Compatta la maggioranza, alcuni distinguo nell'opposizione
Nicola Cosentino (foto da Facebook)
Cosentino, dalla Giunta della Camera no all'arresto.
Nicola Cosentino (foto da Facebook)
ultimo aggiornamento: 25 novembre, ore 19:03
Roma - (Adnkronos/Ign) - I voti contrari sono stati 11, 6 quelli favorevoli, una astensione. La proposta sarà al vaglio dell'assemblea di Montecitorio. Il Senato dice no alle mozioni per le dimissioni. L'ordinanza del gip: ''Ha avuto il sostegno elettorale dai Casalesi''. Fini: ''Non si può candidare''. Berlusconi: ''Tieni duro''. La Procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio per Cuffaro
Roma, 25 nov. (Adnkronos/Ign) - La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha respinto la richiesta di arresto avanzata dai magistrati campani per il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino. I voti contrari alla richiesta di custodia cautelare sono stati 11, 6 quelli favorevoli, una astensione.
La maggioranza ha votato compatta, mentre nell'opposizione ci sono stati alcuni distinguo. Il Pd ha votato a favore della richiesta di custodia cautelare, ad eccezione dell'esponente radicale Maurizio Turco che si è astenuto e che presenterà una relazione di minoranza in aula. Si è detto contrario alla richiesta di arresto per Cosentino, ma con motivazioni diverse da quelle di Pdl e Lega. Nell'Udc un voto a favore dell'arresto, quello di Pierluigi Mantini, mentre contrario si è dichiarato in sede di voto il suo collega di partito Domenico Zinzi. Alla votazione ha partecipato anche il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti, favorevole alla richiesta avanzata dai magistrati campani.
La proposta della Giunta sarà al vaglio dell'assemblea di Montecitorio e dovrebbe approdare in aula entro il 10 dicembre prossimo.
Oltre a quella di Maurizio Turco, saranno tre le relazioni di minoranza, che si affiancheranno a quella di maggioranza: una rappresenterà l'esponente dell'Italia dei valori Federico Palomba, la seconda sarà quella dell'Udc Mantini, la terza quella della capogruppo del Pd nella Giunta Marilena Samperi.
"Presenteremo in aula una puntuale relazione di minoranza perché abbiamo ritenuto che i gravi elementi circostanziati e riscontrati nell'ordinanza del tribunale di Napoli escludano il fumus persecutionis", ha spiegato la Samperi. In aula, ha detto Turco, "riproporrò la requisitoria sulle mancate indagini in merito alle parole degli accusatori del collega Cosentino e sul clan campano della associazione per delinquere denominata partitocrazia''.
Il Senato ha intanto respinto le mozioni presentate da Pd e Idv, contrarie alla permanenza al governo del sottosegretario all'Economia.
Il documento presentato dal Partito democratico chiedeva al governo di "invitare Cosentino a rassegnare le dimissioni da sottosegretario all'Economia": su 283 votanti, i sì sono stati 116, i no 165, 2 gli astenuti. Il testo dell'Italia dei Valori invece chiedeva all'esecutivo di "avviare immediatamente le procedure di revoca della nomina a sottosegretario" di Cosentino. Su 282 votanti, i sì sono stati 95, i no 170, gli astenuti 17.
I Radicali, eletti nelle liste del Pd, non hanno partecipato al voto sulla mozione dei Democratici, mentre si sono astenuti su quella dell'Italia dei Valori, contro la quale hanno votato i senatori dell'Udc, firmatari invece del documento del Pd.
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| sipuofare ha scritto (25/11/2009 - ore 11:47) | segnala un abuso |
| Giovanni Falcone oltre ad essere stato un grande investigatore e un Magistrato scrupoloso fu anche persona di grande intelligenza ed usava il buon senso per tutto ciò che faceva o diceva. Falcone comprendeva che per indagare con successo le associazioni mafiose era necessario maneggiare con cura i pentiti e che bisognava trovare, sulla base delle dichiarazioni dei pentiti, dei riscontri concreti utilizzabili durante i processi per dimostrare in modo credibile i capi di accusa nei confronti degli imputati. Falcone fu il primo a Palermo ad avviare delle indagini patrimoniali e bancarie, per ricostruire il percorso del denaro che accompagnava i traffici criminali, cercando i riscontri oggettivi alle dichiarazioni dei pentiti che riferivano sulle varie organizzazioni e le attività criminali. Questo era secondo Falcone un prerequisito essenziale per continuare le indagini e per evitare che le persone indagate fossero assolte nei successivi gradi di giudizio, come era avvenuto troppo spesso nei processi di mafia che si erano conclusi precedentemente. | |
| rebyjaco ha scritto (25/11/2009 - ore 13:39) | segnala un abuso |
| Far decidere ai "" COLLEGHI "" sulla richiesta è la cosa più assurda e mostruosa di questa pseudo Democrazia. Come se Provenzano l'avessero giudicato i Suoi Picciotti. | |
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