News > Politica > Fini: nuova Tangentopoli? Prima si rubava per il partito, ora chi lo fa è solo un ladro
''Parliamo di due realtà molto diverse''
Gianfranco Fini (Adnkronos)
Fini: nuova Tangentopoli? Prima si rubava per il partito, ora chi lo fa è solo un ladro
Gianfranco Fini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 15 febbraio, ore 19:02
Roma - (Adnkronos) - Il presidente della Camera non è d'accordo con chi fa un parallelismo con gli anni Novanta: ''Il malaffare in politica esiste ancora ma non trovo molto convincente chi sostiene che oggi siamo, più o meno, nelle stesse condizioni dell'epoca di Tangentopoli''. Tangenti, Pennisi resta in carcere
Roma, 15 feb. (Adnkronos) - Il malaffare in politica esiste ancora ma sostenere che la politica è immersa in una stagione di Tangentopoli è un errore. Questo in sostanza il ragionamento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un incontro con gli studenti alla Luiss.
"Non so se c'è una nuova questione morale. Francamente -ha dichiarato- non trovo molto convincente chi sostiene che oggi siamo, più o meno, nelle stesse condizioni dell'epoca di Tangentopoli. Quello era un vero sistema di corruzione e malaffare. Oggi chi ruba non ruba più per il partito ma ruba perché è un ladro e basta".
Secondo il presidente della Camera, è improprio accostare nuovamente il sistema del malaffare ai partiti. "Parliamo di due realtà' molto diverse -ha aggiunto riferendosi all'epoca di Mani Pulite- i grandi partiti del passato avevano un apparato burocratico pesante, con federazioni che avevano decine di impiegati, uffici, pubblicazioni". Attualmente queste strutture non esistono più e quindi chi ruba altro non è che un "volgare lestofante. Evitiamo quindi dei paragoni impropri".
Una bacchettata ai colleghi onorevoli arriva poi dal presidente della Camera in tema di incompatibilità delle cariche: "Si sta superando la soglia della decenza".
"Avere due o tre incarichi significa abusare della fiducia degli italiani. Già è difficile far bene una cosa figuriamoci farne due o tre insieme. La credibilità della politica si costruisce anche da queste piccole cose e fornendo il buon esempio. Meglio quindi fare una cosa sola ma bene".
Tornando a parlare di legge elettorale la terza carica dello Stato dice di non voler difendere la legge che c'è, anche se non la considera "tra le peggiori" tuttavia Fini ritiene che il sistema che, alla prova dei fatti, si è rivelato a suo giudizio più efficace è quello basato sul sistema con il collegio uninominale.
"Oggi si dice che con la legge elettorale in vigore i parlamentari vengono eletti dalle segreterie dei partiti e non si è molto lontani dalla realtà. Tuttavia anche un ritorno alle preferenze non mi sembra la soluzione più corretta. Con le preferenze -ha osservato il presidente della Camera- venivano eletti certi deputati chiamati a rappresentare certi interessi non sempre specchiati".
Tra quelli sperimentati negli ultimi anni "il collegio uninominale mi sembra che abbia dato la prova migliore", poiché "una forza politica si assume la responsabilità di mettere un candidato in lista. Se dipendesse solo da me tornerei in quel periodo in cui c'erano piccole circoscrizioni, di 80-100mila persone, nelle quali l'elettore sceglieva in base al partito, ma anche in funzione del candidato".
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