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"Stufi di un'Italia che fa passare le peggiori nefandezze come se fosse acqua fresca''

Farefuturo: ''Pullman anti-Fini? Sono nel dna del berlusconismo''

Gianfranco Fini (Adnkronos)  Gianfranco Fini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 02 settembre, ore 14:35
Roma (Adnkronos) Duro editoriale della Fondazione vicina al presidente della Camera sul 'piano di sabotaggio' in vista di Mirabello: ''Ciliegina su torta rancida di un sistema di potere che si fonda sul 'signorsì'''. E il 'Secolo' intervista Vitale Mattera, l'uomo dal quale è partita la denuncia
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Roma, 2 set. (Adnkronos) - ''L'idea di organizzare pullman contro chicchessia è figlia di una filosofia politica illiberale, totalitaria, assolutista. E' il frutto avvelenato che fa coerentemente parte del dna politico di chi pensa alla politica come cieca obbedienza a un leader carismatico. Per dirla tutta: i pullman sono, purtroppo, la ciliegina sulla torta rancida di un sistema di potere che si fonda sul 'signorsi', sul servilismo verso un unico signore e padrone. Sono culturalmente complementari ai 'meno male che Silvio c'è', alle campagne di stampa, alle criminalizzazioni dell'avversario. A quello che, giustamente, Gad Lerner definisce 'codice da Feltri'. A quelli che abbiamo gia' definito su queste pagine 'i bravi di Don Rodrigo': scagnozzi del potere alla ricerca sistematica del dissidente di turno; cacciatori di teste al soldo del potente''. Così, su Ffwebmgazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, il direttore Filippo Rossi commenta la notizia dei pullman di 'contestatori' del discorso che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, terrà domenica a Mirabello.

''I pullman 'anti-Fini' -continua Rossi- sono anche culturalmente coerenti con il populismo sciatto e qualunquista di chi si vuole unico depositario della volontà della gente. Di chi pensa che non possa (non debba?) esistere chi non la pensa come lui, di chi si aspetta solo baciamani e genuflessioni. Di chi caccia il dissidente, di chi lo definisce traditore. Di chi considera un partito come proprieta' privata. Di chi pensa di poter andare avanti con gli aut-aut: senza discussioni, senza dialogo, senza confronto''.

''Di chi pensa -rimarca- che la politica sia nella sostanza solo propaganda e pubblicita'. E allora, dato che qualcuno l'ha presa a ridere, come se fosse roba da poco, come se fossero quisquilie, siamo costretti a ribadirlo, perché siamo stufi di un'Italia che fa passare le peggiori nefandezze come se fosse acqua fresca, come se fosse tutto uguale, come se le differenze non contassero. La questione -conclude l'articolo- e 'molto seria perche' quei pullman sono parte integrante della loro visione politica. Purtroppo quei pullman non sono l'eccezione, sono la (loro) normalita''.

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