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''Il governo berlusconiano è passato alla logica commerciale, per cui il cliente, se paga, ha sempre ragione''

Farefuturo: siamo la Disneyland di Gheddafi. Generazione Italia: basta pagliacciate

Gheddafi con Berlusconi (Adnkronos)  Gheddafi con Berlusconi (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 30 agosto, ore 14:00
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il periodico online della Fondazione Farefuturo commenta la visita a Roma del leader libico: ''Il rais esibisce la sua legittimazione, la sua amicizia con il premier''. Gianmario Mariniello: ''La dignità di un Paese viene prima di tutto''. Duecento hostess per la seconda lezione di Gheddafi
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Roma, 30 ago. (Adnkronos/Ign) - ''Se l'Italia è diventata la Disneyland di Gheddafi, il parco-giochi delle sue vanità senili, la ragione è purtroppo politica. Nelle passeggiate romane il rais libico non esibisce il suo temperamento eccentrico, ma la sua legittimazione, la sua amicizia con il premier, la sua paradossale centralità nella politica internazionale di un governo, quello berlusconiano, che è progressivamente passato dall'atlantismo all'agnosticismo, dalle suggestioni neo-con alla logica commerciale, per cui il cliente, se paga, ha sempre ragione. E visto che Gheddafi paga, le sue diventano anche le 'nostre' ragioni e la sua politica la 'nostra'''. Ffwebmagazine (www.ffwebmagazine.it), periodico online della Fondazione Farefuturo, commenta la visita a Roma del leader libico con un intervento di Carmelo Palma, direttore di 'Libertiamo' (www.libertiamo.it).

''Il centro-destra - scrive Palma - che aveva denunciato 'l'equivicinanza' della politica estera dalemiana, sempre in mezzo tra aggrediti e aggressori, a distanza di sicurezza dagli uni e dagli altri, l'ha scavalcata, iniziando a distinguere gli autocratici buoni da quelli cattivi sulla base della loro amicizia e disponibilità personale e delle convergenze di interessi di breve periodo. Quest'idea ha portato Berlusconi a Minsk a tributare sperticati elogi all'ultimo dittatore europeo, il bielorusso Aleksandr Lukashenko, a difendere, in ogni dove, le ragioni e la legittimità della 'demo-autocrazia' putiniana e a farsi garante della rispettabilità politica del colonnello Gheddafi, che ormai sale in Italia a divertirsi quando e come vuole. Come si dice: pago, spendo, pretendo!''.

Critiche alla visita del leader libico anche da Generazione Italia. "Vi immaginate Gheddafi che va a Parigi o a Berlino e organizza un incontro con 500 hostess per dir loro 'diventate musulmane'? Noi no - scrive il direttore di Generazione Italia Gianmario Mariniello, sul sito dell'associazione finiana -. E non a caso Gheddafi certe pagliacciate, è il termine giusto, le viene a fare a Roma, non a Parigi o a Berlino. Evviva la realpolitik, ma sui libri di Kissinger non c'è scritto che bisogna concedere ai dittatori la passerella sul suolo patrio, in regime di liceità assoluta: Roma in questi giorni sembra un possedimento extraterritoriale libico".

"Viva gli affari, viva il trattato Italia-Libia che ci ha aiutato a risolvere il problema degli sbarchi clandestini, viva le materie prime libiche, viva l'autostrada libica che verrà realizzata dai nostri imprenditori, viva tutto ma la dignità di un Paese viene prima di tutto", continua Mariniello.

''Il nostro Paese - prosegue - corre il rischio di perdere terreno nei salotti che contano della politica estera, in cambio di relazioni buone ma più che discutibili (e trash) con autocrati, dittatori e pagliacci vari. La dignità di una nazione è un valore, anche economico. Basta con le pagliacciate".

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