Il sottosegretario alla Presidenza: ''Ci hanno lavorato tutta questa notte''.
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Ddl sul 'processo breve', Schifani: "Non è stato ancora presentato al Senato"
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ultimo aggiornamento: 11 novembre, ore 18:42
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente di Palazzo Madama: "Nessuna formalizzazione". Ma Bonaiuti in mattinata: "Ci hanno lavorato tutta la notte, oggi sarà in Aula". Finocchiaro (Pd): no a scappatoie, serve ragionamento di sistema (VIDEO). Mancino: "Dal Csm parere anche se non richiesto". Bersani apre al dialogo: "Ma non si pensi di cancellare i processi in corso". L'accordo tra Berlusconi e Fini
Roma, 11 nov. (Adnkronos/Ign) - Stretta sui tempi per il disegno di legge sul processo veloce. Già oggi inizierà il suo iter in Parlamento.
"Il ddl sulla giustizia inizierà oggi il suo percorso in Senato", aveva annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Il portavoce di Silvio Berlusconi spiega che il ddl sul cosiddetto 'processo breve' partirà oggi da Palazzo Madama perché "ci hanno lavorato tutta questa notte". E, a proposito dell'accordo raggiunto ieri tra Berlusconi e Fini, Bonaiuti precisa che ''l'intesa prevede che i processi devono durare al massimo 6 anni, mentre ora la durata media è di almeno 10 anni. Quindi, in questo modo si mette una pezza, una toppa al nostro sistema della giustizia molto arretrato''.
In serata, però, il presidente del Senato Renato Schifani ha precisato che il ddl sui cosiddetti processi brevi ancora non e' stato formalizzato. "Avremo -ha detto- tempo e occasione di parlarne. Non l'hanno ancora nemmeno presentato".
"Il ddl sulla giustizia individua e soddisfa un'esigenza di riforma per i cittadini, richiesta a gran voce dagli italiani, e attesa da decenni", afferma il portavoce del Pdl Daniele Capezzone. "Ora - aggiunge - sta al Pd di Bersani far capire al Paese se l'opposizione è pronta a fare la sua parte, nell'interesse generale, o se invece manterrà un atteggiamento di sudditanza rispetto al giustizialismo di Di Pietro e dell'Idv".
Ma dal Pd la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro mette in chiaro: "Non siamo favorevoli" al ddl sui processi brevi. "Io aspetto di vedere il testo ma il principio mi sembra sbagliato, ci troveremo di fronte ad una montagna di processi che si concluderanno senza l'accertamento delle responsabilità perché passato il tempo entro il quale lo Stato può sostenere l'accusa. Io trovo che questo sia un modo abbastanza singolare di affrontare la questione". Secondo la Finocchiaro, "è un ragionamento complesso di sistema che non va affrontato con scappatoie. Ultimamente, sottolinea, "o si lavora per salvaguardare gli interessi di uno solo oppure si lavora con un attacco all'indipendenza della magistratura".
"Non si può, per il beneficio di uno, distruggere il sistema della giustizia e la certezza del diritto nel nostro Paese", rimarca Antonio Di Pietro. "Cosa vuol dire che è stato fatto un compromesso perché non daremo la prescrizione ma l'estinzione? - aggiunge il leader dell'Idv - Stiamo giocando con le parole per illudere e truffare i cittadini italiani".
Contraria anche l'Udc. "Che ci sia bisogno di una riforma per dare tempi certi e limitati ai processi è indubbio ma discutiamo dell'applicazione di questa norma ai processi in corso che rischia di impattare contro una valutazione negativa da parte della Corte Costituzionale'', sostiene il leader dei centristi Pier Ferdinando Casini. Inoltre implica "il tema della disparità di trattamento tra i cittadini".
Intanto, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino fa sapere che il Consiglio superiore della magistratura darà il proprio parere, anche d'ufficio, sulla riforma della giustizia quando questa verrà presentata. Mancino fa presente che il Csm tornerà ad esprimere le proprie valutazioni anche in mancanza di un'apposita richiesta da parte del ministro della Giustizia. Palazzo dei Marescialli si attiverà d'ufficio perché, spiega, ''finché la norma non sarà modificata, abbiamo il diritto di esprimere un parere, anche se non richiesto''. Il giudizio è comunque rimandato a quando il testo di riforma verrà presentato; ma da ora occorre ''vedere il fondamento giuridico del processo breve per gli incensurati. Una questione di non facile soluzione''.
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| rebyjaco ha scritto (11/11/2009 - ore 13:39) | segnala un abuso |
| Sono sempre più convinto che se RIINA e PROVENZANO avessero avuto gli stessi avvocati e ""le stesse leggi"", oggi sarebbero GOVERNATORI della SICILIA e perchè no, Presidenti del Consiglio. Andreotti lo è stato in più di una opportunità. (era di un'altra classe, mica un istrione) | |
| kr59g ha scritto (18/11/2009 - ore 20:44) | segnala un abuso |
| Con il presente commento chiedo che venga data la parola agli italiani attraverso lo strumento previsto dalla nostra carta costituzionale al 2° comma dell?art. 71, vale a dire referendum propositivo, affinché venga prevista nel nostro ordinamento in ambito penale, la possibilità della parte offesa e/o denunciante di proporre istanze per la interruzione dei termini prescrizionali sia del reato, della pena e del procedimento, come da petizioni inoltrate in data odierna ai sensi dell?art.50 della costituzione a camera e senato visibili e scaricabili dai links sottoindicati. Salvatore Germinara Pistoia, 18.11.2009 http://germinaraconsulenze.blogspot.com/2009/11/giustizia-petizione-camera-e-senato-del.html http://cid-62189724ef08d23f.skydrive.live.com/self.aspx/GIUSTIZIA%20-%20Petizione%20CAMERA%20e%20SENATO%20del%2018.11.2009/Petizione^_Camera^_Senato^_del%2018.11.2009.pdf | |
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