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Van Rompuy ha il fortissimo appoggio del presidente francese Nicolas Sarkozy

D'Alema ministro esteri Ue, Berlusconi si attiva ma la partita resta difficile

Massimo D'AlemaMassimo D'Alema
ultimo aggiornamento: 05 novembre, ore 20:46
Bruxelles - (Adnkronos/Aki) - La Polonia: ''Nessuna pregiudiziale contro di lui''. Ma Milliband rimane in pole position. Frattini: "E' nostro interesse sostenere un candidato italiano". D'Alema: "Positivo il sostegno del governo". Pd, Massimo Calearo dà l'addio: "E' un progetto che non mi rappresenta più"
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Bruxelles, 5 nov. (Adnkronos/Aki) - Alla fine Silvio Berlusconi ha scelto la via dell'appoggio aperto a Massimo D'Alema nella corsa alla carica di Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue. Un appoggio giunto dopo giorni di caute aperture, anche attraverso il ministro degli Esteri Franco Frattini. E così la partita europea, giunta nei giorni cruciali, si riscalda, anche se resta difficile soprattutto per un 'rivale' di tutto rispetto come il ministro degli Esteri britannico David Miliband, più qualche perplessita' emersa nei paesi dell'Europa dell'Est sul passato politico di D'Alema.

Berlusconi ha assicurato personalmente che il governo italiano è pronto a sostenere la candidatura di D'Alema alla carica Ue, durante l'ufficio di presidenza del Pdl di questa sera a palazzo Grazioli. A riferirlo e' stato Roberto Formigoni. "Il presidente Berlusconi - ha spiegato il governatore della Lombardia - ha detto che, se la candidatura di D'Alema prendera' piede nell'area socialista, il governo italiano sosterra' il suo nome come figura eminente del nostro Paese". Del resto, ambienti di governo hanno precisato che il Cavaliere ha sondato in questi giorni le cancellerie europee per valutare le concrete possibilita' di una candidatura italiana. I contatti, precisano le fonti sono stati avviati gia' da tempo, l'istruttoria è ancora aperta visto che tutte le opzioni sono sul tavolo. Ieri era stato a Bruxelles il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che aveva parlato di "ampio sostegno" da parte dei Socialisti europei, ma aveva anche sottolineato che "e' una partita ancora difficile".

La prima cosa da sottolineare e' che a Bruxelles buona parte dei diplomatici europei scommettono sempre di piu' su David Miliband. "Se lui lo vuole, il posto e' suo", sintetizza un diplomatico di un grande paese Ue. Miliband gode di ampia stima, anche Parigi e Berlino lo appoggiano. "Miliband e' il piu' citato, probabilmente perche' le chance di Tony Blair (alla presidenza Ue) stanno calando", ha riferito anche l'ambasciatore Polacco presso l'Ue Jan Tombinski. E finora non si sono registrate particolari opposizioni al capo del Foreign Office da parte di chicchessia. Il dubbio su Miliband, semmai, e' di natura interna. Anzitutto non e' ancora chiaro se il premier britannico Gordon Brown lo appoggia.

"Per ora - dicono diplomatici a Bruxelles - lui continua a insistere su Tony Blair, anche se la sua stella e' in declino". Inoltre Brown ha espresso il desiderio di avere un dossier economico importante per il suo commissario europeo, ma se Miliband diventasse Alto rappresentante, perderebbe questa chance perche' questa carica e' al tempo stesso vicepresidente della Commissione Europea e ogni stato membro ha diritto a un solo commissario. Come non chiaro e' se Miliband alla fine non sara' tentato dalla possibilita' di succedere a Brown nell'improbabile avventura di risuscitare il fatiscente Labour dopo la probabilissima sconfitta il prossimo anno contro i conservatori. D'Alema, dal canto suo, e' noto e apprezzato in Europa, ma il suo passato nel Pci potrebbe far arricciare il naso ad alcuni paesi dell'Est, usciti nel 1989 dal controllo dell'Unione Sovietica. Almeno e' quanto si e' fatto scappare questa mattina lo stesso ambasciatore polacco Tombinski.

Il fatto che sia stato comunista, ha detto il diplomatico polacco a Bruxelles, "sarebbe un problema" per gli stati membri che fino al 1989 erano nell'orbita dell'Urss. Secondo l'ambasciatore, "sarebbe meglio avere una persona la cui autorita' non potrebbe esser contestata a causa del suo passato". La rappresentanza polacca presso l'Ue ha fatto poi una parziale marcia indietro, di fronte al clamore suscitato dalle parole di Tombinski, spiegando che comunque Varsavia "non ha una posizione decisa", "non esclude e non blocca nessuno" , e "non ha niente in particolare contro D'Alema". Il tema, tuttavia, e' saltato fuori, resta da vedere se davvero giochera' un ruolo.

Certamente, sul fronte dell'autorevolezza, D'Alema resta la piu' credibile alternativa a Miliband. Tramontata l'ipotesi dell'attuale ministro degli Esteri svedese Carl Bild, non si vedono all'orizzonti altri nomi di spicco. I britannici, riferiscono varie fonti diplomatiche, avrebbero come 'last resort', il loro attuale commissario, Catherine Ashton. La quale ha in realta' un solo vero vantaggio: quello di esser donna, visto che le altre massime cariche Ue sono uomini. Per il resto, tutti concordano sul basso profilo politico e internazionale della persona. Sulle altre cariche, invece, si comincia a 'coagulare', come dicono i diplomatici, un consenso sul premier belga Herman Van Rompuy per la presidenza stabile dell'Ue.

Van Rompuy ha il fortissimo appoggio del presidente francese Nicolas Sarkozy, anche la cancelliere tedesca Angela Merkel e' favorevole. Salvo da Brown, che insiste ormai in solitario su Blair, "non si sono registrate obiezioni - dicono fonti diplomatiche a Bruxelles - Van Rompuy e' visto come la persone giusta al posto giusto". Questo per il suo buon rapporto con varie cancellerie europee, il suo talento poliglotta e la capacita' di mediare dimostrata sull'ostico campo delle tensioni tra fiamminghi e valloni in Belgio. Proprio la questione interna belga, in realta', e' l'unico vero possibile freno, se lui passa all'Europa rischia di riaprirsi una difficile crisi istituzionale in Belgio che lui era riuscito se non a risolvere almeno a smorzare. Del resto, l'altro 'concorrente', il premier olandese Jan Peter Balkenende, non demorde.

"Sta facendo campagna molto attiva attraverso il suo staff a Bruxelles" ha detto l'ambasciatore polacco Tombinski. Ancora una volta, sono questioni interne a frenarlo, il suo governo teme la sua partenza di fronte alla forte avanzata dell'estrema destra. La questione sara' risolta a giorni. Probabilmente decisivo saranno le celebrazioni per il Ventennale della caduta del Muro a Berlino, lunedi' prossimo, con la partecipazione di un po' tutti i leader Ue. Poi le decisioni formali saranno prese a un summit Ue straordinario, che la presidenza svedese dell'Ue sta gia' preparando, ma per il quale non ha ancora deciso la data. Il premier di Stoccolma Fredrik Reinfeldt vuole in effetti andare sul sicuro, e avere non un summit di litigi, ma uno in sostanza celebrativo. A Bruxelles si punta per il summit alla settimana del 16 novembre, ma non e' escluso che Stoccolma scelga una data precedente.

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