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''Non c'era nessuna talpa in Procura''
Luigi De Magistris (Adnkronos)
De Magistris: ''Guerra procure? Operazione fatta a tavolino per fermare le mie inchieste''.
Luigi De Magistris (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 11 ottobre, ore 10:23
Roma - (Adnkronos) - L'eurodeputato dell'Idv: ''Le mie indagini colpivano il cuore del sistema, sono coinvolti tutti, grandi imprenditori e professionisti''. Poi aggiunge: ''C’è stata un’unica strategia ma non avevano previsto la mia capacità di reazione''. E sottolinea: ''Dai tempi di Tangentopoli ad oggi la corruzione si è accresciuta''. Le tappe della vicenda
Roma, 10 ott. (Adnkronos) - ''E' stata un'operazione fatta a tavolino. L'obiettivo era quello di fermarmi, ma non avevano previsto la mia capacità di reazione''. A parlare è Luigi De Magistris, protagonista della cosiddetta guerra delle procure nata intorno alle inchieste 'Why Not' e 'Poseidone' avocate all'ex pm, ora eurodeputato dell'Italia dei valori. All'ADNKRONOS, De Magistris rievoca le tappe della sua vicenda giudiziaria iniziata due anni fa, senza fare sconti a nessuno: ''Non ho dubbi, dietro l'avocazione c'è stata un'unica strategia, perché le mie inchieste colpivano il cuore del sistema, cioè i rapporti, attraverso la gestione del denaro pubblico, tra pezzi significativi della politica, delle istituzioni e della criminalità organizzata. Sono coinvolti tutti, anche grandi imprenditori e professionisti''.
De Magistris è convinto che ''non c'era una talpa nella sua Procura. C’è stata una strategia di delegittimazione messa in atto da ambienti istituzionali. Bisognava fermarmi utilizzando anche le propaggini giudiziarie del sistema, come poi ha correttamente ricostruito la magistratura di Salerno, che pure è stata bloccata. A questo si è aggiunto, poi, il sistematico annientamento di tutti i miei collaboratori. In tali casi, si tratta, in genere, di strategie tipiche delle massonerie deviate e dei poteri occulti. Non a caso, ho parlato di una nuova P2''.
L'ex magistrato denuncia l'esistenza di ''un governo occulto della cosa pubblica, a livello nazionale e locale'', chiede subito un ''nuovo Csm senza più correnti, perché quello attuale ha scritto pagine troppo buie insieme all'Anm'' e mette in guardia dal governo Berlusconi: ''La giustizia è in pericolo, perché questo esecutivo sta conducendo il golpe di autunno, che è un golpe senza armi, ma con l'arma della carta bollata''. L'esponente dell'Idv assicura: ''Dal '92 ad oggi, il livello di corruzione è notevolmente aumentato e in tutti questi anni la sinistra ha fallito sulla questione morale e culturale’’.
Il governo vuole accelerare sulla riforma della giustizia e il Guardasigilli Angelino Alfano rilancia l’idea di reintrodurre l’immunità parlamentare. De Magistris non ci sta: ‘’Sono assolutamente contrario all’introduzione dell’immunità, che va garantita solo per la libera manifestazione del pensiero. Considero una soluzione equilibrata quella trovata nel ’93, in piena Tangentopoli. Sono convinto che il rapporto tra politica e giustizia si svelenirà solo quando i politici non commetteranno più reati gravi. Ce ne sono tanti, invece, in Parlamento coinvolti in inchieste per truffa, peculato, corruzione, mafia’’. L’ex pm promette che darà battaglia, non solo a Strasburgo: ''Fino a quando avrò fiato, porterò la mia storia e queste vicende in tutte le sedi opportune, istituzionali e non, promuoverò dibattiti e convegni, perché la verità dovrà travolgere la menzogna di regime''. Lo 'scontro' tra le procure di Catanzaro e Salerno, sottolinea, ''merita anche l'attenzione del Parlamento italiano, perché non attiene singole persone, ma lo Stato di diritto e la democrazia nel nostro Paese’’.
