News > Politica > Gli strascichi della vicenda Boffo. Ferma reazione di Bertone contro i detrattori della gerarchia ecclesiastica
''Il Papa deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi''
Il cardinare Tarcisio Bertone (Adnkronos)
Gli strascichi della vicenda Boffo. Ferma reazione di Bertone contro i detrattori della gerarchia ecclesiastica
Il cardinare Tarcisio Bertone (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 09 febbraio, ore 18:41
Città del Vaticano - (Adnkronos) - La Chiesa: ''In atto una campagna diffamatoria contro la Santa Sede''. La Cei: ''Pienamente condivisa la volontà della Segreteria di Stato di evitare che il bene della Chiesa sia compromesso''. Feltri: "Non conosco né Bertone, né Vian ma 'Il Giornale' ha pubblicato una notizia vera''. Andreotti: "La reazione dura del Vaticano è giustificata". Vaticano, gli attacchi alle gerarchie preoccupano il Papa. Palazzo Chigi smentisce: ''Nessuna telefonata tra Berlusconi e Bertone''
Città del Vaticano, 9 feb. - (Adnkronos) - Dopo oltre due settimane di silenzio la Segreteria di Stato ha rotto gli indugi: la misura era colma, e, ai mezzi d'informazione che hanno insinuato una responsabilita' diretta o indiretta del direttore dell''Osservatore romano' e dello stesso cardinale Tarcisio Bertone nella vicenda che ha portato alle dimissioni dell'ex direttore di 'Avvenire' Dino Boffo il 3 settembre scorso, il Vaticano ha risposto con durezza.
E' tutto falso, è in atto ''una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice'', ha messo nero su bianco la Segreteria di Stato in una nota diffusa nella tarda mattinata di oggi dalla Sala stampa vaticana. Inoltre, dal Vaticano è arrivata anche la conferma che il Papa era in effetti informato dei fatti: dunque anche la risposta di oggi agli attacchi mediatici ha avuto il pieno avallo di Benedetto XVI.
Il testo della Segreteria di Stato fa riferimento in modo esplicito alla ''ingiuriosa'' campagna stampa alimentata in questi giorni: ''Dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano 'Avvenire', con l'evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de 'L'Osservatore Romano', arrivando a insinuare responsabilita' addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento''.
In particolare, sottolinea il Vaticano, ''è falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de 'L'Osservatore Romano' abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di 'Avvenire'; è falso che il direttore de 'L'Osservatore Romano' abbia dato - o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo - informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate''.
Quindi, il passaggio più delicato e importante della nota emessa dai piani alti del Vaticano, quella che fa riferimento diretto al Pontefice: ''Appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili - ripetute sui media con una consonanza davvero singolare - che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l'intento di attribuire al direttore de 'L'Osservatore Romano', in modo gratuito e calunnioso, un'azione immotivata, irragionevole e malvagia. Ciò sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice''.
''Il Santo Padre Benedetto XVI che è sempre stato informato - conclude significativamente il testo - deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perche' chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia''.
La nota della Santa Sede viene riportata oggi in prima pagina dall'Osservatore Romano con una significativa premessa: ''Il Santo Padre ha approvato il seguente comunicato e ne ha ordinato la pubblicazione''.
Alla voce della Segreteria di Stato si affianca quella della Conferenza episcopale: ''La Presidenza della Cei accoglie il comunicato della Segreteria di Stato ispirato dalla volontà prioritaria e pienamente condivisa di evitare che il bene della Chiesa sia compromesso da notizie e ricostruzioni che hanno dato vita a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede''.
''Facendo nostra questa medesima preoccupazione - prosegue il testo - auspichiamo che la presa di posizione odierna contribuisca a rasserenare il clima, segnato da una vicenda dolorosa che in questi mesi è andata oltre la sua valenza effettiva. Rimane viva e conforta la consapevolezza che la Chiesa è sorretta dalla forza del suo Signore, mentre rinnoviamo l'impegno a operare per l'affermazione della verità e della giustizia''.
Intanto dal canto suo il direttore del 'Giornale' Vittorio Feltri interpellato dall'Aadnkronos afferma netto: "Non conosco né Bertone, né Vian. 'Il Giornale' ha pubblicato una notizia vera, la condanna di Boffo per molestie, il resto non conta".
"Vedo che ogni giorno si scrivono pagine e pagine su questa storia - sottolinea Feltri - ma si fantastica molto, si preferisce la realtà romanzata e si sorvola sulla verità essenziale: la notizia che abbiamo pubblicato su Boffo era vera o falsa? Noi abbiamo pubblicato una notizia vera, Boffo è stato condannato per molestie, condanna poi tramutata in pena pecuniaria. E' altrettanto vero che in quello che abbiamo scritto c'era anche un particolare che poi si è rivelato inesatto e noi lo abbiamo corretto, ma la notizia della condanna era vera, ma nessuno si è incaricato di verificare se la notizia data da 'Il Giornale' fosse vera o falsa, piuttosto si preferisce costruire romanzi. Il Vaticano non ha certo bisogno di difensori, ma la strumentalizzazione di quanto abbiamo scritto mi sembra evidente".
"La notizia -dice ancora il direttore del quotidiano di via Negri- non l'ho appresa al bar, né al club della bocciofila, ma dal club della Chiesa, che è piutttosto rispettato, con molta gente e la fonte era assolutamente istituzionale e attendibile. Non ho appreso la notizia da un passante e comunque, anche se cosi' fosse stato, la notizia e' stata verificata e si e' rivelata esatta. In ogni caso -conclude Feltri- non conosco Bertone, non conosco Vian, non conosco nessuno della segretria vaticana".
articoli correlati
tutte le notizie di Politica




















