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Alla presentazione del libro 'La svolta - lettera a un partito mai nato'

"E' necessario un tragitto differente''. Rutelli dice addio al Pd targato Bersani

Francesco Rutelli  Francesco Rutelli
ultimo aggiornamento: 27 ottobre, ore 20:32
Milano - (Adnkronos) - L'ex leader della Margherita: "Serve unire persone diverse che hanno culture diverse". Ieri l'annuncio: "Vado con Casini e non da solo". Fioroni: "Tocca al segretario ricostruire un comune sentire''. Di Pietro e Prc, appello a Bersani: ''Il 5 dicembre vieni in piazza contro il governo''. Il nuovo segretario: "Le priorità sono i problemi della gente". Daniela Ferrari Bersani: "Lascio la farmacia e vado a Roma con mio marito" (SPECIALE)
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Milano, 27 ott. (Adnkronos) - ''Occorre tracciare un tragitto differente unendo persone diverse che hanno culture diverse e che hanno bisogno di mettersi al servizio operosamente per un'Italia operosa e non per l'Italia del rancore''. E' quanto sostiene Francesco Rutelli, oggi a Milano, per presentare il libro 'La svolta - lettera a un partito mai nato'.

''Penso che l'Italia stia conoscendo un cambiamento - ha aggiunto Rutelli - uno spostamento politico di cui la grande parte dei cittadini non si accorge, calata com'e' in un conflitto che sta snervando il Paese. Il centrodestra e' diventato destra e il centrosinistra, imperniato su un partito democratico che ritrova le sue fondamentali ragioni di sinistra riformista, alleato con il movimento dipietrista, comportano - secondo Rutelli - che l'offerta politica del nostro Paese sia cambiata da persone di buona volonta' e di razionalita', consapevoli che c'e' un altro grande rischio di fronte a noi''.

''L'Italia si e' divisa: prevedo che di fronte alla Lega che diventa il contraente della destra nel nord, potremo avere la nascita di un partito al Sud, in tempi molto rapidi. Noi avremo un cambiamento politico tutto interno alle file della destra, di fronte al quale il centrosinistra che diventi sinistra non avrebbe parole decisive da spendere e si ritoverebbe in minoranza. Penso che questo sia il dramma, la difficolta' e la ragione per le quali occorre fare emergere delle risposte definitive''.

''Questa rottura che rischia il Paese avviene del pieno di una crisi che riguarda l'identita' stessa del Paese - ha proseguito Rutelli - una crisi sociale dopo essere stata finanziaria e' certamente una crisi economica e questo favorira' le linee di frattura non le linee di coesione. Ecco perche' una risposta della politica che si limiti a dire da una parte c'e' la destra dall'altra c'e' un centrosinistra che fondamentalmente ripercorre le strade del passato, trascura la gravita' di uno scenario come quello che si sta realizzando sotto i nostri occhi e che invece il funambulismo di Berlusconi, che ogni giorno attira l'attenzione e modifica l'agenda senza modificare quello che davvero riguarda il futuro del Paese, rischia di non fare cogliere. Ecco perche' - ha concluso Rutelli - occorre dare una risposta che non possiamo affidare al percorrere di binari che vediamo tracciati davanti a noi, perche' sappiamo gia' quei binari dove vanno a finire ed ecco quindi che occorre iniziare un tragitto differente.

Proprio riguardo le uscite dal partito, secondo il Popolare Giuseppe Fioroni il compito di Pierluigi Bersani e' ripartire dalle differenze che si sono manifestate nel corso della campagna elettorale per la scelta del segretario. Quindi, dice l'ex ministro dell'Istruzione ospite questa mattina a Canale 5 alla "Telefonata", tocca al nuovo segretario "ricostruire un comune sentire, in modo che le differenze non vengano festeggiate come qualcosa che se ne deve andare ma come una straordinaria opportunita' per rappresentare la societa'. Se Bersani riuscira' a fare questo non credo ci saranno liste di 10-15 o 20".

I numeri a cui si riferisce l'ex coordinatore del Pd, sarebbero quelli relativi agli esponenti del partito pronti ad uscire insieme a Francesco Rutelli. Fioroni dice anche qualcosa sulla leadership e su come va esercitata, ora che un ex diessino si e' insediato alla guida dei democratici. "Gli italiani che sono andati a votare domenica -spiega- ritengono il Pd il loro partito e non il partito di Bersani o Veltroni. Il partito e' degli elettori e degli iscritti e proseguira' al di la' delle storie personali dei leader che lo possono guidare. In questo senso credo che anche Rutelli dovra' fare delle riflessioni".

"Alcune scelte non potranno essere rimesse in discussione. I due milioni e mezzo di elettori che sono venuti a votare domenica -aggiunge riferendosi alle quadro delle alleanze possibili- desiderano un Pd che possa svolgere una funzione centrale all'interno di un'alleanza che non metta insieme il diavolo e l'acqua santa. Non c'e' l'idea di rifare l'armata Brancaleone. Le alleanze, a partire dalle regionali, le faremo con chi e' disposto a scrivere con noi un programma di poche pagine, chiaro, con punti precisi ed e' disposto a realizzarlo senza se e senza ma"

Credo che l'Udc debba e possa essere un interlocutore del Pd ma sulla base dei programmi. Al tempo stesso -aggiunge l'ex coordinatore dei democratici- penso che il Pd debba aspirare a competere con l'Udc per drenare il voto moderato".

Fioroni ritiene infine che la liberta' di coscienza sui temi etici sia "un principio che nessun segretario possa mettere in discussione. Nella complessita' della societa' ci sono molte persone che la pensano come noi e credo sia interesse di Bersani veder rappresentate nel Pd anche le idee alle quali noi diamo voce".

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ugc
Hugo_mi ha scritto (27/10/2009 - ore 14:00) segnala un abuso
ugc
Prima radicale, poi margheritiano poi PD. Ora centrista. A parte il Südtiroler Volkspartei ha fatto un giro di giostra su tutti ci cavalli politici. Bravo Rutelli. Divertiti
ugc
Oscar ha scritto (27/10/2009 - ore 14:19) segnala un abuso
ugc
Mi sa che Rutelli nel "nuovo" PD ha sentito subito puzza di Di Pietro e ha (giustamente) levato le ancore...
ugc
farcare ha scritto (27/10/2009 - ore 18:37) segnala un abuso
ugc
Beh! Di Pietro chiede solo giustizia, che i delinquenti vadano in galera e che gli innocenti restino in libertà. Certo, in questo periodo, accettare questa esigenza è ritenuta riprovevole. Che strano Paese è l'Italia.
ugc
ugc
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