‘’In Calabria – afferma - tante persone avevano cominciato ad avere fiducia nello Stato, avevano denunciato, guardavano con apprezzamento alcuni magistrati e le forze dell’ordine. Non ho nessun dubbio che questa 'guerra' sia stata creata ad arte''. Da qui il pieno sostegno allo sfogo dell'ex procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella, che ha lasciato la magistratura denunciando il silenzio dell'Anm, del Csm, della stampa e della politica sulla sottrazione di 'Why Not' e 'Poseidone': ''Ad Apicella non solo gli hanno tolto le funzioni di pm, ma addirittura lo hanno sospeso dal lavoro, semplicemente per non aver fermato dei magistrati che stavano facendo il loro dovere. Altro che due 'pesi e due misure'!, sbotta e continua: De Magistris ''A Catanzaro ci sono ancora magistrati indagati di fatti gravi e stanno ancora al loro posto. E’ una vicenda di una gravità inaudita, una pagina nera davvero devastante. Mi auguro che quanto prima si vada a votare e ci sia un nuovo Csm''.
L'eurodeputato dell'Idv riconosce di ''aver sicuramente commesso degli errori mentre conduceva le sue indagini, perché gli errori stanno sempre dietro l'angolo, soprattutto quando si lavora a ritmi serrati e per tante ore al giorno. Ma questi sbagli non sono certo quelli che mi hanno addebitato sul piano disciplinare: erano artifici messi in atto solo per colpirmi. Mi hanno costretto a proseguire le mie battaglie in politica. La consapevolezza di correre dei pericoli - dice - ce l’ho da tempo e spesso conduco queste battaglie in una situazione di isolamento’’.
De Magistris difende il consulente Gioacchino Genchi (''è un professionista bravo, affidabile e leale'') e ricorda le polemiche sul coinvolgimento nell'inchiesta 'Why Not' di Romano Prodi e Clemente Mastella, all'epoca, rispettivamente, premier e Guardasigilli: ''Non è stata violata la loro privacy, le accuse del Csm sono infondate, non c'è dubbio che andavano indagati''. Quanto alla fuga di notizie di allora, precisa: ‘’Mi ritengo una vittima, perché alcune fughe di notizie sono state strumentali al fine di simulare tracce di reato nei miei confronti''.
L'ex pm sostiene che ''la giustizia e’ a rischio'' con il governo Berlusconi: ''Penso che stia conducendo il golpe di autunno con l’arma della carta bollata. Nel senso che, con l’uso illegittimo delle norme, si vuole stravolgere la Costituzione e abbattere l’indipendenza della magistratura''. Cita, in particolare, due casi: ''Oltre alla cancellazione delle intercettazioni telefoniche, che è sotto gli occhi di tutti e mortifica anche il diritto di cronaca dei giornalisti, c’è la legge che toglie al pm la possibilità di investigare di propria iniziativa e questo principio fu voluto da Giovanni Falcone. Oggi, invece - avverte - il governo vuol far dipendere l’azione del pm dalle segnalazioni della polizia giudiziaria che come tutti sanno dipende dal potere esecutivo. Quindi, questo è un governo che vuol portare a compimento il disegno piduista di Licio Gelli che voleva mettere sotto controllo informazione e magistratura’’.
Dai tempi di Tangentopoli ad oggi la corruzione si è accresciuta, insiste l'eurodeputato dell'Idv, che motiva così il suo allarme: ''Non ci sono più i Poggiolini che mettevano il denaro sotto il materasso e i Curtò che nascondevano i soldi nella spazzatura. Ci sono le consulenze, i progetti, le poste in bilancio, i conti all’estero, i cda delle società miste pubblico-private che gestiscono il denaro pubblico. Forme molto più raffinate per fa veicolare il denaro della corruzione. E poi c’è la corruzione di Stato''.
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| 1qaz2wsx ha scritto (11/10/2009 - ore 12:48) | segnala un abuso |
| Fuori i nomi!! | |
| frank077 ha scritto (10/10/2009 - ore 22:01) | segnala un abuso |
| De Magistris è la fotografia del magistrato inquirente che ha fatto sempre politica utilizzando l'immunità della toga. Ieri sparava a zero contro Napolitano, oggi contro il Governo e Berlusconi, domani con il Parlamento. Un uomo che si agita e fa della rabbia il suo mestiere, per raccogliere il consenso di tutti i falliti, i parassiti e i postcomunisti che ormai lasciano il Pd. Fa da grancassa al suo degno maestro ed ex collega Di Pietro. Uno che non riconosce le regole fondamentali della democrazia e le leggi del parlamento eletto dal popolo, non è una persona credibile. Le sue orchestrazioni potranno avere effetto tra i suoi compagni, non sulle persone di buonsenso. | |
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