Capezzone: "Quanto accaduto a Milano supera ogni precedente"
Silvio Berlusconi
Diritti tv, no dei giudici di Milano a legittimo impedimento per Berlusconi
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ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 17:03
Milano - (Adnkronos) - Il Tribunale ricorda che sono state già soppresse tre udienze e di avere programmato con le difese del premier l'udienza di oggi. La difesa: "Palazzo Chigi solleverà il conflitto davanti alla Consulta". Il processo aggiornato all'8 marzo: il Cavaliere sarà in Brasile
Milano, 1 mar. - (Adnkronos) - I giudici milanesi del processo sui diritti tv hanno bocciato la richiesta di rinvio dell'udienza presentata dai difensore di Silvio Berlusconi (nella foto) che hanno sostenuto, per il loro assistito, un legittimo impedimento motivato dalla riunione, fissata per oggi, del Consiglio dei ministri.
Dopo una lunga camera di consiglio, però, il Tribunale ha ricordato come, in base ai dettati della Corte Costituzionale, il giudice abbia l'onere di programmare un calendario di udienze evitando di sovrapporsi con altri impegni istituzionali. Quindi, dopo aver ricordato di aver già soppresso tre udienze del processo milanese, e di avere programmato in passato con le difese l'udienza di oggi il Tribunale ha sottolineato che "nulla è stato dedotto circa la necessità di fissare per oggi un Consiglio dei ministri" deciso il 24 febbraio scorso. Per questo, al fine di non "svilire la funzione giudiziaria" il Tribunale ha respinto la richiesta della difesa.
''E' ragionevole ritenere che la presidenza del Consiglio non potrà esimersi dal sollevare davanti la Corte costituzionale un conflitto tra poteri dello Stato'', è la previsione che fa Piero Longo, difensore con Nicolò Ghedini di Berlusconi .
''Questo processo si avvia verso un sicuro annullamento, una volta che sarà sollevato il conflitto tra i poteri dello Stato davanti alla Corte costituzionale'', ha affermato dal canto suo Ghedini in un pausa del processo. Quella dei giudici, per Ghedini, ''è una decisione al di fuori di ogni sistema, una decisione che va contro la consulta, contro le pronunce della cassazione, contro qualsiasi logica perché un consiglio dei ministri - aggiunge - non è preventivabile di giorno in giorno''.
"Quanto è accaduto a Milano supera ogni precedente. Se fossimo al punto in cui la magistratura dovesse pensare di poter dettare l'agenda del governo, inclusi tempi e modi di svolgimento di un Consiglio dei ministri, vorrebbe dire che presto l'Italia non sara' una Repubblica, ma una 'Repubblica giudiziaria'", dichiara il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. Il processo sui diritti tv è proseguito comunque a Milano con l'esame dei testi stranieri convocati dai legali di Farouk Agrama.
. Era stato il pm Fabio De Pasquale, in Aula, a chiedere di respingere la richiesta dei legali del premier affermando che l'impedimento dedotto per oggi ''non è valutabile''. Diversa era stata la posizione dei difensori del leader del Pdl i quali avevano ricordato che ''anche se l'udienza di oggi era stata concordata in precedenza la Corte costituzionale, comunque, non ha mai affermato che gli impegni improvvisi non siano legittimi''.
Ma i giudici presieduti da Edoardo D'Avossa, dopo aver ricordato che, così come dispone la Consulta, è loro compito contemperare le esigenze di giustizia con quelle dell'imputato che riveste una carica istituzionale, hanno sottolineato che il Consiglio dei ministri di oggi è stato convocato dallo stesso imputato e che ''nulla è stato dedotto circa l'assoluta necessita' di fissare'' proprio per oggi il Cdm.
Una situazione che, per il Tribunale, rischiava di scontrarsi con il principio della ragionevole durata del processo oltre che ''svilire la funzione giudiziaria''. Per questo non hanno ritenuto l'impedimento di oggi sollevato per Silvio Berlusconi come legittimo e hanno decretato il ''procedersi oltre''.
Ora il processo è stato aggiornato a lunedì 8 marzo.Quel giorno il presidente del Consiglio sarà in Brasile, ha dichiarato Ghedini spiegando che si tratta di una sorta di preannuncio legittimo impedimento ''a meno che non si tratti di un'udienza meramente organizzativa. Solo in quel caso daremo il nostro consenso alla celebrazione del processo''.
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| francochi ha scritto (08/03/2010 - ore 14:34) | segnala un abuso |
| ...e ditemi un po', così non si sprecano soldi pubblici, rimandando i processi? E chiaro che si aspetta la prescrizione, allora non fateci ridere. Assolvetelo fate prima. E quel capezzone che parla tanto dopo aver voltato bandiera, ma come ci si puo' fidare dei voltagabbana? Fini fai qualcosa!!!! | |
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