale l'azienda ristruttura drasticamente il settore informatico e si espande nel settore telecomunicazioni con la creazione di Omnitel e Infostrada. Nel 1996 viene nominato amministratore delegato e direttore generale del Banco Ambrosiano Veneto, alla cui guida fra l'altro porta a termine la prima grande operazione di consolidamento bancario con Cariplo, uno dei più importanti istituti bancari italiani.
Nel 1998 il Governo lo nomina amministratore delegato delle Poste Italiane. Sotto la sua gestione le Poste entrano nei servizi finanziari attraverso la costituzione di Banco Posta. Il Piano d'Impresa 1998-2002 ha previsto anche il taglio di oltre 20,000 posti di lavoro. Nel 2002 l'azienda registra il primo utile di bilancio. Nel 2002 Passera lascia l'incarico alle Poste e viene chiamato a ricoprire la carica di amministratore delegato di Banca Intesa, nata nel 1998 dall'integrazione di Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto.
Nel 2006 Corrado Passera è tra gli artefici del processo che porterà all'integrazione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI dando vita a Intesa Sanpaolo. La nuova banca diventa numero uno in Italia per numero di sportelli e ha una forte presenza internazionale focalizzata nell'Europa centro-orientale e nel bacino del Mediterraneo.
Ma che il cammino di Passera dovesse intrecciarsi con quello dei trasporti sembrava già scritto. Intesa SanPaolo è stata, infatti, protagonista in due delle più importanti partite di questi ultimi anni nel settore. L'istituto ha, infatti, svolto un ruolo chiave nella nascita della nuova Alitalia, nel 2008, e detiene un pacchetto azionario del 10% nel capitale della compagnia. Dagli aerei ai treni. Anche su questo fronte, Intesa Sanpaolo è scesa in campo per il 'decollo' di Ntv, la nuova impresa ferroviaria tutta privata che si appresta a sfidare le Ferrovie dello Stato sui binari dell'alta velocità.
Il neoministro ha lasciato il gruppo Intesa Sanpaolo. Lo ha reso noto lo stesso istituto: "I relativi poteri, come da statuto, sono esercitati dal direttore generale vicario Marco Morelli".
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