Stretta di mano e breve conversazione con Fini
La Russa, Berlusconi, Schifani, Fini (Adnkronos)
Governo, Berlusconi: ''Vado avanti, non lascio il Paese in mano ai comunisti''
La Russa, Berlusconi, Schifani, Fini (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 17 marzo, ore 17:23
Roma - (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio al suo arrivo all'Altare della Patria: ''Rimango per difendermi''. A Santa Maria degli Angeli accolto da applausi e fischi. Bersani: ''Accoppiamento destra-Lega è visto come un tradimento''. Giro: ''Ma quali fischi, erano una decina di professionisti della caciara''. Il premier al Colle per rimpasto, 'ritocchi' rinviati
Roma, 17 mar. (Adnkronos) - ''Vado avanti, rimango per difendermi''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, arrivando all'Altare della Patria per la cerimonia di deposizione della corona d'alloro al Milite ignoto, che ha aperto le celebrazioni odierne per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Poco prima dell'arrivo del capo dello Stato, il premier è stato accolto dagli applausi di una piccola folla che lo ha incitato a proseguire nell'azione di governo. Sorridendo, Berlusconi ha assicurato: ''Vado avanti, certo. Non lascio il Paese in mano ai comunisti''.
Breve scambio di battute e una stretta di mano tra il premier e il presidente della Camera Gianfranco Fini, all'Altare della Patria. In attesa che arrivasse il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Fini e Berlusconi hanno scambiato poche parole.
Poco più tardi, il premier è stato contestato dalla folla che si era accalcata davanti al complesso monumentale di Porta San Pancrazio in attesa che dal museo della Repubblica Romana uscissero le alte cariche dello Stato. Fra i presenti c'è chi ha urlato 'vattene a Palazzo Grazioli', qualcun altro ha gridato 'bunga bunga', altri hanno richiesto a gran voce le dimissioni del premier. In precedenza, mentre si attendeva il corteo presidenziale davanti al monumento di Anita Garibaldi al Gianicolo, prima tappa del giro celebrativo, c'è stato chi ha gridato 'forza Silvio'. Altri hanno risposto 'aspettiamo con gioia il presidente della Repubblica, oggi è il giorno dell'Unità d'italia'.
Ultimo appuntamento della mattinata nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Arrivato in ritardo e dopo che il presidente della Repubblica con le altre cariche istituzionali aveva già fatto il suo ingresso, il premier è stato poi accolto da applausi e fischi, questi ultimi in maggioranza, e anche da qualche grido di 'dimettiti!': a queste reazioni da parte della gente oltre le transenne, il capo del governo ha replicato soltanto con un sorriso tirato e un gesto di saluto con la mano. In precedenza, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era stato accolto con un unanime battimani da parte della folla.
Al termine della cerimonia religiosa, il presidente del Consiglio anziché uscire dal portone principale ha lasciato la basilica romana uscendo dal retro dell'edificio religioso passando per la sagrestia.
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha commentato le contestazioni al premier. "Questo accoppiamento tra destra e Lega è visto come un tradimento, è un'idea che si esprime con qualche fischio. Non sono fischi sul caso Ruby, è qualcosa di più profondo", ha detto Bersani. "Ma quali fischi! Erano una decina di professionisti della caciara, ben organizzati che hanno voluto macchiare una ricorrenza che deve unire e non dividere", replica il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro.
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