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''L'Anm non vuole nessuna riforma''
Angelino Alfano
Giustizia, Alfano: ''Non faremo riforme sotto dettatura dell'Anm ma secondo le nostre convinzioni''
Angelino Alfano
ultimo aggiornamento: 20 novembre, ore 18:44
Roma - (Adnkronos) - Il Guardasigilli: ''Il processo breve? Una norma di civiltà''. Poi ribadisce l'intenzione dell'esecutivo di separare le carriere tra pm e giudici giudicanti ma assicura: ''Non vogliamo mettere i pm sotto l'esecutivo perché sappiamo che non governeremo in eterno e immaginatevi un pm sottoposto al controllo di un altro esecutivo e magari di un altro ministro della Giustizia...''. Napolitano: rispettare equilibri istituzionali
Roma, 20 nov. - (Adnkronos) - "La riforma della giustizia la faremo, seguendo i nostri intendimenti e non sotto dettatura dell'Anm". Parola del ministro della Giustizia Angelino Alfano che ha concluso così il suo intervento alla VI Conferenza dell'Avvocatura.
"Anche perché - ha aggiunto - abbiamo il vago sospetto che se la facessimo sotto dettatura dell'Anm, il foglio resterebbe bianco perché non vogliono alcuna riforma".
Quindi tornando a parlare del processo breve il ministro ha ribadito che "noi lavoriamo affinché il sistema della giustizia possa prevedere ordinariamente che un procedimento penale si concluda in sei anni. Mi sembra un tempo congruo. Non si può rimanere impelagati nella giustizia a vita. E' una norma di civiltà".
"Se in un processo vi sono tre parti, ma due giudici e il pm frequentano lo stesso ufficio, lo stesso bar e magari si vedono anche nello stesso paese beh l'indomani quando si incontrano in tribunale si danno del tu e delle tre parti del processo l'unico che deve dare del lei è l'avvocato. Non è un problema di forma ma di sostanza".
Alfano ha poi ribadito l'intenzione dell'esecutivo di varare una riforma che assicuri l'effettiva parità tra i pm, avvocati dell'accusa e avvocati della difesa. Quella attuale, "non è parità e noi -ha proseguito Alfano- la vogliamo cambiare. Mettendo il pm sotto l'esecutivo? Assolutamente no e ciò -ha assicurato- per due motivi: la libertà del pm per noi e' un elemento di giustizia e di equita' e di rispetto del cittadino, ma anche perche' sappiamo di non essere eterni. E immaginatevi un pm sottoposto al controllo di un altro esecutivo e magari di un altro ministro della Giustizia...".
"Noi -ha sottolineato Alfano- riteniamo sacro il recinto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistrature e siamo convinti che essa debba essere autonoma e indipendente, soggetta solo alla legge". Ma la legge, ha detto il Guardasigilli, "la fa il Parlamento, espressione di quel popolo sovrano in nome del quale nelle aule di giustizia vengono pronunciate le sentenze. Non sono -ha concluso- popoli diversi".
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| Fabio0077 ha scritto (20/11/2009 - ore 20:37) | segnala un abuso |
| Bravo Angelino...non ti fare intimidire da questa "casta"!!!!!!!! | |
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