Accanto al cancelliere siede il messo, in mantello rosso
Gli alti giudici in robone senese del Cinquecento
ultimo aggiornamento: 06 ottobre, ore 14:02
Roma - (Ign) - I giudici della Consulta indossano il costume nero orlato d'oro. Nelle occasioni solenni sulla toga è posto un collare dorato con una medaglia e portano il ‘tocco’, il copricapo tradizionale
Roma, 6 ott (Ign) - Il commesso con il mantello rosso annuncia: "Entra la Corte". Tutti in piedi. Dietro il banco a forma di ferro di cavallo prendono posto i giudici in toga nera, disegnata sul modello di un ‘robone’ senese del Cinquecento, il costume nero orlato d'oro.
Nelle occasioni solenni gli alti giudici indossano anche un collare dorato con una medaglia, e portano il ‘tocco’, il copricapo tradizionale. I giudici di Palazzo della Consulta, a piazza del Quirinale, esercitano le loro funzioni nell’antica sede della Sacra Consulta, organismo ecclesiastico che giudicava sia in ambito civile che penale, e oggi sede della Corte Costituzionale. All’interno dell’edificio la sala delle udienze e il salotto verde, dove si trova la ‘Magnificenza’ di Antonio Bicchierai, e il salotto rosso, con il ‘Maggio’ dipinto da Giacomo Balla.
Accanto al cancelliere siede il messo, in mantello rosso, che chiama le cause nell'ordine del ruolo o in quello determinato dal Presidente. Di fronte allo scranno dei giudici è collocato il banco degli avvocati che intervengono a discutere le cause, anch’essi in toga nera. Deve trattarsi di avvocati abilitati a difendere davanti alle ''giurisdizioni superiori'', per il che si richiedono almeno dodici anni di professione forense.
Prendono la parola, nell’ordine indicato dal Presidente, dopo la relazione del giudice relatore. Per ultimo, nelle questioni incidentali, parla l’avvocato dello Stato che rappresenta il presidente del Consiglio (o l’avvocato della Regione, se si tratta di una legge regionale). Normalmente non sono consentite repliche.
Alle spalle degli avvocati vi è posto per i giornalisti e gli assistenti di studio dei giudici costituzionali. Dietro, vi sono le sedie per il pubblico, per lo più costituito da gruppi di studenti, che vengono ad assistere all’udienza per conoscere da vicino come lavora la Corte.
Questa mattina ha preso la parola il presidente Francesco Amirante, aprendo ufficialmente l'udienza pubblica. Fu lui che nel 2004 scrisse la sentenza di incostituzionalità sul lodo Schifani. La decisione sul Lodo Alfano maturerà in quell’antico palazzo che conserva il busto bronzeo di Enrico De Nicola, primo Presidente della Corte Costituzionale e già primo Presidente della Repubblica.
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