Cisl: ''Aggressione incivile e squadrista''
Raffaele Bonanni (Adnkronos)
Festa Pd, Bonanni duramente contestato. "Ha svenduto il contratto delle tute blu"
Raffaele Bonanni (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 08 settembre, ore 19:33
Torino - (Adnkronos/Ign) - Dopo Schifani nel mirino dei contestatori il segretario generale della Cisl, che ha poi lasciato la festa nazionale del Pd in corso a Torino. Il gruppo che lo ha preso di mira: "Inqualificabile e vergognoso invitarlo". Due agenti contusi. Bersani lo chiama per esprimere solidarietà: "Attacco squadrista". Sacconi: ''Atto grave, rischio che torni stagione di violenza''
Torino, 8 set. (Adnkronos/Ign) - Dopo il presidente del Senato, Renato Schifani, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato duramente contestato alla festa nazionale del Pd in corso a Torino. In direzione del palco è stato lanciato anche un fumogeno. I contestatori hanno accolto il leader della Cisl al grido di 'vergogna', lanciando fac simili di 50 euro con scritta 'il denaro è un buon servo e un cattivo padrone'. A seguito della contestazione Bonanni ha lasciato la festa. Due agenti, uno della questura, uno del quinto reparto mobile sono rimasti feriti durante le contestazioni e sono stati trasportati in ospedale.
"Riteniamo inqualificabile e vergognoso invitare persone come Bonanni tra i principali artefici della svendita del contratto nazionale dei metalmeccanici", fa sapere il gruppo che ha contestato il segretario della Cisl. Tra i manifestanti, per loro stessa ammissione, lavoratori, precari, studenti medi e universitari, rappresentanti dei collettivi oltre ad esponenti riconducibili all'area antagonista. "Non si possono svendere sottobanco i contratti anziche' fare i sindacalisti e difendere le tutele dei lavoratori -hanno aggiunto i contestatori- si e' cominciato con i metalmeccanici perche' sono i piu' forti ma si vuole rendere tutto il lavoro precario".
Immediata la telefonata del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani a Bonanni, per esprimergli rincrescimento e solidarieta' per l'episodio di cui e' stato vittima alla Festa di Torino. ''Si e' trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria violenza, un attacco squadrista -dichiara Bersani-. E' inconcepibile che una festa popolare, che vive nel pieno centro della citta', possa essere attaccata in questo modo. Attendiamo di conoscere -conclude Bersani- dal ministero dell'Interno quali misure preventive e repressive siano state prese per impedire un episodio del genere''.
In difesa di Bonanni è intervenuto dal palco il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. "Voi con la democrazia non c'entrate nulla e la vostra idea di democrazia è il contrario di quello che c'è bisogno nel paese. Siete antidemocratici" ha detto rivolto ai contestatori.
Letta ha espresso "sdegno e condanna per quanto è accaduto. Quello a cui abbiamo assistito è un fatto gravissimo". E manifestando solidarietà al sindacalista, ha aggiunto: "Quello che è accaduto è l'espressione del rifiuto della democrazia. Oggi sono stati compiuti vari reati molto gravi. Da quello che ho potuto capire ci sono state assolute falle nel sistema della sicurezza perché non essere in grado di gestire la situazione dimostra che la cosa è sfuggita di mano alle strutture e spero - ha concluso - si faccia l'analisi del caso per capire come è potuto succedere".
Bonanni ''è stato oggetto oggi pomeriggio a Torino di una contestazione violenta da parte di un gruppo di aderenti ai centri sociali di Torino - si legge in una nota della segreteria confederale del sindacato di Via Po - Si è trattato di una aggressione incivile e squadrista che nulla ha che vedere con il libero confronto democratico, né con il mondo del lavoro''.
Sull'episodio è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. ''L'aggressione verbale e fisica nei confronti del segretario generale della Cisl - ha commentato - costituisce un atto gravissimo non solo in sé, ma anche perché può rappresentare il ritorno di una stagione di violenza politica nel Paese che ha conosciuto ben quarant'anni di ricorrente terrorismo ideologizzato''.
''Gli stessi omicidi - spiega il ministro - sono stati sempre preceduti dalla pubblica individuazione di un obiettivo, con preferenza per i riformisti in quanto mediatori capaci di prevenire e risolvere il conflitto''.
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