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Di Pietro: ''L'unica strada è il ritorno al voto''

D'Alema: ''Governo di transizione''. No da Pdl e Lega: Berlusconi eletto dal popolo

Massimo D'Alema (Adnkronos)  Massimo D'Alema (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 15 luglio, ore 13:32
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'ex premier al Corriere della Sera: ''La parabola berlusconiana è finita''. La Russa: ''C'è un esecutivo democratico che durerà a lungo''. Quagliariello: ''Berlusconi è espressione della volontà popolare''. Capezzone ''Proposta da rispedire al mittente''. Castelli: ''L'opposizione sogna''. Casini: ''Larghe intese''. No di Pd e Lega. Idv all'attacco: ''Mercato delle vacche''
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Roma, 15 lug. (Adnkronos/Ign) - Una proposta da ''rispedire al mittente'', un ''sogno'' che va contro la volontà popolare espressa con il voto. Non raccoglie consensi la proposta, lanciata dalle colonne del Corriere della Sera, di Massimo D'Alema di ''un governo di transizione'' con un premier diverso dall'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Nell'intervista di oggi al quotidiano di via Solferino, D'Alema sottolinea che "bisogna prendere atto che la lunga fase della parabola berlusconiana è finita". E che "siamo di fronte a un bilancio fallimentare, il che pone il Paese in una condizione d'emergenza. E una classe dirigente degna di questo nome dovrebbe dire: fermiamoci un momentino, altrimenti l'Italia va a rotoli, e cerchiamo dei rimedi". E per aprire una nuova fase, D'Alema si rivolge anche alle forze di maggioranza: ''Il Pdl deve dimostrare se è un partito o una sorta di sultanato''. In alternativa è probabile che si vada a elezioni anticipate.

Dal Pdl, però, arriva un coro di no. ''Per adesso c'è un governo democratico, voluto dal popolo, con Berlusconi. E credo che durerà a lungo'', risponde il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

"Partiamo da una premessa: non c'è alcun bisogno di un governo di larghe intese. Questo è un esecutivo che sta approvando una manovra attenta alla coesione sociale e al governo dei conti", replica all'ADNKRONOS il vicepresidente vicario dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello. "Comunque - argomenta - se proprio si deve ipotizzare un esecutivo di larghe intese, è molto più corretto l'atteggiamento di Pier Ferdinando Casini, che parla di un allargamento della maggioranza di governo attorno a colui, Silvio Berlusconi, che è espressione della volontà popolare, avendo vinto le elezioni. Viceversa - conclude - quello di D'Alema, che prefigura un altro presidente del Consiglio, è un disegno inaccettabile che prescinde dalla sovranità popolare, anzi la smentisce".

Per Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, "massimo D'Alema mette in campo una proposta politica inaccettabile, che va immediatamente rispedita al mittente''.

Ironizza il coordinatore del Pdl Sandro Bondi: "L'unica soluzione possibile è un governo presieduto dallo stesso D'Alema, la cui autorevolezza è universalmente riconosciuta, con una squadra di governo finalmente competente onesta e politicamente illuminata, composta da personalità di indiscusso valore quali ad esempio Montezemolo, Rodotà, Eco, ecc. Fa niente se tutti costoro non hanno ricevuto alcun mandato elettorale. Quando sono alle porte i barbari la democrazia è un inutile peso. Ben venga dunque la repubblica dei filosofi e degli onesti".

Stop anche dalla Lega. ''L'opposizione si agita e può sognare tutti i governi che vuole, ma in Italia fortunatamente i governi li scelgono gli elettori. Quella di D'Alema è un'ipotesi, certo legittima, ma per quanto ci riguarda resta solo un'ipotesi'', dice all'ADNKRONOS Roberto Castelli, viceministro delle Infrastrutture.

Per l'Idv l'unica soluzione sono le urne. "Ma quali larghe intese? D'Alema forse vuole una nuova bicamerale, stavolta di governo. I cittadini hanno votato questo governo due anni fa. Un governo che ha tradito la loro fiducia. L'unica strada, quindi, di fronte a questo fallimento, è il ritorno al voto", dice all'ADNKRONOS il leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro. "Inoltre - attacca Di Pietro - D'Alema la deve smettere di denigrare, con il termine giustizialismo (''non si esce da una crisi di questo tipo attraverso una soluzione giudiziaria'', ha detto l'ex premier), la sacrosanta indignazione dell'opinione pubblica per i fatti che la magistratura ha accertato. E se le indagini non sempre sono arrivate alla conclusione naturale, è solo perché nel tempo ci sono stati provvedimenti ad hoc, depenalizzazioni, prescrizioni e quant'altro".

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