Criminalita': operazione Broker, chi e' il senatore Nicola Di Girolamo
ultimo aggiornamento: 23 febbraio, ore 14:09
Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - E' accusato di essere la ''mente finanziaria'' di un gruppo criminale. Con queste motivazioni, il Gip del Tribunale di Roma ha emesso la richiesta d'arresto del senatore Nicola Di Girolamo, nell'ambito dell'inchiesta della Procura antimafia di Roma sul riciclaggio di denaro. Sullo sfondo, collegamenti con alcune cosche della 'ndrangheta. Avvocato, imprenditore, residente a Bruxelles, 50 anni il prossimo 25 giugno, Di Girolamo e' stato eletto nella circoscrizione Estero, in rappresentanza appunto degli italiani nel mondo, nelle liste del Popolo della liberta'.
La richiesta d'arresto dovra' essere adesso valutata in Parlamento. Gia' nel settembre del 2008, il Senato aveva negato una autorizzazione agli arresti domiciliari richiesta per presunte irregolarita' nel voto all'estero. In particolare, a Di Girolamo si contestava di aver mentito sul possesso della residenza all'estero, requisito fondamentale stabilito dalla Legge Tremaglia, configurando il reato di attentato contro i diritti politici del cittadino.
Membro della commissione Esteri e del Comitato per le questioni degli italiani all'estero, Di Girolamo nella legislatura ha presentato due ddl: 'Disposizioni di attuazione dell'articolo 51, comma secondo, della Costituzione, in materia di parificazione ai cittadini italiani degli italiani non appartenenti alla Repubblica ai fini dell'accesso ai pubblici uffici e alle vicende elettive'; 'Disposizioni in materia di riacquisto della cittadinanza italiana da parte degli italiani residenti negli Stati ex comunisti dell'Europa orientale e nella ex Unione delle repubbliche socialiste sovietiche". E' inoltre cofirmatario di altri 37 ddl. Ha presentato poi 11 interrogazioni a risposta scritta.
La richiesta d'arresto dovra' essere adesso valutata in Parlamento. Gia' nel settembre del 2008, il Senato aveva negato una autorizzazione agli arresti domiciliari richiesta per presunte irregolarita' nel voto all'estero. In particolare, a Di Girolamo si contestava di aver mentito sul possesso della residenza all'estero, requisito fondamentale stabilito dalla Legge Tremaglia, configurando il reato di attentato contro i diritti politici del cittadino.
Membro della commissione Esteri e del Comitato per le questioni degli italiani all'estero, Di Girolamo nella legislatura ha presentato due ddl: 'Disposizioni di attuazione dell'articolo 51, comma secondo, della Costituzione, in materia di parificazione ai cittadini italiani degli italiani non appartenenti alla Repubblica ai fini dell'accesso ai pubblici uffici e alle vicende elettive'; 'Disposizioni in materia di riacquisto della cittadinanza italiana da parte degli italiani residenti negli Stati ex comunisti dell'Europa orientale e nella ex Unione delle repubbliche socialiste sovietiche". E' inoltre cofirmatario di altri 37 ddl. Ha presentato poi 11 interrogazioni a risposta scritta.
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