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''Ci auguriamo più opposizione, ma anche più alternativa, più democrazia''

Di Pietro e la letterina per l'anno nuovo: ''Liberiamoci dei politici corrotti nel 2010''

Manifestanti in piazza al No B Day del 5 dicembre (Adnkronos)Manifestanti in piazza al No B Day del 5 dicembre (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 31 dicembre, ore 14:15
Roma - (Adnkronos) - Il leader dell'Idv in un intervento sul suo blog: ''Il 2009 è stato il più orribile della Repubblica italiana''. E ribadisce: ''No a una strada dedicata a Craxi, rinnovato impegno per i referendum contro le centrali nucleari, la privatizzazione dell'acqua e la legge ad personam''. Qualche giorno fa la lettera a Gesù bambino: ''Liberaci dal 'diavolo' al governo''
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Roma, 31 dic. (Adnkronos) - "Caro 2010 ti scrivo: buon anno a te, buon anno a noi e che sia un anno migliore del 2009! L'anno che è passato è stato il più orribile della Repubblica italiana. Questi ultimi anni hanno visto al governo un gruppo di persone che, rifacendosi a un modello piduista, hanno occupato le istituzioni per fare gli affari loro". Lo afferma Antonio Di Pietro in un intervento sul suo blog.

"Un anno terribile, il 2009, che ha visto milioni di persone - ricorda l'ex pm - perdere il lavoro, compresi i precari della scuola, un anno che ha visto aumentare il numero delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, le piccole-medie imprese distrutte, fiaccate dalla crisi e abbandonate dal governo. Le persone per bene e oneste, quelle che hanno pagato le tasse, sono state derise e irrise dagli evasori fiscali che, con la tangente di Stato (lo scudo fiscale voluto da questa maggioranza), si sono ritrovati i frutti delle loro rapine come utili personali e non certo della collettività. Un anno terribile, quello che sta terminando, che dobbiamo mettere alle porte con un impegno nuovo e rinnovato: quello di liberarci al più presto di questa classe politica corrotta''.

"Il 2010 - scrive ancora Di Pietro - sarà un anno con un rinnovato impegno che noi dell'Italia dei Valori vogliamo portare avanti non più da soli, poiché ci auguriamo che le persone per bene ci stiano vicino. Ci auguriamo anche, non solo che ci sia più opposizione, ma anche più alternativa, più democrazia. Per questo cominceremo l'anno nuovo con rinnovati specifici impegni: il referendum contro le centrali nucleari, perché in Italia, undici, dodici centrali non servono a niente se non a distruggere il nostro Paese; il referendum contro la privatizzazione dell'acqua, perché almeno l'aria e l'acqua non vogliamo che ce la portino via; il referendum contro la legge ad personam che ancora una volta si stanno accingendo a fare per salvare Silvio Berlusconi, fregandosene dell'articolo 3 della Costituzione, secondo il quale siamo tutti uguali di fronte alla legge".

"E a questi voglio aggiungere un impegno ben preciso, con il quale partire da subito, fin dai primi giorni del 2010: impedire uno scempio della legalità, della memoria, dedicando una strada o una piazza in onore di Bettino Craxi, che loro definiscono lo statista in esilio: ma quando mai? Era un latitante, un pluri-condannato che ha usato i soldi dello Stato per farsi gli affari suoi; che ha piegato le istituzioni in una collusione fra politica e affari assieme a tanti altri. E allora sì, come ho già detto, facciamola una strada, ma la strada di tutti i latitanti, i corrotti e i corruttori che hanno rovinato la 'Prima Repubblica'. Noi dobbiamo ribellarci a questa cancellazione della memoria, a questa trasformazione della realtà attraverso racconti finti, attraverso immagini non vere".

"Ecco, questi - conclude Di Pietro - sono gli impegni che prendiamo con i cittadini per l'anno nuovo, primo tra tutti un rinnovato impegno per dimostrare il fatto che un'informazione pilotata, di parte e padronale, racconta le cose in maniera diversa dalla realtà dei fatti, facendo credere ai cittadini che tutto va bene. Tutto va bene per pochi, tutto va male per le persone più deboli, per quelli che non hanno lavoro, non hanno speranza, soprattutto per i giovani. L'Italia dei Valori vuole costruire un'alternativa".

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