News > Politica > Da 'santo ora' a 'sposami', su FB migliaia di fan per Tartaglia. La Procura di Roma avvia un'indagine
'Sei nel nostro cuore' o 'vada alla ghigliottina', la rete si divide
(da Facebook)
Da 'santo ora' a 'sposami', su FB migliaia di fan per Tartaglia. La Procura di Roma avvia un'indagine
(da Facebook)
ultimo aggiornamento: 15 dicembre, ore 08:49
Roma (Adnkronos) - Sul web alcuni Gruppi inneggiano all'aggressore di Berlusconi, in alcuni appaiono frasi di minacce al premier ora al vaglio dei magistrati. E i sostenitori del Cavaliere replicano con due Gruppi da mezzo milione di iscritti, uno dei quali ha cambiato nome senza avvertire gli utenti e in poche ore ha perso due terzi degli iscritti. Maroni: ''oscurare le pagine incriminate. Forse già giovedì in cdm norme contro violenza su web''.
Roma, 14 dic. (Adnkronos) - ''O mia bela madunina, che te tiro de luntan...''. Su Facebook sono migliaia i fan dei Gruppi che inneggiano con commenti di questo tipo all'aggressore del presidente del Consiglio, colpito domenica da una stauina del Duomo, proprio in piazza Duomo a Milano.
I gruppi hanno tutti la foto del premier con il volto insanguinato e post di elogio al gesto dello squilibrato. Da 'pugno a Berlusconi in piazza Duomo!', passando per 'MA QUANTO CI GODO!!!', sono dunque in migliaia a entrare nella community per esprimere sdegno e condanna per il gesto. Fino alla descrizione dei 'fan' di Tartaglia su Facebook: ''E' solo il primo. Ce ne saranno molti altri'', riferendosi al quarantaduenne che ha scagliato un modellino del Duomo in faccia al Cavaliere.
Ma c'è anche chi da' vita a gruppi del tipo 'Massimo Tartaglia personaggio dell'anno', 'Santo Subito' o 'Io sto dalla parte di Tartaglia' o 'Siamo tutti Tartaglia'. O uno degli ultimi, 'Onore a Massimo Tartaglia un eroe italiano antiberlusconi'.
''Amico che hai aggredito il duce sei nel cuore di ogni italiano!'', è scritto in un post, mentre un altro commento, firmato da una donna, si rivolge così a Tartaglia: ''Sposami ti prego''. E qualcun altro assicura: ''è il giorno più bello della mia vita''. O quello di Monica che dice: 'Chi cerca trova, caro berlusca hai trovato'.
Sulla sponda opposta del web, il Gruppo 'Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i fan di Tartaglia' ne conta 381.629 ed è aperto dalla foto di Giorgia Meloni, Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo e Mariastella Gelmini. E un altro Gruppo dallo stesso nome, con la foto del premier, composto da organizzazioni, ne conta circa 125.000 e nasce dal paese di Corleone. A quanto si è scoperto, però, gli utenti iscritti a quest'ultimo gruppo non sono tutti sostenitori del presidente del Consiglio. Il gruppo, infatti, si chiamava 'Made in Italy' ed era estraneo ai temi politici. Gli amministratori hanno cambiato il nome senza avvertire gli iscritti, che si sono trovati automaticamente fan della pagina. In mattinata la pagina contava ben 350.000 persone, in qualche ora sono divenute un terzo.
Tra i gruppi a sostegno del Cavaliere spuntano 'Impicchiamo l'aggressore', 'Vada alla ghigliottina', scrivono alcuni. Mentre altri internauti, sui Gruppi che plaudono a Tartaglia, rispondono: “Vi hanno segnalato... speriamo vi rinchiudano alla neuro!”, ed esprimono solidarietà al presidente del Consiglio in centinaia di commenti che rimbalzano in rete e varcano i confini nazionali.
“Dobbiamo affrontare la questione dell'eco gigantesco che il fatto di ieri ha portato sul web. C'è stato un vero e proprio inneggiamento alla violenza. In pochi minuti su Facebook sono nati oltre 300 gruppi che inneggiavano a Tartaglia. Su YouTube veniva caricato il video dell'aggressione con frasi del tipo 'A Natale si può fare di più'. E' un problema serio”, spiega il ministro dell'Interno Roberto Maroni che ha anche reso noto di aver chiesto alla Polizia Postale di monitorare quanto è successo. “Inneggiare alla violenza è un reato, siamo preoccupati perché proprio il web può influenzare molto le persone e anche i minori. Su Indymedia si è inneggiato ufficialmente all'aggressione e sono state pubblicate anche le foto dei dirigenti della Digos che erano in piazza Fontana sabato. E' una vera schedatura, un atteggiamento squadrista e fascista. Noi faremo di tutto - ha aggiunto il responsabile del Viminale - per proteggere la sicurezza di chi fa il proprio dovere. Valuteremo se e come intervenire per affrontare questo problema”.
Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di istigazione a delinquere nei riguardi di due gruppi di discussione di Facebook per aver pubblicato le frasi “Berlusconi a morte” e “10-100-1000 Massimo Tartaglia”. L'indagine è affidata al pm Andrea De Gasperis. La decisione di aprire l'inchiesta e' stata presa dal procuratore Giovanni Ferrara dopo aver ricevuto in mattinata dalla polizia postale una relazione sulle scritte apparse su Fb. Già è stata avviata la procedura per identificare i responsabili dei gruppi di discussione che hanno pubblicato le frasi in questione. Le indagini si svolgeranno anche all'estero tramite rogatoria, considerando che la società che gestisce Facebook ha sede a PaloAlto in California.
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| ioppino ha scritto (14/12/2009 - ore 15:50) | segnala un abuso |
| Menomale che il primo ministro si considera il più amato ed il più bravo di tutti i tempi, E QUINDI ha convinto a tutti che Italia ha un presidente del consiglio con le pa??e, come da lui dichiarato al congresso del partito popolare europeo il 10 dicembre di quest'anno, dove ci sta per via dell'Udc che gli ha regalato il biglietto di ingresso. Chi sarà il più malato, un povero individuo che avendo un passato di malato, pensa proprio di colpire un presidente del consiglio Italiano, perché malato lui, o perché malato l'altro? Chi è che ci inganna? Chi è che con una maggioranza indiscussa al governo non riesce a governare, ma tutto il contrario si mortifica per una politica di sinistra che secondo lui sbeffeggia agli italiani con insulti rivolti al suo governo? Chi è che sentendosi amato si preoccupa per i pochi (secondo lui) che non lo amano? Chi è che privilegiato come lui deve fare discorsi di diffamazione contro chi (dice lui) lo diffama? TUTTO E' DISCUTIBILE, TUTTO E' CONTRADDIZIONE, TUTTO E' MA NON E'... Io lo so che non sono solo anche quando sono solo, e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango... Ad ogni uno la propria coscienza. Auguri di Buon Natale nonostante tutto ciò. Siate almeno consapevoli del bisogno di diventare veri VOI con i vostri cari! | |
| taloscretese ha scritto (14/12/2009 - ore 20:07) | segnala un abuso |
| non si capisce il motivo per cui il pdl si agita dal momento che un giorno si' e l'altro pure parla di democrazia e di pluralismo e lo stesso presidente nomina la parola liberta' come un credo religioso.Ebbene anche questa e' liberta'.quella di esultare,di gioire,di far festa -senza ipocrisia-quando una notizia democraticamente parlando ci da soddisfazione contro una politica fatta di slogan e un deficit pubblico di 1800 miliardi di euro. | |
| Hugo_mi ha scritto (15/12/2009 - ore 13:01) | segnala un abuso |
| Lo svilupparsi di siti pro e contro Tartaglia, è dimostrazione di quanto siamo dementi oggi in Italia. Incapaci di creare una opposizione credibile e sotenibile, ci si nasconde dietro un sito. | |
| Kra ha scritto (16/12/2009 - ore 00:58) | segnala un abuso |
| La frase "Sulla sponda opposta del web, il Gruppo 'Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i fan di Tartaglia' ne conta 381.629 ed è aperto dalla foto di Giorgia Meloni, Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo e Mariastella Gelmini" è un falso. Il grupppo la notte prima si chiamava "Sostegno a Massimo Tartaglia" e contava oltre 400.000 iscritti, il giorno seguente ha cambiato nome (senza avvertire gli utenti, ne posso dare testimonianza diretta) e molte persone se ne sono accorte e se ne sono andate, altre si sono aggiunte siccome ritenevano giusto il comportamento di Berlusconi (legittimamente, ci mancherebbe). Quindi il numero 381mila è assolutamente da leggere in maniera opposta. | |
| raho ha scritto (23/12/2009 - ore 17:20) | segnala un abuso |
| Si tratta di veri istigatori o, anche qui, di falsi e criptici pro Silvio? La Magistratura indaga e, se il caso, punisca | |
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