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Elezioni, Crespi: ''Parenti e raccomandati 'imbucati' in lista? E' suicidio politico''
ultimo aggiornamento: 30 gennaio, ore 19:38
Roma - (Adnkronos) - L'esperto di comunicazione politica interviene sull'ipotesi di candidature per le regionali del Lazio del Pdl, riportate da Repubblica: ''Non ho niente contro i parenti e gli affini, ma la loro presenza in lista senza alcun legame col territorio andrebbe evitata''
Roma, 30 gen. (Adnkronos) - La lista dei candidati ''è la carta d'identità con cui il partito si presenta agli elettori. Se viene composta con raccomandati e parenti può diventare un suicidio politico''. E' quanto afferma Luigi Crespi, esperto di comunicazione politica, in merito alle ipotesi di candidature per le regionali del Lazio del Pdl, riportate oggi da Repubblica.
Crespi premette che spesso ''alla vigilia circolano nomi che poi non trovano spazio nelle liste. Vi è anche - sottolinea - una sorta di killeraggio preventivo che colpisce persone che non hanno nessuna intenzione di candidarsi''. ''Ma - osserva Crespi - prendendo per buono ciò che scrive 'Repubblica', possiamo osservare che per i partiti l'interesse principale è quello di costruire una lista competitiva in grado di raccogliere i voti sul territorio. Quindi 'imbucare' persone per motivi di parentela o amicizia non ha molto senso, a meno che non si tratti di candidature nei listini dove si viene eletti senza le preferenze''.
Per Crespi, comunque, anche la presenza nel listino di candidati non autorevoli produce un danno alla lista. ''Naturalmente - aggiunge - non ho niente contro i parenti e gli affini, ma la loro presenza in lista senza alcun legame col territorio andrebbe evitata. Chiunque sottovaluta la costruzione delle liste - conclude - rischia di raccogliere meno voti''.
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