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''Stefania Craxi: ''Grazie al direttore del Tg1''

Craxi ''statista'' usato come ''capro espiatorio''. Minzolini riabilita l'ex leader Psi (VIDEO)

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ultimo aggiornamento: 14 gennaio, ore 13:27
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'editoriale nell'edizione delle 20. Immediata la reazione di Antonio Di Pietro: ''Craxi è stato più volte condannato non perché era uno statista ma perché aveva tre conti correnti all'estero''
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Roma, 13 gen. (Adnkronos/Ign) - Fa discutere il nuovo editoriale del direttore del Tg1 Augusto Minziolini sulla figura di Bettino Craxi definito "un capro espiatorio'' di tutto un sistema. Secondo Minzolini infatti "la verità è che ad un problema politico fu dato una soluzione giudiziaria e l'unico che ebbe il coraggio di porre in questi termini la questione, cioè Craxi, fu spedito alla ghigliottina".

Il direttore del Tg1 non ha nascosto poi le sue riserve sui magistrati di Mani Pulite ed ha concluso netto: "Craxi non ha bisogno di nessuna riabilitazione, va già ricordato oggi come uno statista".

Immediata la replica, dagli studi di 'Otto e mezzo' del leader di Idv Antonio Di Pietro: "Craxi è stato più volte condannato non perché era uno statista ma perché aveva tre conti correnti all'estero. Un corrotto condannato con sentenza penale passata in giudicato".

Ma Di Pietro ne ha avuto anche per Minzolini: "Non può permettersi di raccontare bugie e di diffamare coloro che hanno fatto il loro dovere. Privatamente lo querelerò".

Di segno opposto la reazione della figlia dell'ex leader socialista Stefania Craxi: "Rivolgo un grazie al direttore Augusto Minzolini per il suo editoriale in ricordo di Bettino Craxi, uno statista che ha dato la vita per il bene del Paese. Le sue idee innovative sono ormai patrimonio di tutti gli italiani".

Critiche arrivano invece dai telespettatori cattolici dell'Aiart che puntano il dito sulla scelta di Minzolini di accostare la figura del leader socialista a quella di Giovanni Paolo II: "Senza nulla togliere a Craxi, ma metterlo sullo stesso piano di papa Wojtyla ci pare davvero eccessivo, un paragone forzato", afferma il presidente Aiart Luca Borgomeo.

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