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Capezzone: ''Doppiopesismo da parte di molti esponenti politici''

Da 'Libero' ''voci'' su finto attentato a Fini. Lo Presti: ''L'ultimo delirio di Belpietro''

Gianfranco Fini (Adnkronos)  Gianfranco Fini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 27 dicembre, ore 20:07
Roma - (Adnkronos) - Il segretario amministrativo di Fli commenta un editoriale del direttore di 'Libero' in cui si parla della presunta preparazione di un attentato al presidente della Camera: ''Belpietro ha ridotto il giornalismo ad un suk di pettegolezzi e falsità''. Bocchino: ''Tesi folle''. Il giornalista sentito da Spataro. Berlusconi: ''Sono certo di poter governare per i prossimi due anni''


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Roma, 27 dic. (Adnkronos) - ''Belpietro non deve preoccuparsi: la credibilità di 'Libero', il quotidiano da lui diretto, è già perduta da tempo, non c'è bisogno di metterla in discussione''. Nino Lo Presti, segretario amministrativo di Futuro e libertà, commenta così un editoriale del direttore di 'Libero' Maurizio Belpietro che parla di ''voci'' giunte nella sua redazione secondo le quali sarebbe in preparazione un finto e lieve attentato a Gianfranco Fini al fine di farne ricadere la responsabilità, come mandanti, ''ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio''.

''L'ultimo delirio su un possibile attentato a Fini a scopo propagandistico - sottolinea Lo Presti - la dice lunga sulle condizioni psichiche di questo giornalista che ha fatto dell'ingiuria e della calunnia il leitmotiv della sua carriera. L'instabilità di Belpietro è ormai un dato acquisito, così come è acclarata la sua totale mancanza di coraggio nell'accettare un confronto con il sottoscritto, che ancora attende soddisfazione dopo essere stato definito insieme agli altri colleghi finiani 'traditore'. Belpietro - insiste - ha ridotto il giornalismo ad un suk di pettegolezzi e falsità''.

Proprio per questo, avverte Lo Presti, ''il chiacchiericcio sul presunto attentato si rivela essere la classica manovra di controinformazione degna dei migliori servizi segreti''.

Secondo il capogruppo alla Camera di Fli Italo Bocchino, "l'editoriale odierno di Maurizio Belpietro rasenta una patologia che riguarda certa stampa e qualche giornalista in particolare. Per far felice l'editore di fatto del suo quotidiano Belpietro ipotizza un attentato che ferisce Fini per danneggiare Berlusconi. Una tesi folle frutto di menti folli che la dice lunga sullo scadimento di certo giornalismo italiano''. ''Se poi insiste - aggiunge Bocchino - per saperne di più di falsi attentati può chiedere al suo caposcorta...''

Gli fa eco con una battuta Giuseppe Consolo, deputato finiano: ''Qualcuno ha confuso il clima natalizio con quello di Carnevale, ove ogni scherzo vale...Ed ecco puntuale la notizia del presunto attentato in fieri, con tanto di vittima ipotetica nella persona del presidente della Camera. Credo che l'Italia abbia cose più serie di cui occuparsi: i rifiuti a Napoli, la disoccupazione, la voglia di legalità e altre note questioni aperte? Altro che la barzelletta degli attentati. Una barzelletta - conclude - che per fortuna nessuno prende sul serio. Prima di tutti il diretto interessato''.

Replica Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà che parla di ''doppiopesismo da parte di molti esponenti politici''. ''Questi signori - dice - oggi sparano ad alzo zero contro Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, ma per mesi ed anni hanno strenuamente difeso Repubblica, L'Espresso, e una dozzina di altre testate protagoniste di un antiberlusconismo ossessivo''.

Da quanto si apprende da ambienti vicini a fonti investigative la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha aperto un fascicolo autonomo sul presunto attentato, rientrando questa ipotesi nella fattispecie di un attacco a un'alta autorità dello Stato. Lo prevede la legge. Arriva dalle stesse fonti la conferma che il direttore del quotidiano Libero è stato già ascoltato dal procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro. Quest'ultimo e il procuratore della Dda di Bari Antonio Laudati, stanno procedendo insieme.

"Mi sono limitato a confermare quanto scritto - spiega Belpietro all'ADNKRONOS dopo l'incontro con Spataro - e a riferire quanto sapevo. Nulla di più così come nulla di più so rispetto a quanto pubblicato".


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