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''Giudici soggetti solo alla legge ma a fare le leggi è il Parlamento''

Alfano: ''Il governo è forte non si sottrarrà alla sfida di riformare la giustizia''

Il Guardasigilli Angelino Alfano (dal sito del ministero della Giustizia)Il Guardasigilli Angelino Alfano (dal sito del ministero della Giustizia)
ultimo aggiornamento: 30 gennaio, ore 19:00
L'Aquila - (Adnkronos) - Il Guardasigilli a l'Aquila, alla cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario rimarca: ''Poco credibili le obiezioni critiche che non si accompagnano mai a nessun riconoscimento" per "le scelte coraggiose'' compiute dall'esecutivo. ''Defezioni nella protesta perché irragionevole''. (VIDEO) Oggi la protesta delle toghe: "No a riforme distruttive"
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L'Aquila, 30 gen. - (Adnkronos) - lIl governo è forte, l'esecutivo durerà per l'intera legislatura e non rinuncerà a operare per una riforma organica del sistema della giustizia.

Il Guardasigilli, Angelino Alfano (nella foto), tiene a sottolinearlo intervenendo a l'Aquila, presso la Scuola della Guardia di Finanza di Coppito, alla cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario.

Il ministro della Giustizia esclude ogni possibile 'resa' nel perseguimento di questo proposito, prefigurando una "azione organica" che investa l' intero sistema. Sarebbe infatti inutile "sprecare risorse" investendole in un sistema che non funziona.

Quanto alle critiche, provenienti non solo dall'opposizione politica ma anche dall'interno del mondo della magistratura, dal Csm alla Anm, Alfano ritiene "poco credibili le obiezioni critiche che in maniera cieca non si accompagnano mai a nessun riconoscimento" per quelle che definisce come "le scelte coraggiose compiute dal governo".

Il ministro della Giustizia stigmatizza le "polemiche talora poco rispettose dell'autonomia del Parlamento, l'unico potere - sottolinea - legittimato a selezionare tra possibili soluzioni normative quella ritenuta più utile al Paese".

Se il "rispetto per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura" restano fuori dubbio, considerando anzi "il recinto della giurisdizione come sacro e inviolabile", Alfano tuttavia tiene a precisare che ''i giudici sono soggetti soltanto alla legge; ma alla legge, però sì. E le leggi le fa il Parlamento che è libero, democratico, sovrano, espressione del popolo italiano. Quello stesso popolo italiano in nome del quale i giudici pronunciano le loro sentenze: lo stesso!".

Confermare lo 'status quo' del pianeta giustizia comporterebbe per il ministro un ingiustificabile spreco di risorse pubbliche. Infatti, spiega "investire risorse in un sistema che non funziona significa sprecarle. Al contrario, dobbiamo creare efficienza per liberare cosi' risorse da investire nel sistema giudiziario, la qualita' del quale si misura sulla pelle dei cittadini. E sia chiaro: una migliore organizzazione e' possibile".

Alfano assicura di non chiudersi alle critiche; però ribadisce: "Quando le obiezioni si sposano a giusti riconoscimenti sono più credibili, quando invece sono cieche e non si accompagnano ad alcun riconoscimento, allora non sono credibili". Il Guardasigilli ribadisce, a tal proposito, la necessità di "procedere anche alla riscrittura di alcune regole fondamentali e strategiche, di natura e di rango costituzionali che, ferma restando l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, attribuiscano al giudice il ruolo centrale nell'esercizio della giurisdizione e garantiscano a un separato ordine dell'accusa piena autonomia nell'esercizio dell'azione penale nonche' nello svolgimento di indagini sulle notizie di reato".

Dunque, rimarca il Guardasigilli, ''riformare la giustizia è un dovere verso i cittadini utenti, verso il sistema economico ma anche verso i nostri figli, ai quali dobbiamo garantire una giustizia equilibrata, efficiente e serena. Riformare la giustizia serve all'Italia intera e serve farlo adesso: senza indugi, senza timidezze, senza tentennamenti. La riforma della giustizia è un nostro dovere e una nostra responsabilita' che vogliamo cogliere per intero senza sottrarci alla sfida".

Quanto alla decisione presa dai rappresentanti dei magistrati, il titolare del dicastero di via Arenula nota: "La protesta organizzata contro il governo alle inaugurazioni dell'anno giudiziario? Mi pare che abbia registrato qualche defezione...". "E' la prima volta che si registrano defezioni. Ciò accade esattamente - taglia corto Alfano - in misura della irragionevolezza della protesta stessa".

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